NOSTALGIA

Scritto da Sira Sebastianelli il . Pubblicato in SALUTE E BENESSERE.

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E’ inevitabile attraversare l’esistenza  in questi mesi senza la presenza intangibile  del virus Covid19. Per quanto si desideri non pensarci e non trasformarlo in un rumore di fondo,  il virus rimane sempre un elemento che catalizza l’attenzione di ognuno quotidianamente.  Superata la fase 1 di massima chiusura si è avviata la fase 2 che ha aperto a  diversa mobilità fisica, ma anche, di conseguenza,  a diversa mobilità emotiva.  Nella fase 2 si possono incontrare i cosiddetti congiunti, nel rispetto dell'incolumità reciproca, quindi  a distanza e con dispositivi di  protezione, che se da una parte soddisfa il bisogno di vedersi, dall’altra non soddisfa il bisogno di abbracciarsi. Allora,  si percepisce quella sensazione impalpabile di inquietudine malinconica che caratterizza la nostalgia.  Andrej Tarkovskij, il regista russo  del film Nostalghia, rappresenta  quella vena profonda di disagio che nasce da una difficoltà di incontro oltre che fisico anche spirituale.  Una trama drammatica,  oggi,  per alcuni versi, attuale se si riflette sulla difficile situazione relazionale che si vive, sulle ricadute presenti e future ancora imponderabili, rispetto alla ripresa di contatto con altre persone,  fonte di  potenziale contagio.

 La nostalgia sarà probabilmente la sensazione che più accompagnerà le persone in questo periodo,  con cui si  potrà convivere nella consapevolezza che è solo una questione di tempo e cercando nuove forme di contatto, che superano  l’inavvicinabile  luogo fisico per entrare in quello spirituale, dove l’incontro si trasforma in un sentire comune più profondo e autentico.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

www.sirasebastianelli.it