RINUNCIARE AL LATTE? QUANDO E PERCHE’
Il latte è il primo alimento che la natura offre per i primi mesi di vita dell’uomo, ma la domanda che ci si pone è: fa bene continuare a berlo anche da adulti? Negli ultimi anni si è creata una grande diatriba sul tema, ci sono varie correnti di pensiero, da piccola sono sempre cresciuta con l’idea che fosse sinonimo di alimento essenziale per la crescita e per le mie ossa. Ora non è più così, tra gli scaffali, del supermercato troviamo latte di soia, di avena, di riso, di cocco, di mandorle. Un inedito e inimmaginabile mondo bianco conosciuto solo da chi purtroppo risulta o pensa di essere intollerante o allergico al lattosio.
Ci sono ovviamente anche varie mode, chi è vegetariano o chi trova eccessivamente grasso il latte, considerandolo calorico come un etto di pancetta. Comunque sia i dati dimostrano che in Italia la distribuzione del latte è calata di circa il 6% risalgono invece il latte di soia e quello di riso. Resta la certezza che per i bambini il latte sia una fondamentale risorsa di calcio e vitamina D, il dubbio rimane negli over 50 in quanto risulta che è ricco appunto di calcio e di aminoacidi che inciderebbero in maniera negativa sulle ossa.
Ognuno dice la sua, ci sono medici che ritengono essenziale bere latte anche superata l’età della crescita, altri esperti ne sconsigliano vivamente l’assunzione considerandolo un alimento non digeribile dal nostro corpo: "E’ in corso una preoccupante campagna di disinformazione sul latte che sta creando allarme nei consumatori italiani. Nei media e soprattutto in rete si legge di tutto, senza però alcun fondamento scientifico", spiega Andrea Ghiselli, medico e dirigente di ricerca Cra-nut (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura).
Di ricerche ne sono state fatte tantissime la più recente è dalla Harvard School of Public Health che, a proposito di questo alimento, specie in relazione agli adulti osserva: “Il calcio è importante, ma il consumo del latte (da preferirsi scremato) non è l’unica, o anche non è la migliore, via per assumerlo. Difatti non è così chiaro ed evidente alla scienza che si abbia bisogno del quantitativo di calcio”.
Secondo questo studio, infatti, il latte consumerebbe una percentuale maggiore di calcio rispetto a quella che dà. Date le ricerche, contiene alcune proteine acide di origine animale che per essere smaltite tendono a consumare una gran quantità di calcio, ciò può portare all’osteoporosi. Di conseguenza il nostro scheletro potrebbe andare incontro ad una notevole perdita di massa ossea e sarà soggetto a fratture patologiche.
Per quanto riguarda gli adulti si consiglia quindi di moderare il consumo di latte (qualora se ne abusi) e di far ricorso ad altri alimenti, come le verdure, per compensare il consumo di calcio. Le "Linee Guida per una sana alimentazione italiana", consigliano 250-375 grammi di latte o yogurt nella popolazione adulta.
Beatrice Viola
8 luglio 2014