Padre over
Il 19 marzo ricorre la festa del papà, una giornata di riflessione sulla funzione paterna che, oltre a essere legata all'effettiva presenza di figli, riguarda la capacità di ogni adulto di essere padre di se stesso. Nei momenti più complessi dell’esistenza può capitare di desiderare una mano paterna da afferrare che infonda coraggio e fiducia, che non sempre, però, è disponibile, specialmente quando un padre non c’è più, allora, attingere alla funzione paterna, insita in ogni essere umano, può rappresentare una risorsa necessaria e salvifica.
L’età over, per motivi cronologici, ancor di più pone di fronte alla mancanza del padre e ancor di più necessita dell’attivazione della funzione paterna, per continuare a camminare nella vita, con la forza impressa da quella figura genitoriale che ha segnato la strada. Solo nello scorrere del tempo si acquisisce la lucidità di valorizzare la funzione interiorizzata del paterno, spesso relegata a un ruolo di secondo piano rispetto alla funzione materna. In fondo, le ricorrenze, come la Festa del Papà, dovrebbero avere lo scopo di focalizzare l’attenzione su aspetti di sé che diversamente passerebbero inosservati, per riscoprirli e potenziarli, affinché si attivi la consapevolezza che nella vita si nasce figli e si diventa padri o madri, ma anche padri e madri di se stessi, per poter meglio affrontare e superare le tempeste della vita anche quando non c’è più la mano cui aggrapparsi per rialzarsi in piedi o per sorreggersi se si vacilla.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta