2016...2017
A pochi giorni dalla fine del 2016 il pensiero si proietta più sul 2017, nel desiderio che sia migliore del precedente, piuttosto che sul trasloco emotivo e affettivo che inevitabilmente accadrà alla mezzanotte del 31 dicembre. Eppure, l’anno che si sta chiudendo ci ha accompagnato, per 365 giorni, anzi 366, costantemente e ineluttabilmente nell’ alternanza del giorno e della notte, del buio e della luce, del sole e della luna, e, quindi, merita un saluto, affinché possa lasciare il posto al nuovo anno senza residui di vita irrisolti o sospesi. Il commiato accompagna le separazioni e non dovrebbe essere sottovalutato, perché consente di farsi consapevoli del cambiamento che produce il passaggio che ne deriva.
L’anno che se ne va non sempre lascia un bagaglio leggero e ancora di più non sarebbe utile liquidarlo in fretta, senza una ricognizione dentro e fuori di sé, per lasciar andare tutto ciò che può essere utile non traghettare nel nuovo anno. Fino a qualche decennio fa, si praticava un rito, poco ambientalista, che consisteva nel buttare dalle finestre tutto ciò che non si voleva tenere nell’anno nuovo, per cui allo scoccare della mezzanotte piatti, utensili di ogni tipo, indumenti e oggetti più svariati venivano letteralmente defenestrati. Ovviamente, la fine di questa usanza è da accogliere con sollievo, però liberarsi del vecchio per fare spazio al nuovo rappresentava una sorta di psicodramma collettivo, cui seguiva una euforia catartica psicologicamente significativa. Come in passato, quindi, si operava una selezione tra ciò che si poteva tenere e ciò che era utile buttare, altrettanto oggi si potrebbe guardare dentro se stessi per preparare il bagaglio da lasciare andare ed entrare più leggeri nel 2017. Quando si vive una separazione ne consegue inevitabilmente un lutto, che richiede un’elaborazione lenta e graduale, per cui salutare il 2016, lasciandolo andare senza rabbia, senza rancore e senza risentimento per tutto quello che non ha costruito o per tutto quello che ha distrutto, consente di trovare lo spazio dentro se stessi per accogliere realmente il nuovo senza che possa essere contaminato dal vecchio. Può non essere semplice, ma è, comunque, importante provarci per lasciarsi alle spalle il 2016 e salutare il 2017 nel modo più propizio e guardare avanti con decisione e determinazione. Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta 21 dicembre 2016