Tendenze

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Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in scena alla Sala Umberto di Roma fino al 25 ottobre con lo spettacolo "Maurizio IV- Un Pirandello Pulp" di Edoardo Erba. Il metateatro, specialità di Pirandello, viene interpretato da Edoardo Erba in chiave più attuale e irriverente. Eppure la lezione del grande maestro siciliano irrompe all'improvviso, quando il rapporto fra i due personaggi va oltre il limite del prevedibile, e fa ritrovare alla commedia la sua matrice tragica. Divertente, intelligente, prensile, interpretato da due grandi talenti del teatro, sostenuto da una regia impeccabile, Maurizio IV si impone all'attenzione del pubblico come una delle più interessanti novità italiane della stagione.

Fino al 25 ottobre 2020

SALA UMBERTO 

Via della Mercede 50

Prezzi da 17 a 28 euro

Dal mercoledì al sabato ore 21, domenica ore 17, mercoledì 21 ottobre ore 17

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MOLISE. PARTE DAL 26 SETTEMBRE LA PRIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL FUTURA MEMORIA ADRIATICA

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Nella metà del XV secolo comunità albanesi e croate si insediarono in Molise mantenendo intatta  la loro parlata che, pur se inquinata dal tempo, rimane e contraddistingue questi molisani di Campomarino, Montecilfone, Portocannone e Ururi (di origine albanese) e di Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise (di origine croata). La lingua parlata nel Cinquecento si può ascoltare nelle piazze dei paesi albanesi e croati.

Anche questa è una risorsa e così il mare Adriatico. Se un giorno fu la via percorsa da Albanesi e Croati per giungere nel Molise, nulla toglie che torni ad essere via di comunicazione per popoli, commerci e idee. Quale veicolo è più indicato dell’Arte per rafforzare i legami tra le sponde dell’Adriatico?

Spinti da questa idea nasce il Festival Futura Memoria Adriatica, un incontro tra artisti dei tre paesi coinvolti che hanno come obiettivo da un lato quello di dare nuova linfa vitale ai paesi molisani in via di abbandono e spopolamento grazie a un nuovo “ripopolamento”, questa volta creativo. Dall’altro lato cucire rapporti culturali con Croazia e Albania per creare quel ponte necessario tra le due sponde dell’Adriatico e dare vita a scambi e rapporti utili all’economia turistica e culturale.

Il programma degli eventi prevede, sabato 26 settembre dalle ore 18.00 a San Felice del Molise e sabato 03 ottobre sempre dalle ore 18.00 a Montecilfone, primi due appuntamenti per il Festival Futura Memoria Adriatica, con la presentazione degli artisti selezionati, provenienti da Italia, Albania e Croazia, per la residenza di sette giorni, dal 03 al 09 ottobre, per ognuna delle due location molisane, volta a produrre performance di teatro danza distinte e contaminati tra loro e che saranno presentate nella fase finale del Festival sabato 10 ottobre a Montecilfone e domenica 11 ottobre a San Felice del Molise.

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I concerti estivi del Museo del Saxofono di Fiumicino - 26 giugno - 1 agosto 2020

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Quarta settimana di programmazione al Museo del Saxofono di Fiumicino della rassegna dei concerti FAI BEI SUONI, alla riconquista della bellezza delle arti vivendo in prima persona, dal vivo, le emozioni sprigionate dalla potenza della musica. Sabato 18 luglio, alle ore 21:30 è di scena il Red Pellini quartet con ROARING THE TWENTIES, un progetto improntato al jazz puramente tradizionale, quello che ammalia e restituisce l’incanto dei club newyorkesi come il Cotton Club o degli Speakeasy di Chicago, i più amati da Al Capone, ma anche il jazz di New Orleans, in cui la musica “primitiva” si mischiava con i balli sofisticati d’origine francese e spagnola. Un progetto musicale dedicato all’era del proibizionismo, in cui i baci rubati convivevano con le storie di gangster, alcuni di essi leggendariamente gentiluomini: un'atmosfera sonora che vuole ripercorrere le “Relazioni pericolose” e le sparatorie a tempo di swing dove i cattivi bevevano whisky al ritmo di jazz e ascoltavano i sax, splendidi ed antitetici, di Lester Young e Coleman Hawkins…

Una musica  raffinata ed impeccabile, tipicamente "evergreen", ripercorsa da Red Pellini al saxofono, Alessio Magliari al pianoforte, Giancarlo Colangelo al sax basso e Carlo Battisti alla batteria, in un'interpretazione dove: ogni frase è un tocco di classe, nessuna nota è lasciata al caso e ogni improvvisazione apre le porte a meravigliose sorprese.

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Ritorna, da venerdì 17 luglio 2020la 23esima edizione dei MAGNA GRECIA AWARDS, manifestazione ideata e diretta dallo scrittore Fabio Salvatore che avrà come sottotitolo “L’amore è un cerchio più forte della paura”, lanciando l’hashtag #lapauranonesiste,e declinata in un vero e proprio “Fest” con l’assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti a uomini e donne che si sono contraddistinte in ambito culturale, sociale, civile, artistico. Da quest’anno il Magna Grecia Awards avrà come Presidente Onorario Fiammetta Borsellino e tornerà in veste di madrina d’eccezione, Lorella Cuccarini, ormai da anni ambasciatrice straordinaria dell’evento. Il Magna Grecia Awards rinnova la sua partnership solidale con 30 Ore per la Vita, sostenendo il progetto HOME.


