Benessere in pillole!
Molti over vivono bene la loro età, spesso, grazie a pillole che prendono per diversi problemi di salute cronici, tenuti sotto controllo con cure mirate. Capita, infatti, di sentire persone over che dichiarano di stare in salute grazie a sei o più pillole che prendono nell’arco della giornata, per mantenere nella norma il funzionamento degli organi. Da un punto di vista organico la cura ha la funzione di stabilizzare una condizione di benessere generale del corpo, ma da un punto di vista psicologico il numero delle pillole quotidiane da assumere può associarsi, comunque, a una malattia che condiziona la vita quotidiana. È evidente che la prospettiva con cui si affronta una cura fa la differenza tra il percepirsi bene o male, in salute o in malattia. Sembra fin troppo ovvio che se una pillola consente di essere autonomi, autosufficienti e agili si debba prendere senza troppe remore, però, la dipendenza da salva vita quotidiani nel tempo può appesantire, al punto di far interrompere la cura, con gravi conseguenze.
Importante sarebbe potersi sempre focalizzare sui vantaggi di una terapia farmacologica e sul suo valore aggiunto, garanzia di poter essere liberi di vivere nel modo desiderato. Tutto ciò che garantisce la libertà di movimento e di pensiero può anche richiedere il sacrificio frustrante di prendere una pillola, ripagato, però, dalla gratificazione di sentirsi bene. La pillola proprio perché produce benessere potrebbe far sottovalutare la malattia che sta arginando, inducendo erroneamente a ipotizzare una guarigione, che, di fatto, nella cronicità di alcuni disturbi non può avvenire.
E che benessere sia, quindi, anche se in pillole!
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta