ISTRUZIONI
Quante volte si leggono istruzioni per capire come usare un oggetto o per adempiere delle procedure burocratiche o per eseguire compiti di vario genere? Nell’arco di una giornata, sicuramente, più di quanto pensiamo e nel corso della vita un infinito numero di volte che, però, non bastano mai, al punto di essere sempre alla ricerca di ulteriori istruzioni per qualunque evento. È sufficiente aprire una rivista o un quotidiano per ritrovare puntualmente istruzioni per difendersi dal freddo o dal caldo, per nutrirsi in modo adeguato, per acquisti di vario tipo e ritrovarsi a esserne sempre bisognosi. Come mai? I giovani potrebbero averne bisogno perché inesperti e con minori conoscenze, ma gli over, che di esperienza e di conoscenze ne hanno tante?
Forse dipende dall’idea che si potrebbe fare sempre meglio, che qualcuno potrebbe saperne di più o forse perché avere una guida che si rinnova è rassicurante.La conoscenza, indubbiamente, non basta mai e, anche se non se ne è consapevoli, una particella di inedito c’è sempre che va ad aggiungersi al bagaglio esistente. È pur vero che a volte si consolidano abitudini che forse possono essere cambiate in virtù di nuove istruzioni per l’uso, che migliorano o semplificano quanto già si usava fare. L’istruzione, quindi, non va tanto a incidere sul saper o non saper fare, quanto su come migliorare la competenza, aggiungendo qualcosa. Quando poi le istruzioni riguardano come affrontare difficoltà psicologiche, l’esperienza sembra non bastare mai e la sensazione che ricorre è di non riuscire a superarle inducendo la domanda: come fare? La risposta non è semplice, ma può essere utile pensare che la difficoltà del momento ci stia inviando, implicitamente, delle istruzioni su cosa fare, ribaltando la prospettiva. Quando dal profondo di sé si genera una domanda vuol dire che si è già sull’onda di un desiderio di comprensione e l’ascolto attento della domanda stessa può contenere un’ istruzione su cosa fare o non fare. Non sempre, infatti, è utile fare, a volte fermarsi può consentire di ritrovare una nuova armonia con se stessi prediligendo un “fare anima”, come diceva James Hillman, scoprendo nuove strade per usare le emozioni e costruire la propria anima.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta
24 gennaio 2017