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A Bari dal 1 al 3 ottobre il XVI Forum dell'Informazione Cattolica per la Custodia del Creato

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Parte dalla Puglia il “nuovo rinascimento sociale ed ecologico”, che la onlus Greenaccord considera ormai «improcrastinabile», come afferma il presidente Alfonso Cauteruccio. «Più considerazione, più coinvolgimento e più creatività dei giovani, meno consumo di risorse e meno scarti, più relazioni e più mobilità sostenibile». Sarà questo il leit motiv del XVI Forum dell’Informazione Cattolica per la Custodia del Creato che, dal 2004 si svolge nel periodo denominato “tempo del creato”, che va dal primo settembre al 4 ottobre, memoria liturgica di san Francesco.

Grazie al sostegno e alla collaborazione dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, della Regione Puglia, oltre a quello dei partner Intesa Sanpaolo, Esri Italia, Italcave, Ecotecno, DbSeret, Oraizen, quest’anno Greenaccord sarà nel capoluogo pugliese, dall’1 al 3 ottobre, per una tre giorni intitolata “Nessuno si salva da solo. Dalla Laudato si’ alla Fratelli tutti per un nuovo rinascimento sociale ed ecologico”. Un titolo impegnativo, che prende a prestito la frase “Nessuno si salva da solo” pronunciata da papa Francesco nell’incontro di preghiera per la pace promosso da Sant’Egidio (20 ottobre 2020).

«Si tratta – continua il presidente Cauteruccio – di un’occasione per continuare a conoscere, capire e approfondire – con il supporto delle due lettere encicliche del Pontefice, Laudato Si’ e Fratelli Tutti – le metamorfosi del mondo, tra cambiamenti climatici e mutamenti demografici, nell’intento di aprire le strade dell’avvenire a “un nuovo rinascimento sociale ed ecologico” che consenta agli adolescenti di oggi e alle  prossime generazioni di esprimere i propri talenti in Paesi più sani e giusti. Greenaccord è grata per il sostegno e l’accoglienza offerti dall’arcidiocesi di Bari e confida che questo 16° Forum possa contribuire a favorire dibattito e riflessione e ad accendere i riflettori sulla prossima 49a Settimana sociale che si svolgerà a Taranto».

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Questo weekend non perdetevi gli ultimi giorni del Festival di Film di Villa Medici.

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Ultimi due giorni per partecipare alla prima edizione del Festival di Film di Villa Medici, villa tricentenaria che sovrasta Roma con la sua imponente bellezza e sede dell'Accademia di Francia. Per questa prima edizione del Festival di Film di Villa Medici saranno presentati quattordici film in competizione internazionale. Queste produzioni, di vario genere e durata, provenienti dai cinque continenti, includono sette prime mondiali ed internazionali e cinque prime italiane.

Mescolando generi e mondi – tra registi usi al circuito dei festival e giovani diplomati delle scuole d’arte, autodidatti, personalità dell’arte contemporanea internazionale come anche un collettivo anonimo – la selezione prende in esame una vasta gamma di gesti cinematografici, la cui tensione è riassumibile nella domanda: “Cosa può fare il cinema?”. Come rappresentare la contemporaneità attraverso immagini e suoni? Girati per la maggior parte tra il 2020 e il 2021, in piena crisi politica e sanitaria, i film spaziano tra la dimensione intima e quella politica, tra le storie e la Storia. 

Da segnalare, tra gli altri, sabato 18: "Graveyard Connexion" in cui il francese Jonathan Pêpe offre un’inquietante riflessione sulla morte nel XXI secolo;  "Petit ami parfait", in cui il duo Kaori Kinoshita e Alain Della Negra prosegue la sua indagine su personaggi le cui vite e azioni si fondono con un mondo interamente digitale. Chiude la serata dopo l'annuncio del palmarès, Dramma Della Gelosia– Tutti i Particolari In Cronaca" di Ettore Scola alla presenza di Gianluca Farinelli della Cineteca di Bologna.

