ALLERGIE

Scritto da Sira Sebastianelli il . Pubblicato in TEMPO LIBERO.

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In questi mesi primaverili molte persone lamentano sintomi riconducibili a fattori allergici. Pollini di tutti i tipi cadono a pioggia sulle mucose di molti adulti e bambini, provocando fastidi e malesseri di variabile tipologia e intensità. In genere le reazioni allergiche stimolano un meccanismo di difesa chiamato di evitamento, che induce a rifuggire le situazioni in cui sono presenti i fattori allergenici. È semplice dedurre che evitando sistematicamente luoghi o situazioni a rischio polline, si corre il pericolo di circoscrivere e delimitare il proprio spazio vitale. Spesso, infatti, accade che il solo pensiero di venire in contatto con l’allergene provochi uno stato emotivo che amplifica il disagio. Ci sono persone che l’arrivo della primavera lo vivono con timore, nonostante abbiano fatto ricorso a vaccini preventivi, al punto di rinunciare a viaggi o a gite.

 

Sembra che la soluzione sia aspettare che cambi la stagione, ma se la vita a volte, nel linguaggio un po’ più descrittivo, si conta in primavere, non viverle per timore dei batuffoli impollinatori non è consigliabile. Allora, che fare? Intanto cercare di continuare le attività quotidiane come si è abituati, senza condizionamenti per non rinunciare a una stagione che, specialmente, per gli over aiuta a rigenerare le energie e a fare il pieno di luce che dirada le ombre dell’inverno. Il respiro si fa più affannoso per la congestione delle vie aeree, il senso di disagio inevitabilmente crea un’indisponibilità al sociale, ma farsi incantare dallo spettacolo della Natura, potrebbe aiutare a spostare l’attenzione dal malessere al benessere che i colori e i profumi possono produrre come una cromoterapia o un’aromaterapia, liberamente offerta dalla primavera. Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta 18 aprile 2017