SCOPRIRE LUCA DONINELLI E LE COSE SEMPLICI

Scritto da Giada Martemucci il . Pubblicato in TEMPO LIBERO.

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E poi amicizia vuol dire perdono, è inevitabile. In tutti questi anni Naghib e io ci siamo dovuti perdonare a vicenda molte volte, spesso per sciocchezze, talora per ragioni serie: e niente matura l’idea della propria unicità come il bisogno di essere perdonati e il coraggio di perdonare. » (La polvere di Allah)

Nato nella bassa bresciana, ha vissuto per lungo tempo a Desenzano del Garda; il padre Angelo era direttore dell'Ospedale di Desenzano, la madre Silvana Fei, fiorentina, è la nipote del celebre pittore Ottone Rosai. Si è trasferito poi a Milano dove si è laureato in filosofia (all'Università Cattolica del Sacro Cuore) con una tesi sul filosofo francese Michel Foucault. Con Lee cose semplici, Luca Doninelli racconta di un mondo prossimo alla fine, sulla scia Houellebecq o di McCarthy.

In una Milano irriconoscibileUna città lacerata, attraversata da bande che la assediano, la «tengono in scacco»: «le vie cittadine sono ridotte a giungle di sterpi interrotte da cumuli di calcinacci». Gli scambi economici sono tornati al baratto, il petrolio e l’energia elettrica scarseggiano. Chiudono i giornali, le fabbriche, le università. Alcuni ex professori sono rinchiusi nel caveau di una vecchia banca, diventata anche la prigione di un illustre economista; a Roma il clero si è trasformato nella più feroce delle bande. Sotto un cielo «grigio intonaco», il protagonista riprende il filo di una sua appassionata storia d’amore con una ragazza incontrata in un bistrot a Parigi. Si chiama Chantal, “la mia fiaba personale.”. Il rapporto con Chantal, che diverrà sua moglie fa da terreno per una delle domande fondamentali che emerge nel romanzo: che cosa diventa la vita degli altri – gli altri che ci erano accanto – senza di noi? Quali strade prende? «Basta un passo falso ed eccoci dentro il precipizio». I personaggi di questo lunghissimo romanzo vivono trascinati dal desiderio e cercano l’impossibile. «I dolori sono più gravi ma più facili da sopportare, nelle cose grosse ci si sbriga più facilmente che in quelle piccole»

GIADA MARTEMUCCI 30 AGOSTO 2016