APPUNTAMENTO SULL'ISOLA

Scritto da Ascania Baldasseroni il . Pubblicato in LE STORIE DI ASCANIA.

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Non avrei mai creduto trent’anni fa che l’Isola sarebbe diventata la “Mia Isola”. Ci sono arrivata per caso, in barca, dalla Turchia. Dovevamo fare rifornimento e mentre il mio marito di allora, trafficava con la barca, io sono corsa al vecchio porto. Il cuore mi batte ancora, ricordando la bellezza e la serenità di quel luogo al tramonto. Il mare calmissimo, le poche case e la luna piena che si fa strada nel cielo carico di stelle. Scorrazzavo allegrissima, con il cuore in gola accecata da tanta bellezza, non volevo partire, non volevo vedere altro. Poi la vita mi ha riacchiappato il marito, I miei figli, il divorzio, la vita a Londra dove la luce si fa scura nel primo pomeriggio, la pioggia battente, la solitudine della grande casa.

Un giorno di gennaio, guardavo la pioggia che batteva sui vetri della mia casa, divenuta ormai troppo grande. I figli maggiori, in collegio. Christpher, il più piccolo, che gioca sul tappeto. E’ appena trascorso il Natale, un Natale freddo, dai rapporti formali, convenevoli e gelidi con il mio ex marito, facce lunghe sul tacchino stopposo. Dovrei preparare la cena, Felix il mio immenso Labrador guaisce nel sonno, guardo ancora dalla finestra, la pioggia è aumentata, il cielo è bianco, forse nevicherà. Mi chiedo: ma che ci faccio qui? E poi, nella confusione della mia scrivania, appare un bigliettino: Vangelis e di colpo mi appare l’isola, il suo mare, la sua bellezza. Vedo Mandraki, così sereno alla luce del tramonto, penso alla mia vita mentre guardo la pioggia battente dalle finestre sprangate.
E’ deciso, parto, chiamo Vangelis e : vendo la casa . Non ascolto nessuno, ho deciso, partirò con Christopher, i gatti e il mio Labrador. I giorni seguenti corro per uffici per i certificati per i cani, vendo la casa, e finalmente mi sento sicura. Con enormi gabbie per il cane e i gatti m’imbarco sul vecchio Panormitis e, dopo una notte di navigazione mi trovo sola, con un bambino addormentato e immense gabbie, su un porto deserto. Nella nebbia che precede l’alba appare Vangelis, con calma raccatta le miei valigie, e, sempre in silenzio, mi porta alla casa.
La casa è cadente, ma dalle finestre si vede il mare. La luce dell’alba ha fatto posto al sole che illumina tutte le crepe della mia vecchia casa. Cristopher dorme, il mio Labrador deve uscire e raspa alla porta. Sono in camicia da notte, afferro una giacca e senza calze scendo per la strada. Corro dietro a Felix che ha avvicinato un altro cane. L’uomo del cane si presenta compito, è inglese come me, è un pittore come me, ama l‘isola come me, ci sorridiamo e da allora non ci siamo più lasciati.

Ascania Baldasseroni
15 settembre 2015