Domenica 19 non perdetevi "Inside the Red Brick Wall" del collettivo anonimo di registi indipendenti Hong Kong Filmmakers, agghiacciante resoconto della repressione da parte della polizia delle rivolte di Hong Kong mentre  la politica si tinge del misticismo allucinatorio tipico del barocco sudamericano, con  "El Gran Movimiento" secondo lungometraggio del boliviano Kiro Russo, che filma La Paz e il sottoproletariato dei minatori con stupefacente realismo magico. La rassegna si conclude con una serata speciale in due tempi: alle 18.30, il sociologo e filosofo Edgard Morin propone un incontro con il pubblico intitolato "Perché amo il cinema" durante il quale condividerà la sua personale visione della settima arte. A seguire, alle ore 21.00, sarà proiettato il terzo lungometraggio di uno dei registi italiani più promettenti, Jonas Carpignano "A Chiara" traccia lo sconvolgente ritratto di una giovane calabrese difronte alla scoperta dei legami illeciti tra suo padre e la Ndrangheta; un’opera di fantasia la cui estetica brutale confina spesso con il documentario.

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RoccaFEST. Teatro, letteratura e musica da condividere con i nipoti.

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In due tornate (16-17 e 28-30 settembre), a Tivoli, presso l’anfiteatro romano del Castello Rocca Pia, si tiene l’interessante ed originale rassegna multidisciplinare per giovani (teatro, letteratura, musica) “RoccaFEST”. È un appuntamento che intende coinvolgere il pubblico young, con l’intento di avvicinarlo al teatro, ma anche alla letteratura ed alla musica, facendo allo stesso tempo cultura, divulgazione, formazione, intrattenimento.

“RoccaFEST” è l’appuntamento promosso e coordinato da Valeria Freiberg, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia Teatro A – Associazione Ariadne, la realtà teatrale con lunga esperienza artistica, ma anche di scuola di teatro e di formazione professionale.

Si tratta di spettacoli, in uno spazio scenico suggestivo, che vedono all’opera giovani talentuosi performer, che si rivolgono ad una platea giovane. “L’idea – dice la curatrice – è di unire in un unico gesto il teatro e l’architettura per dar valore e prestigio anche agli spazi non conosciuti come meriterebbero, come lo straordinario scenario architettonico del Castello di Rocca Pia di Tivoli, ricco di fascino e che è esso stesso storia, arte e cultura. Integrare teatro e patrimonio artistico-architettonico del territorio rappresenta un altro elemento chiave della rassegna”.

 “Il progetto - osserva ancora Valeria Freiberg - ha l’intento di far incontrare artisti e pubblico dei giovani in uno spazio dove ci si possa confrontare e dove la ricerca (obiettivo permanente) non produca frutti isolati, ma crei storia e cultura”.

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Palazzo Grassi dedica alla città di Venezia, in occasione dei 1600 anni dalla sua fondazione, un evento espositivo “HYPERVENEZIA” e presenta per la prima volta al pubblico l’ambizioso progetto fotografico “Venice Urban Photo Archive”, ideato e realizzato da Mario Peliti.

La mostra “HYPERVENEZIA”, in programma dal 5 settembre al 9 gennaio 2022,curata da Matthieu Humery, conservatore presso la Collection Pinault, propone un percorso immersivo al primo piano espositivo di Palazzo Grassi attorno a tre istallazioni: un percorso lineare di circa 400 fotografie che ripercorrono un ideale itinerario per i sestieri di Venezia, una mappa site-specific della città composta da un mosaico di circa 900 immagini geolocalizzate che offrono una panoramica della città e un’installazione video di oltre 3.000 fotografie che scorrono accompagnate da una composizione musicale inedita realizzata per la mostra dal noto musicista e compositore Nicolas Godin, membro del duo di musica elettronica “Air”.

