Valigia over
Tempo di viaggi, tempo di partenze e di arrivi, tempo per pensare a cosa mettere in valigia e cosa lasciare fuori. Per quanto una valigia sia sempre pensata per portare l’essenziale in realtà, spesso, si carica di superfluo. Come fare per viaggiare con ciò che è utile? Inizialmente, far entrare in valigia il desiderio del viaggio lasciando fuori le preoccupazioni, poi trovare il posto per l’improvvisazione e dimenticare la routine, infine cercare spazio per la leggerezza abbandonando i pensieri pesanti. Naturalmente, è alla valigia per psiche che si sta pensando, affinché possa partire per un lungo o breve viaggio con la possibilità di ricaricarsi e rigenerarsi, anche perché è la valigia che rischia maggiormente di appesantire la vacanza, se non è stata svuotata dalle paure e dalle tristezze. Il testo di una canzone di qualche anno fa, cantata da Patty Pravo, aveva come protagonista una valigia blu, che aveva lo scopo di contenere la tristezza di un uomo, la paura di una donna e il pianto di un bambino, restituendo serenità in cambio di un sorriso.
Una valigia magica, quindi, che consente di trasformare stati d’animo, quando ci si rende conto che nella propria valigia c’è quel superfluo pesante che rischierebbe di vanificare il desiderio di andare lontano con i pensieri. Un po’ di attenzione in più nel mettersi in viaggio, dunque, sentendosi come dei viandanti che sulle spalle portano uno zaino che può, paradossalmente, farsi leggero lungo la strada, lasciando andare l’inutile e faticosa zavorra.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta