ARROGANTE-MENTE

Scritto da Sira Sebastianelli il . Pubblicato in SALUTE E BENESSERE.

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Oggi, il tema affrontato riguarda l’arroganza, agita nei confronti delle persone over, da parte di chi, sentendosi frustrato dalla vita, scaglia la propria aggressività vigliaccamente  contro i più deboli.  L’arroganza si può esprimere, per esempio, con parole sferzanti, che non lasciano spazio a nessuna replica al malcapitato, oppure con l’indifferenza, nei confronti di chi chiede invano qualunque aiuto, o ancora   con la supponenza, ostentata per sminuire l’interlocutore. Gli over, spesso, sono le vittime dei comportamenti appena descritti,  non avendo voce sufficiente per reagire. Una voce che,  di là dall’essere afona, non ha più la forza per contrastare l’affronto subito. Che cosa fare? Come difendersi da persone vacue, che nell’inconsistenza del loro essere, scambiano gli altri per pura materia su cui infrangersi?  Intanto,  essere consapevoli di vivere in un mondo in cui bisogna tener presente  che il lato  oscuro esiste, spesso palesato  attraverso personaggi  che fanno dell’arroganza il loro biglietto da visita, può aiutare a non esserne sorpresi.  Lo psicoanalista Aldo Carotenuto, di fronte a episodi di aggressività gratuita nei confronti degli indifesi, soleva dirmi che, dietro queste persone arroganti, c’è tanta sofferenza irrisolta.

Ovviamente,  il disagio  che arrecano  ferisce comunque,  ma può  essere utile sapere che, psicologicamente,  quando  si ha di fronte una persona  irrispettosa dell’altro, in realtà, si ha  di fronte una persona che avrebbe tanto bisogno di sentirsi accolta e consolata da dolori antichi e rimossi.   Importante, è, non cadere nella paura di uscire da casa per evitare incontri spiacevoli. Anzi, poter percepire l’arrogante come persona  debole e vacillante, lo rende ancora più umano e meno minaccioso, al punto di non avere timore di parlare, di chiedere,  di  incrociare il suo sguardo e ridimensionare l’effetto aggressivo  che arrogante-mente  vorrebbe mostrare.  Arroganza e aggressività sono  le due facce della stessa medaglia, indissolubilmente insieme,  ineluttabilmente distruttive.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta