GLI OVER 60 E IL GELATO. NASCE LA MODA DELLO STECCOLECCO

Scritto da Anita D'Asaro il . Pubblicato in SALUTE E BENESSERE.

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Il prof. Pier Luigi Rossi medico, Specialista in Scienza dell'Alimentazione e docente all’Università di Bologna definisce il gelato un vero e proprio alimento. Dice il prof. Rossi: 'Il gelato fa parte integrante della dieta mediterranea  e può essere inserito nell'alimentazione, accordandolo con il carico calorico giornaliero. Bisogna però stare attenti ad evitare il picco glicemico, infatti il gelato contiene zuccheri aggiunti: saccarosio, fruttosio, sciroppo di glucosio e quelli provenienti dal latte e dalla frutta. Bisognerà controllare il cartello degli ingredienti esposto nelle gelaterie artigianali o leggere bene l'etichetta del gelato industriale per scegliere un gelato a contenuto basso di saccarosio”.

 

Chiedo spiegazioni su che cos'è il picco glicemico.
“La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Di norma in una persona sana e adulta, donna e uomo, si attesta attorno a valori compresi tra 0,8 –1 grammo per ogni litro di sangue. Una sana alimentazione ha l’obiettivo di mantenere costante nel tempo il valore della glicemia, evitando brusche e continue oscillazioni. Invece uno degli errori alimentari più̀ diffusi ma purtroppo meno considerati per la gravità delle sue conseguenze cliniche, consiste nel mangiare alimenti senza conoscere la loro diversa capacità di provocare un rialzo glicemico”.

Torniamo al gelato. Ma proprio tutti possono lo possono mangiare?
“E’ la dose che fa il veleno. - risponde il professore - Il gelato in giusta dose inserito con saggezza nel carico alimentare giornaliero non ha alcun divieto! Tutto dipende dalla qualità nutrizionale degli ingredienti usati. Il gelato può unire il piacere alla salute. Consiglio di controllare la obbligatoria esposizione al pubblico della tabella degli ingredienti usati nella gelateria e di leggere i singoli ingredienti. Se ai primi posti leggete…. grassi vegetali idrogenati…..il gelato non è sano! “

Dopo questa dotta lezione mi reco ad una gelateria aperta a Roma da qualche anno in uno dei chioschi del mercato rionale dei Parioli. E subito incontro Luca Palaggi fondatore di Steccolecco  che esordisce così : “Vuoi sapere la nostra filosofia? Solo prodotti naturali. Per preparare un buon gelato, il segreto è usare le migliori materie prime, quelle più sane e naturali. Siamo partiti alla ricerca di nuovi equilibri, abbiamo sperimentato sapori, rivisitato antiche ricette e riscoperto ingredienti oggi dimenticati. Il primo gelato artigianale è nato su stecco ma veniva fatto con prodotti liofilizzati come latte e uova in polvere mentre il nostro gelato viene fatto con prodotti assolutamente naturali: frutta acqua e zucchero e di quest'ultimo ce ne sono soltanto 5 grammi a gelato che è molto poco perché generalmente se ne mette molto di più in quanto lo zucchero è un usato come  addensante. Il latte usato solo per i gusti alle creme (nocciola, pistacchio, cioccolata , mandorla  etc ), è quello intero della Centrale del Latte di Roma e la frutta viene scelta ogni giorno al mercato qui accanto. Usiamo soltanto frutta di stagione”.

Come ti è venuta in mente questa iniziativa?
“Ho sempre avuto una grande passione per il gelato però volevo anche creare qualcosa di nuovo e soprattutto di naturale”.

Hai fatto tutto da solo o avevi dei soci?
“Quando siamo partiti eravamo sei amici, poi gli altri hanno preso vie lavorative più tradizionali: commercialista, avvocato, marketing e pubblicità”.

Chi sono i vostri clienti?
“Giovani ma anche famiglie e molti nonni che vogliono offrire un gelato genuino ai loro nipotini. Poi c'è anche chi lo compra e lo porta a casa. Anzi, ci tengo a dire che il nostro packaging per l'asporto è biocompostabile e la carta è riciclata al 100% e FSC (Forest Steward Ship) cioè proviene da foreste dove sono rigorosamente rispettate gli standard ambientali”.

E nel tuo futuro vedi sempre gelati?
“Si, vorrei aprire altri punti vendita sempre seguendo la nostra filosofia di prodotti naturali e italiani: fragole della Basilicata, melanzane e cocomeri di Maccarese, nocciole del Piemonte, mandorle della Val di Noto...”
Bravo Luca!

Anita D'Asaro
10 settembre 2014