IL GIARDINO DIPINTO

Scritto da Ascania Baldasseroni il . Pubblicato in TEMPO LIBERO.

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L’Oasi di Ninfa a Cisterna di Latina, a pochi chilometri da Roma, è un capolavoro dell’arte del paesaggio. l suo nome prelude immediatamente all’atmosfera magica del luogo: il giardino romantico più bello del mondo, come le definiscono i più importanti giornali inglesi o americani. Storia e natura convivono in questa magica città-giardino medievale. Il giardino di Ninfa è infatti progettato sulle rovine dell’omonimo borgo medievale intitolato alle Naiadi, divinità delle sorgenti.

Una simbiosi fra natura e architettura che regala scorci pittorici straordinari, delineando un progetto di giardino inglese sotto il sole cocente del Mediterraneo. E’ una città – giardino con le vestigia di ben sette chiese, una torre, un ponte romano che convivono circondati da alberi imponenti. Intorno la meraviglia di milletrecento varietà ornamentali provenienti dai cinque continenti. Una convivenza resa possibile dal clima mite e dal fiume circondato da mille laghetti, così le fioriture si rincorrono per tutto l’anno, dai bulbi ai glicini, dalle magnolie ai ciliegi. La storia di Ninfa inizia addirittura in epoca romana, ma il progetto che vediamo oggi comincia a prendere forma a metà dell’ottocento.
E’ allora che la duchessa Ada, moglie inglese del Principe Caetani arriva a Ninfa da giovane sposa. Comincia subito a bonificare le paludi e a piantare lecci e cipressi. Ma è nel 1921 che suo figlio Gelasio incomincia a restaurare i ruderi più interessanti e a ridisegnare il letto del fiume. Ma sarà la nipote, Lelia Caetani, sposata a un Lord inglese, abile artista e giardiniera che, ispirata dai lunghi soggiorni in Inghilterra, decide di trasformare il giardino in un vero giardino romantico inglese dall’estetica sognante e colta allo stesso tempo. La duchessa Lelia, cresciuta in un ambiente sofisticato italiano era affascinata dai giardini inglesi e decide quindi di trasformare il giardino di Ninfa in un arcadia straordinaria.
Ninfa diviene presto il luogo preferito di Virginia Woolf, di T. S. Eliot, ma anche di scrittori italiani come Moravia e Calvino. Molte delle loro opere sono state ispirate dalla bellezza di Ninfa. La principessa Lelia componeva le bordure come fossero quadri, piantava esattamente come dipingeva. Sceglieva un albero, un rudere e poi lo circondava da ”una corte secondaria” così amava riferirsi agli alberi, oppure ai boschetti, tra fiori, piante e cespugli, attingendo pennellate di colore da una tavolozza “botanica”di arbusti e cespugli sorprendenti. Il risultato lo possiamo vedere ancora oggi, una somma di vedute, quasi fossero pennellate di acquarello, che rendono l’Oasi di Ninfa, unica al mondo.

Ascania Baldasseroni
23 giugno 2015