La salute degli over

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Qual è il confine tra salute e malattia? La risposta è semplice: il sintomo!

Il sintomo è il malessere che spinge a chiedere una visita medica perché il confine della salute è stato oltrepassato. Lo sconfinamento fortunatamente è reversibile, per cui, dopo breve cura, la salute torna. Non sempre, però, sembra sia così! La cura di un over, produce quella che sulla stampa specialistica è chiamata la “medicina difensiva”, che ha come conseguenza l’aumento delle prescrizioni farmacologiche, come sostiene la Società Italiana di Medicina Interna e riportato dal Corriere della Sera nell’inserto Salute del 26 novembre 2017. La riflessione che dal punto di vista psicologico è stimolata, riguarda quanto sia medicalizzata un’età della vita che di per sé non è una malattia.

Che il passare del tempo porti con sé delle patologie organiche è possibile, però è importante considerare il farmaco il rimedio e non il veleno, come vorrebbe il doppio significato della etimologia greca pharmakon. Nel significato di cura andrebbe preso, certamente, il farmaco, per stabilizzare una condizione di salute che non pesi più della malattia, proprio perché il confine tra salute e malattia è labile più psicologicamente che organicamente. Il bisogno di un farmaco per garantirsi la stabilità della salute sembra una contraddizione, però se si riesce a percepirne i benefici il peso si alleggerisce, finché non si supera la soglia della necessità con un surplus inutile. L’ascolto dei segnali del corpo è fondamentale non solo per richiedere una cura, ma anche per cambiare stile di vita, se possibile, affinché il sintomo non si aggravi e ridurre, così, il ricorso al farmaco, che di per sé non è mai miracoloso. Il tempo da dedicare a se stessi per essere attivi nella cura e aiutare il farmaco servirebbe a non dimenticare che l’armonia tra psiche e corpo è sempre il rimedio migliore per mantenersi sani, al di là dei blisters sul comodino.

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta