“Ho danzato sulle rovine”, un libro di Milana Terloeva.
Giovane, cecena, giornalista: questa è la storia di una donna che combatte per il suo paese. Milana ha 27 anni, ha studiato all’Università di Groznyj, poi a Parigi per tornare in Cecenia e fondare un giornale indipendente. Ma in questo libro è una ragazzina che vive in famiglia con la mamma, le sorelle, il fratello e il padre che fa il pendolare con il Kazakistan dove lavora e da cui torna ogni sei mesi. Sogna quale vestito indossare per il ballo di fine anno ma questo sogno verrà spezzato dalla guerra, quando i russi invadono la Cecenia nel 1994. Dovrà fuggire da Orechovo, il paesino dove è sempre vissuta mentre stanno arrivando i carri armati per rifugiarsi a Groznyj che non è più la città piena di vita che lei conosceva da bambina ma è ridotta ad un cumulo di macerie dai bombardamenti.
La sua vita si svolge nelle cantine strapiene di sfollati sotto il rumore delle bombe. Il cibo è scarso e il pane che riesce a fare due volte alla settimana la coraggiosa zia in un forno improvvisato è un vero miracolo. Sì perché le spighe di grano vengono trovate grattando con le mani la terra gelata dai coraggiosi che si avventurano durante le rare tregue in un campo vicino.
“..in Cecenia sopravvivere è già resistere. Pensavo che nulla fosse peggio dei bombardamenti ma dopo essere tornata a Groznyj mi sono accorta che sbagliavo… Groznyj oggi è un caos di morti e di menzogne dove ombre umane lottano per sopravvivere..” Eppure il tono del racconto di Milana è sempre pacato, senza ira e senza rabbia; descrive quello che vede e che vive comese fotografasse una realtà così dolorosa per la memoria sua e del suo amato paese.