AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
In questo periodo, quando le festività natalizie sono alle porte, torna alla mente il famoso musical ever-green “Aggiungi un posto a tavola”, perché il pensiero migra verso le persone che trascorreranno il Natale, per diversi motivi, in solitudine e che non hanno il coraggio di uscire da casa per bussare alla porta di amici o di conoscenti. Quando si è presi dai preparativi del Natale, che spesso s'incastrano tra gli impegni quotidiani, ci si sofferma poco a pensare alle persone che si incontrano tutti i giorni senza effettivamente sapere chi siano e che vita conducano se non considerare che sono sole.
Ci si può chiedere se la loro sia una libera scelta, ma, per lo più, la scelta è obbligata dalle circostanze e, in questo caso, le festività più significative dell’anno rappresentano per queste persone una sofferenza profonda. In genere, si è abituati a rispondere alle esigenze di popolazioni in difficoltà digitando numeri solidali per inviare denaro e spesso si raggiungono anche cifre notevoli, però a Natale non sono sufficienti le donazioni economiche. Nella giornata più evocativa dell’anno, in cui le famiglie si riuniscono e gli affetti si condividono, l’isolamento delle persone sole non è colmabile con una elargizione economica. Le persone che appartengono alla fascia d’età over sono le più esposte al rischio di rimanere sole per non poter raggiungere parenti lontani o per non averne. Più l’età avanza e più si cristallizzano comportamenti di chiusura nei confronti degli altri, al punto di indurre queste persone a cercare l’invisibilità, ma spesso ciò che è invisibile può farsi visibile alla coscienza di chi si sintonizza su quell’onda di tristezza, che si percepisce nell’aria quando si incrocia lo sguardo del vicino di casa. Perché non provare ad aggiungere un posto a tavola ed estendere l’invito allo “sconosciuto” o alla “sconosciuta” della porta accanto? In fondo, a Natale ognuno ricerca, simbolicamente, la propria rinascita, affinché l’esistenza possa arricchirsi di nuovi significati che giungono alla coscienza come una vera epifania che quest’anno potrebbe, inaspettatamente, essere rappresentata da un gesto di accoglienza e di condivisione, aggiungendo un posto a tavola.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
14 dicembre