L'ANNO NERO DELL'OLIO EXTRA VERGINE D'OLIVA
Il 2014 è un anno da dimenticare, chi lo produce lo sa bene, l’olio buono sarà più caro. Un problema che ha riguardato un po’ tutta Italia dal Nord al Centro, quest’anno la raccolta è diminuita del 30- 40% causa maltempo, sbalzi climatici, piogge estive che hanno indebolito le piante, attaccate poi dalla mosca olearia, l’estate che in realtà non è mai arrivata, come ci racconta Francesca Sciacca, proprietaria della “Tenuta il Ginestreto”. Ma ancora peggio, è andata al Sud, gli oliveti del Salento hanno reso 80% in meno, ma qui la colpa è proprio di un batterio che secca gli alberi. Il rischio più grande come ha spiegato Tullio Marcelli presidente della Coldiretti Toscana è che “l’olio del supermercato, già da tempo “tagliato” con olii che arrivano dall’estero, meno pregiati, possa contenere una quantità maggiore di prodotto non italiano”.
Per evitare questo, se si desidera un prodotto italiano e sempre di qualità, basta puntare su un prodotto ‘Dop’ e il consiglio è quello di acquistarlo il prima possibile perché già nella terza settimana di ottobre ha registrato un aumento del prezzo di circa il 40% ed è destinato nei mesi a seguire ad aumentare ancora di più.
D’altronde è davvero un peccato privarsi di un alimento alla base dell’alimentazione mediterranea, un recente studio condotto dall’Università Campus Bio Medico di Roma e dall’Università degli Studi di Teramo, in collaborazione con il Karolinska Istitute di Stoccolma, ha rivelato che adeguate quantità di olio extra vergine di oliva aiutano a prevenire il cancro al colon retto, che in Italia secondo le stime, colpisce circa 40 mila donne e 70 mila uomini ogni anno.
Più raro nei giovani, nelle persone di età inferiore ai 40 anni e, al contrario, più frequente negli over 60: il tumore al colon interessa, senza troppe distinzioni uomini e donne.
Beatrice Viola
25 novembre 2014