IL CALCIO STORICO IN COSTUME FIORENTINO
Giugno è uno dei mesi più divertenti per visitare Firenze. Il giorno di San Giovanni, patrono della città, si disputa la finale del “Calcio in costume”, seguita dai fuochi di artifizio che illuminano tutta la città. Il calcio in costume è un gioco antichissimo le cui prime regole furono scritte dal conte Giovanni De’ Bardi nel 1580. La partita è una combinazione fra un match di calcio e rugby. La palla è una vescica di animale, gonfiata e cucita a spicchi. Le quattro squadre dei quattro quartieri storici fiorentini si sfidano giocando prima, le due semifinali e, le due rimaste, giocheranno la finale in Piazza S. Croce.
In questa partita si possono usare sia le mani che i piedi. Questo gioco è un gioco antichissimo, le cui remote radici si possono trovare nei giochi dei greci. Questo genere di calcio si è giocato nelle vie di Firenze da tempi immemorabili: il “calcio fiorentino” anche se ha un inizio aristocratico, non era un appannaggio dei nobili, ma costituiva sempre più un divertimento cittadino a cui partecipava emotivamente tutta la città. Ogni anno la città rivive l’appassionante contesa, in un fascinoso viaggio nel passato. L’ordine del gioco è stato scelto nel giorno di Pasqua e ora le due squadre si apprestano a giocare il grande finale. Piazza S. Croce è allestita come nel medioevo, per terra sacchi di sabbia per attutire gli spigoli delle pietre.
I giocatori giocheranno con impegno ma senza trionfalismi. Non percepiscono denaro, hanno solo la convinzione di far rivivere, la realtà di oggi nelle trame del passato. Il multicolore corteo, composto da 550 persone, parte da Piazza S. Maria Novella e sfila per la città. Tutti sono in costume, i calciatori con le insegne dei loro quartieri, i nobili a cavallo (sono i discendenti delle grandi famiglie nobili del passato), i fanti con le armi. Gli stendardi dell’epoca ci riportano come per incanto nell’eccitante allegria e festosa atmosfera del Rinascimento. Il corteo si muove, lento, per le vie della città seguito da una folla di fiorentini e di turisti. Prima della partita il rullo dei tamburi si fa sempre più assordante, lo squillare delle chiarine, gli sbandieratori che lanciano le proprie insegne con straordinaria abilità. Ad ogni “caccia” o punto segnato da una squadra, lo sparo delle colubrine. L’accanimento diventa sempre più cruento. Alla fine dei 50 minuti regolamentari, la squadra vincente, in un diapason assordante di grida, riceve in premio una vitella bianca di razza chianina, che sarà ritirata dai calciatori, impolverati ed esausti. Il Capitano di Guardia del Contado grida: “Viva Florentia!” A cui risponde il coro dei partecipanti: “Viva Florentia, Viva Florentia” e viva la tradizione che da secoli accompagna questa straordinaria manifestazione!
Ascania Baldasseroni
16 giugno 2015