I rumori in vacanza
Che i rumori vadano in vacanza è una vacua speranza! Certo, dipende dal tipo di vacanza che si sceglie, per cui se non si va verso un’ altissima montagna o su un’isola disabitata qualche rumore inopportuno ci sarà sempre. Ci sono rumori oggettivamente fastidiosi, come per esempio quello di un martello pneumatico e rumori soggettivamente insopportabili, che appartengono alle idiosincrasie di ognuno. La stagione estiva è di per sé una stagione rumorosa perché si vive di più all’aperto, perché le finestre sono aperte e perché il caldo rende meno tolleranti a tutto ciò che interferisce con il desiderio di riposo. Molti rumori potrebbero anche essere attutiti da chi lo produce, facendo attenzione a chi gli è accanto, abbassando la suoneria di un cellulare oppure rispettando gli orari preposti al riposo oppure evitando di elevare il tono della voce o di suonare inutilmente un clacson.
Un po’ di riguardo per il prossimo non guasterebbe, prediligendo una vita riservata e discreta a quella urlata ed esibita, ma il terzo millennio si sta evidenziando sempre più per essere un’epoca incline alla ricerca di visibilità a tutti i costi, anche solo parlando al cellulare ad alta voce. Forse, si cerca di uscire dall’anonimato con quello che si fa, piuttosto che con quello che si è, innalzando inevitabilmente il volume. L’estate, comunque, oltre al frastuono porta con sé il desiderio di divertirsi lasciandosi andare anche a piccole trasgressioni rumorose, importante è attenuare i rumori di fondo della mente, lasciando andare le preoccupazioni e i problemi, che in vacanza non dovrebbero trovare posto, affinché la soglia di sopportazione dei rumori esterni possa innalzarsi e tutelare l’agognata e sudata vacanza.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta