Frustranti barriere

Scritto da Sira Sebastianelli il . Pubblicato in SALUTE E BENESSERE.

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La sensibilità della collettività intorno all’argomento barriere architettoniche in questi ultimi anni è cresciuta, tant’è che molto si è fatto, ma ancora moltissimo c’è da fare per abbatterle.  

Quando si parla di barriere, il pensiero corre subito alle tante disabilità umane che si scontrano quotidianamente con ostacoli insormontabili, ma, difficilmente, si pensa all’età over della vita, che non è di per sé una disabilità, ma che incontra, comunque,  mortificanti  prove da superare sulla propria strada. In questi decenni più che mai, l’over è in cammino in tutti sensi, per cui la possibilità di inciampare, spesso, su centimetri di troppo, è una certezza. Dal punto di vista psicologico non possiamo che evidenziare  la frustrazione, derivante da una caduta o da una distorsione, vissuta da  una persona che deve rialzarsi  non solo fisicamente da terra, ma  anche psicologicamente dal dubbio, di aver perso l’autonomia  necessaria al mantenimento dell’autosufficienza. La sottovalutazione dell’impatto psicologico  che pur minimi invalicabili ostacoli,   possano avere su di   un over,   significa minimizzare le differenze  psico-fisiche che le tre (o quattro) età della vita portano con sé.   Il famoso enigma della mitologica Sfinge,  forse, oggi andrebbe ancora sottoposto al genere umano,  per capire se  è  in grado di  indovinare chi  la mattina cammina  su quattro piedi, a mezzogiorno su due e la sera su tre? Perché indovinare anche oggi la risposta, sarebbe un modo per avere chiaro quanto  le differenze  delle età della vita potrebbero essere abbattute, insieme alle barriere.