«Per il 2020, non è stato facile capire come e quando poter realizzare il nostro premio, ma pur vivendo un difficile momento sia dal punto di vista umano e sociale e non meno economico, abbiamo pensato di farne un punto di forza, unendo il Magna Grecia Awards al suo consueto segmento estivo che è il Magna Grecia Awards Fest. Da qui l’idea del “Magna Grecia Awards & Fest”, che dal 17 luglio al 02 agosto, animerà le Città di Gioia del Colle e Castellaneta, in un calendario fitto ed intenso, come forte e vera espressione di una società che rinasce”. In ventitrè edizioni sono innumerevoli le testimonianze raccolte dal MGA e «questa volta abbiamo fortemente voluto un’edizione che lanci il messaggio “che l’amore vince su ogni paura”, perché senza l’amore e il coraggio, non avremo potuto superare questo momento di grave e atroce pandemia che ha segnato fortemente il nostro cuore e la nostra anima».


Oltre ai premiati, che saranno svelati, nelle prossime settimane, tanti gli ospiti d’eccezione della kermesse, molti dei quali Ambasciatori del Magna Grecia Awards, come la giornalista e icona della moda italiana nel mondo Anna Dello Russo, Giuseppe Antoci, ex Presidente del Parco di Nebrodi scampato ad un agguato di mafia nel 2016, il giornalista che vive sotto scorta Paolo Borrometi, il Procuratore Catello Maresca,  i cantautori Giovanni Caccamo e Renzo Rubino, Laura Valente e Matteo Maffucci, mattatore insieme a Fabio Salvatore di una serata “evento” dedicata a “Mango”.

 

Molti i volti e le eccellenze di un’edizione “speciale” che sarà dedicata a Nadia Toffa, la nota inviata delle “Iene”, scomparsa prematuramente lo scorso anno, lasciando un forte ricordo in tutti gli Italiani. E proprio in una Serata di gala, sarà sua mamma Margherita a ritirare il premio per lei.

 

A condurci nelle serate e nei racconti sarà, il fondatore del Magna Grecia Awards, lo scrittore Fabio Salvatore, che insieme a Millenials e Influencer come La Maino, Valeria Vedovatti, Cecilia Cantarano e Marta Losito con la partecipazione di Yuri Gordon e Giacomo Hauckman, faranno da trait – d’union fra il mondo dei giovani e le personalità e celebreties presenti fra il pubblico e non solo, grazie allo streaming e ai profili social degli stessi si creerà una connessione di contenuti ed emozioni.

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Un libro da mettere in valigia. "La storia della Disco Music"

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Una lettura effervescente per l'estate che ci riporta indietro nel tempo. Possiamo sicuramente dire che il Covid non ha fermato la voglia di Disco, ma l'ha raddoppiata, specialmente nella lettura!  La storia della Disco Music di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, edito da Hoepli, a pochi mesi dall’uscita è ora già alla sua prima ristampa.

Numerosissime, infatti, sono state le richieste per quello che è il primo volume italiano che narra in prospettiva socio-culturale la storia di un genere musicale - melting pot sonoro, sociale e culturale  - che da movimento underground si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, il saggio riserva uno spazio anche alla prima Italo Disco, in cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell'epoca d'oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna.

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Il libro “Ne uccide più la lingua che il Covid, La guerra delle parole” della giornalista Romina Gobbo parla della comunicazione e del linguaggio giornalistico  e istituzionale al tempo della pandemia da Coronavirus.

Dice Romina Gobbo:“All’inizio, si tendeva molto a minimizzare, si parlava poco più di un’influenza, da parte anche di persone autorevoli, poi siamo passati all’estremo, andando avanti, sembrava quasi che fossimo al tempo della peste.

Sono state utilizzate tantissime metafore  tra cui quella che ha avuto maggior influenza è stata la metafora bellica ed è per questo che il sottotitolo del mio libro è: “La guerra delle parole”.  La domanda era ma perché utilizziamo un linguaggio tratto dal mondo militare? Il lessico italiano è talmente povero che non sappiamo come definire un evento nuovo come lo era questo virus? Oppure in realtà c’era in qualche modo una volontà di creare una tensione? Io non do risposte nel libro, ognuno farà le sue riflessioni. Certo che un linguaggio che continuamente  parla di guerra sicuramente crea una paura, questo ha fatto sì che la gente accettasse le restrizioni che sono state poste per evitare la diffusione del contagio. C’è un momento molto particolare, il 17 marzo, in cui il premier Giuseppe Conte dice proprio:”Siamo in guerra”. Una settimana prima l’aveva detto Macron e poi via via altri leader. Da quel momento i giornali cominciano ad  utilizzare questo “siamo in guerra” in continuazione ed altri termini presi appunto dal linguaggio bellico, per cui abbiamo “killer”, “assedi”, “dobbiamo sfoderare l’artiglieria pesante”, “dobbiamo spuntare le armi”,  “dobbiamo stare in trincea”, “avanzamento del contagio”. Ci sono certamente delle motivazioni storiche, da sempre le epidemie sono il nemico da combattere, intanto perché vengono da fuori, il nemico è sempre qualcosa che è altro da noi, per esempio l’influenza di Hong Kong oppure la Spagnola, che poi non veniva dalla Spagna ma dall’America e c’è anche il fatto che molto spesso le epidemie sono scoppiate all’interno degli eserciti. Il problema di una pandemia mediatica o infodemia è che dall’altra parte è veramente difficile capire quali sono le fonti autorevoli e quindi effettivamente farsi una corretta percezione del fenomeno”.

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