LA ROBUSTEZZA
Agli over piace la filosofia ed è così che vi vogliamo parlare di un workshop sulla Robustezza che si tiene a Roma da oggi al 16 ottobre. Robusto è qualunque organismo vivente che permane nella propria condizione malgrado le interferenze esterne. Da qui il concetto di robustezza che riguarda tutti gli organismi viventi, in primo luogo l’ambiente e l’organismo umano, e quindi diverse discipline, come la fisica, l’ingegneria, la chimica, la biologia e naturalmente la medicina. Senza un confronto tra le scienze non si potrà mai stabilire come e quando un organismo è robusto. Il confronto tra scienziati, filosofi e medici provenienti da diversi paesi è stato organizzato dall'L’Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con il CNR di Napoli e M3V onlus Mission For Life, di cui è presidente Federica Marchini.
Il termine che prende origine dalla parola latina robur (cioè forza) è un concetto giovane, proprio come giovane è il dialogo tra le scienze. Il termine robur è stato interpretato come resistenza, cioè come punto invalicabile tra due realtà diverse, in modo che l’una non influenzi l’altra, così da modificarne l’essenza. Un esempio: l’ingegneria continua a mettere a punto la robustezza dei biocombustibili, in sostituzione dei fossili, ma bisogna anche tener conto di come l’estrazione di questi vada ad interferire sulla robustezza dell’ambiente, inteso come organismo vivente. Un altro esempio può essere fatto anche per la robotica: un robot può sembrare robusto nella funzione per cui è stato progettato, ma risultare debole nell’interazione con l’uomo. In medicina la robustezza è la capacità di un organo di rimanere robusto davanti ad una patologia. Alcune strategie farmacologiche sono accettabili purché l’organismo non sia danneggiato. Il prof. Flavio Keller, docente di fisiologia umana del Campus Biomedico, ad una nostra domanda su robustezza e popolazione anziana ci ha risposto che la mente umana anche in presenza di informazione parziale, deficit o di una patologia è comunque così efficace che è ‘robusta’. Il prof Keller ha anche sottolineato quanto sia importante l’aspetto motorio per la comprensione della realtà. “La motricità - ha detto - è primaria affinché la mente possa comprendere in maniera efficace e robusta il mondo”. Il Workshop è stato aperto dal Prof. Gerald Pollack, Professore di Bioingegneria alla Washington University, che da moltissimi anni si occupa dei fondamenti della scienza e promuove la necessità di un pensiero veramente innovativo e libero da ogni forma di dogmatismo.
Anita D’Asaro
14 ottobre 2014