SCARICA L’APP!
Scarica l’app! Esortazione che sempre più spesso sentiamo suggerire da pubblicità di vario genere e per diversa utilità, affinché si possano ottenere informazioni, agevolazioni e prodotti per meglio navigare nel web. Di fronte a tale invito si scorgono espressioni interrogative, oltre che titubanti e sconcertate, specialmente in chi non ha strumenti per navigare nel web e tanto meno la capacità di farlo, come gli over che, per consuetudine, cultura e mentalità, preferirebbero interloquire con esseri umani, piuttosto che con oggetti interattivi. Si parla sempre più di generazione alfa e generazione zeta, per individuare fasce di età di nativi digitali o analogici, ma nonostante si conviva con il digitale e con l’analogico è evidente che il digitale sta prendendo il sopravvento, in modo esponenziale. Ora, che la tecnologia avanzi è importante e indiscutibilmente inevitabile, ma come in tutte le fasi evolutive di transizione non bisognerebbe trascurare chi può non avere l’abilità e la conoscenza per adeguarsi, confrontandosi con frustrazioni digitali continue. Paradossalmente, il tutor per avere delucidazioni è sempre su web, per cui s'innesca un meccanismo abbastanza complicato e inutile.
Come fare per districarsi in un mondo che sembra escludere chi vorrebbe adeguarsi, ma incontra delle naturali difficoltà? Forse un po’ di attenzione da parte di chi a volte con arroganza digitale impone scelte inaccessibili, dando per scontato che per tutti sia possibile, come per esempio scaricare una app per non fare la fila in qualche ufficio pubblico, che semplice non è, se non altro per gli innumerevoli passaggi e password da esplicare e memorizzare. Più il digitale dà la sensazione che tutto possa essere sotto controllo e più c’è il rischio che si possa perderlo, per cui lasciare che tutte le persone possano adeguarsi senza fretta, alfa o zeta che siano, consente di visitare il web come un luogo interessante, ma da maneggiare con cura per non rimanere intrappolati nelle reti virtuali da cui non c’è alcuna app che ce ne tiri fuori.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta