DICEMBRE
Dicembre….andiamo. È tempo di migrare! Parafrasando Gabriele D’Annunzio, anche il mese di dicembre è un mese di migrazione, perché ci conduce verso un nuovo spazio e un tempo nuovo. Dicembre, come ultimo mese dell’anno, è il mese dedicato, da una parte, ai bilanci di chiusura del tempo trascorso, mentre dall’altra, è il mese della ricerca della ricarica per entrare in nuove progettualità. Nel calendario romano il mese di dicembre era il decimo dell’anno e dedicato alla dea Vesta, dea del Focolare. Un mese, quindi, dedicato alla famiglia, ricordato poi nel mondo cattolico con il Natale, festività che per le famiglie è un’occasione di incontro e di ricongiunzione intorno al focolare domestico. La dea Vesta dei romani, come la dea Hestia per i greci, non aveva un’immagine di riferimento se non del fuoco, eterno e perenne, custodito dalle Vestali. Un fuoco che non doveva mai spegnersi, il fuoco della purezza e della purificazione. Dicembre, quindi è il mese in cui il fuoco rappresenta, oltre al calore, la purificazione e la trasformazione.
Ogni fine anno si cerca di oltrepassare il confine del tempo solare, con un bagaglio leggero, sia fisicamente che psicologicamente, lasciando andare ciò che non è più utile portare con sé, ma non sempre ci si riesce per come si vorrebbe, finché non si avvia il percorso di rinnovamento, almeno nell’intento di un nuovo progetto. Il fuoco è simbolo di conoscenza, che consente di fare luce sulle tenebre dell’inconsapevolezza ed è al centro del cerchio magico in cui ognuno di noi può trovare calore, trasformazione della vita e purificazione del sentimenti. Il fuoco è anche inavvicinabile, come tutto ciò che è provvisto di un potenziale distruttivo e trasformativo, per insegnarci che non c’è bisogno di possedere l’ardore di una fiamma, ma solo di viverne il riverbero illuminante.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta