CONVERSAZIONE CON IL DOTTOR HAROLD S. KOPLEWICZ, PRESIDENTE CHILD MIND INSTITUTE
Il Dr. Harold S. Koplewicz, presidente fondatore del Child Mind Institute, è uno degli psichiatri statunitensi più eminenti nell’ambito infantile ed adolescenziale. È rinomato in tutto il mondo per essere un innovatore del suo campo, un vero e proprio difensore della salute mentale dei bambini nonché un clinico esperto. Le riviste statunitensi America’s Top Doctors, Best Doctors in America e New York Magazine lo hanno spesso collocato nella categoria de “I Migliori Medici di New York”. Nel 2009, il Dr. Koplewicz e Brooke Garber Neidich hanno fondato il Child Mind Institute. Lo scopo principale dell’istituto, guidato dal Dr. Koplewicz medesimo, è quello di offrire: cure mediche basate su prove effettive; una ricerca visionaria che coinvolge tutta la comunità scientifica mondiale nella scoperta di terapie più efficaci; risorse ed informazioni affidabili per istruire e delegare i genitori; la rimozione definitiva, tramite difesa appassionata, dei pregiudizi sui disturbi psichiatrici dell’infanzia. Tramite conversazioni ed interviste, 65perricominciare si avvarrà del supporto del Dr. Koplewicz, in modo tale da comprendere i problemi dei nostri nipotini.
Il cervello dell’uomo, lungo il percorso della vita ha tre grandi trasformazioni e cambiamenti. Il primo da zero anni fino all’adolescenza. La mente di un bambino è come una spugna che immerge informazioni, elabora dati, costruisce centinaia di nuovi contatti. In pochi mesi, da essere completamente dipendente dalla madre, il bambino si trasforma in un individuo autonomo, capace di farsi comprendere e comprendere a sua volta. Sono gli stimoli che sviluppano la già fervida intelligenza di un bambino piccolo. L’altro grande cambiamento avverrà intorno ai 14 anni, in quel periodo gli adolescenti possono essere depressi in preda ai cambiamenti di umore insicuri e bisognosi di grande aiuto da parte dei genitori.
Un grande cambiamento sarà intorno ai sessanta anni. Ci saranno vuoti di memoria, e tutti chi più chi meno proveranno disagio, a volte, a ricordare i nomi. Alcuni mostrano delle funzioni del cervello ben conservate e questo avviene perché’ il cervello è rimasto attivo ed è del tutto simile a quello di un giovane. Gli over sixty in generale, hanno difficoltà a ricordare gli appuntamenti, quello che prima facevano a memoria, ora devono scriverlo, comunque il cervello seguita a funzionare regolarmente seguitando ad accumulare conoscenze e a utilizzare in modo efficace quello che sanno. Però l’apprendimento di una lingua straniera a quest’età è molto più difficile. Il mantenimento di un cervello giovane, invece di rispondere e compensare le variazioni ,può essere la chiave per una buona memoria quando s’invecchia.
Cosa fare quindi per mantenere un cervello giovane?
Certo i geni hanno un ruolo importante nel determinare l’invecchiamento, ma sono fondamentali anche le scelte di vita. Più ci si impegna a mantenere una buona forma generale, facendo un’attività quotidiana, ginnastica, oppure passeggiata di almeno 20 minuti al giorno più il cervello risulta ossigenarsi e quindi funzionare meglio. Inoltre bisogna anche avere una vita sociale, non importa se ad un pranzo, oppure ad un ritrovo c’imbattiamo in qualcuno che conosciamo benissimo e non si può spiccicare il suo nome, glielo dobbiamo dire chiaramente, lo domandiamo, anche più di una volta se serve, tanto tutti hanno questo problema. Inoltre bisogna cercare di stare in buona salute, mangiando poco e con pochi grassi. E’ fondamentale la lettura. Bisogna leggere un buon libro, se e’ difficile seguire la trama, bisogna ricominciare prendendo appunti per cercare di memorizzare quanto si legge. Inoltre il sonno e’ la chiave di giovinezza per il cervello e l’aspetto fisico. Abbiamo bisogno di almeno sette ore di sonno. Non c’e’ nulla che valga una buona notte di sonno. Con l’età si tende a svegliarsi in mezzo alla notte, guai ad accendere la televisione oppure mettersi al computer per fare i giochi. Non si riprenderà più sonno, perché’ la luce della televisione o del computer e’ uno stimolante del cervello. Bisogna prendere in mano un buon libro e cercare di leggere e piano piano gli occhi si chiuderanno e lasciando il posto ad un buon sonno ristoratore.
Ascania Baldasseroni
25 giugno 2014