Over nel Mondo
Dalle statistiche spesso pubblicate dai media, sembrerebbe che le over e gli over siano destinati ad aumentare numericamente nel tempo, considerando il calo delle nascite e la crescita zero della popolazione. La conseguente constatazione è che il mondo è, e sarà, sempre più over. Se provassimo, però, a ribaltare il concetto che il mondo sarà sempre più abitato da over ne risulterebbe che tanti over saranno nel mondo. Over che si muovono, si spostano, traslocano, emigrano, dando alla propria vita un altro luogo dove continuare il loro cammino e portare ovunque le proprie esperienze. Un’immagine di over che dalla stanzialità passa alla mobilità, per conoscere, esplorare e immergersi in nuove culture e nuovi paesaggi. Lo stereotipo dell’over nella società, percepito più come un peso che come una risorsa, è destinato a sgretolarsi sotto la massa vitale dei viaggiatori over, pronti a seguire slanci di curiosità.
Qualcuno penserà che non per tutti gli over e le over possa essere così, perché per molti l’ immobilità è una scelta obbligata e il viaggio un’utopia. Già, purtroppo è vero, ma pensare all’over nel mondo è anche visualizzarsi nel mondo, lì dove si è, facendone parte, come componente importante e colonna portante. Un senso di appartenenza che fa sentire nel mondo comunque, ognuno con il proprio bagaglio di viaggiatore della vita, ricolmo di pensieri, idee, emozioni o ricordi da condividere, per arricchire chiunque si incontri sulla strada dell’over nel mondo.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta