INVISIBILITÀ

Scritto da Sira Sebastianelli il . Pubblicato in SALUTE E BENESSERE.

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Quante volte è capitato di camminare per strada, entrare in un negozio, essere in fila per accedere a uno sportello pubblico e  avere la sensazione di essere invisibili?

Invisibili alla sensibilità, invisibili alla comprensione, invisibili all’attenzione degli altri? Il paradosso del ventunesimo secolo è proprio rappresentato dalla massima visibilità che si può avere nel mondo virtuale, contrapposta alla massima invisibilità percepita nel mondo reale.  Gli over, ma non solo, soffrono della invisibilità di cui a volte si sentono vittime, al punto di sentirsi privi di consistenza corporea. La distrazione degli altri  è frutto  di  altra invisibilità di cui soffrono, conseguenza del timore di non essere considerati, apprezzati o accettati  ed essere costretti a imporsi a tutti i costi, sgomitando se necessario.  Quando ci si sente invisibili può essere utile pensare che in fondo si sta percependo l’invisibilità dell’altro, come se fosse la propria,  poiché chi erge la propria ombra per oscurare chi gli è intorno, in realtà, ottiene solo una visibilità effimera.

  La visibilità, non va cercata, perché  è data dalla consistenza della propria interiorità che traspare sempre e comunque, non deve essere confermata dagli altri e tanto meno essere messa in dubbio.   Molto successo ebbe in passato un film che aveva come protagonista un uomo, suo malgrado,  invisibile, al punto di  trarne vantaggio in alcuni momenti della vita, ma  esserne completamente  angosciato, quando desiderava di  essere visibile, dimostrando il lato negativo e positivo della condizione di trasparenza fisica, metafora della difficoltà dell’esistenza, al confine tra l’impossibile onnipotenza e la possibile impotenza.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta