Bauhaus. La scuola d’arte, architettura, design, pittura e artigianato compie 100 anni.
Quest’anno ricorre il centenario del Bauhaus , la famosa scuola di arte, architettura e design fondata nel 1919 in Germania, a Weimar, dall’architetto Walter Gropius che rappresentò il modernismo in architettura. La scuola si spostò in seguito a Dessau nel 1926 poi a Berlino nel 1932 e nel 1933 fu chiusa dal regime nazista. Ma anche se esistette solo per 14 anni, furono decisamente anni incisivi in quanto il Bauhaus è tutt’ora un movimento di grande impatto. Ma come si può spiegare il Bauhaus? Il concetto di quest’innovativa scuola fu espresso nel 1918 dall’architetto e urbanista Bruno Taut “ A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola: Architettura”. I tre principali istituti del Bauhaus, a Berlino, a Dessau e a Weimar insieme al governo federale hanno realizzato la “Bauhaus Association 2019” per festeggiare insieme l’anniversario. La città che più si associa al Bauhaus è Dessau, infatti è il luogo dove tra il 1925 e il 1932 la scuola di design ebbe la sua produzione più importante.
I tre direttori del Bauhaus, Walter Gropius, Hannes Meyer and Mies van der Rohe vivevano e lavoravano lì. Molti edifici in stile Bauhaus sono a Dessau e sono patrimonio dell’UNESCO. Lo scorso 8 settembre si è inaugurato a Dessau il Bauhaus Museum , ampi spazi che accoglieranno la ricca collezione della Bauhaus Dessau Foundation. Quest’anno in occasione del centenario si potrà provare l’ebrezza di immedesimarsi nella pelle di uno studente del 1920, dormendo in uno dei 28 appartamenti del Prellerhaus, si chiama così per il pittore di corte Friedrich Preller. In quest’edificio progettato da Walter Gropius vivevano i maggiori esponenti del Bauhaus tra cui Josef Albers, Erich Consemüller, Herbert Bayer, Franz Ehrlich, Walter Peterhans, Hannes Meyer, Joost Schmidt, Marcel Breuer e le fantastiche Gertrud Arndt, Marianne Brandt, Gunta Stölzl e Anni Albers. Tutti gli ambienti sono stati restaurati e meticolosamente ricostruiti ed alcuni appartamenti sono stati arredati con i mobili ideati e realizzati da chi ci aveva vissuto come quelli dedicati a Alfred e Gertrud Arndt, Josef e Anni Albers, e a Franz Ehrlich.
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