GIOCHIAMO
Quale sarebbe la vostra risposta se qualcuno, che conoscete, vi domandasse: “Giochiamo?”. Forse, rispondereste con altre domande per sapere a quale gioco si riferisce, se è di movimento o sedentario, se si deve usare il computer o altro strumento virtuale, e poi a che ora e in quale giorno, finché, l’entusiasmo, di chi vi ha posto la domanda, si sgonfia come un palloncino.
Se vi siete ritrovati in questa necessità di delucidazioni prima di accettare, è perché non siete più abituati a sentirvi porre domande così generiche, come invece vi accadeva da bambini, quando era sufficiente sentirvi chiedere: “Giochiamo?”.
La stagione che si presta a sviluppare una maggiore disponibilità al gioco è proprio l’estate, perché si è meno impegnati ed è più facile ritagliarsi spazi per uscire dalla routine e lasciarsi andare all’improvvisazione, provando nuove attività ludiche. La stagione estiva è ricca di risorse che si utilizzano poco, perché le abitudini consolidate dei mesi precedenti si modificano con fatica e sembra che non ci sia spazio per far entrare altro. Il gioco è adatto a qualunque età perché alleggerisce e allevia dolori e sofferenze, non è necessario essere bambini per inventare una giornata diversa dalle altre e giocare con il pensiero e con le emozioni. La leggerezza del vivere non ha il significato di vivere con leggerezza, il diverso punto di vista con cui guardare la propria esistenza consente di coniugare verbi antichi, che appartengono a ogni età, come giocare. Ogni età ha i suoi giochi e averne consapevolezza consente di rispondere con slancio e senza remore alla domanda:”Giochiamo?” con un semplice: “Sì”.
Sira Sebastianelli
psicologa - psicoterapeuta