A partire dal 2006Peliti inizia a mappare sistematicamente la città di Venezia con le sue fotografie, con l’obiettivo di raccogliere il più ampio ed organico archivio di immagini della città mai realizzato e di restituire una rappresentazione inedita dell’intero tessuto urbano di Venezia nella sua complessità e continuità. Ad oggi l’archivio fotografico conta oltre 12.000 scatti, tutti rigorosamente in bianco e nero, realizzati a parità di condizione di luce, senza ombre portate, e soprattutto in assenza di persone.

 “HYPERVENEZIA” offre un’esperienza visiva radicale: la Venezia che conosciamo scompare e lascia emergere una Venezia parallela, vuota e atemporale. Dalla Serenissima presentata nella sua materialità pura emana questa stranezza inquietante che caratterizza qualunque città rimasta senza abitanti.

 La mostra è realizzata con il supporto di Saint Laurent.

 Il progetto Venice Urban Photo Archive

Avviato nel 2006 dapprima in pellicola, e dal 2013 in formato digitale, il progetto recupera il rigore metodologico e formale delle grandi campagne dei maestri dell’Ottocento e del Novecento – da Charles Marville a Eugène Atget, da Gabriele Basilico a John Davies – al fine di restituire una percezione, la più esaustiva possibile, della città come appare all’inizio del nuovo millennio. 

Le immagini, ad oggi oltre 12.000, sono scattate seguendo le stesse modalità di ripresa: in bianco e nero, senza ombre portate, e in assenza di persone. Questi aspetti, apparentemente secondari, consentono di dare unitarietà temporale alla percezione della città. L’omogeneità della luce rende visibili tutti i dettagli delle facciate, anche i meno rilevanti, e la mancanza di persone costringe l’osservatore a riflettere sul possibile destino della città: una città senza abitanti.  Al tempo stesso il silenzio che pervade migliaia di fotografie offre a Venezia stessa la possibilità di mostrarsi nella sua articolazione urbanistica e architettonica.

La peculiarità di questo archivio è rappresentata, oltre che dalla sua entità, all’omogeneità della visione, dalla coerenza delle modalità di ripresa e dal continuo approfondimento nella conoscenza della città da parte dell’autore.

La conclusione della ricognizione fotografica è prevista per il 2030.

 Alla fine del 2018 è stato firmato un accordo tra Mario Peliti, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia, finalizzato alla valorizzazione di Venice Urban Photo Archive attraverso la creazione di un fondo digitale – Venice Urban Photo Archive  – presso l’ICCD.

Over 65 a teatro. A Roma presentata la nuova stagione 2021-2022 della Sala Umberto

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Over 65 e teatro, un modo piacevole di passare momenti carichi di emozioni e risate, di uscire di casa, di condividere con gli amici la visione di spettacoli piacevoli. Abbonarsi a teatro presenta svariati vantaggi per la terza età.  

Alessandro Longobardi ha presentato ieri il calendario della nuova stagione teatrale 2021-2022 della Sala Umberto, caratterizzata, da un numero di compagnie insolito e ampliato, per consentire a più produzioni teatrali di tornare in scena. Fil rouge di tutta la stagione, la donna e la condizione femminile, sia in termini di emancipazione che in termini legati alla fragilità ed ai soprusi. La Sala Umberto è un ambiente sicuro, in quanto il teatro ha investito nel miglioramento degli impianti di trattamento aria, inserendo lampade ad ultravioletti e filtri sanificati in modo da ottenere un abbattimento dei batteri e dei virus  tra il 90 e il 99%. 

Lo spettacolo di Edoardo Sylos Labini inaugura il 21 settembre la stagione della Sala Umberto, con lo spettacolo "Il Sistema" un testo basato sul libro dell'ex - giudice Luca Palamara e di Alessandro Sallusti, adattato per il teatro da Angelo Crespi. Si parla di giustizia, un tema molto caldo, al centro di uno scontro di potere tra le istituzioni.

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Prende il via la prima edizione del Fiumicino Jazz Festival, dal 3 al 26 settembre 2021, il jazz approda a Fiumicino con un ricco programma di concerti, gite musicali sul battello, degustazioni ed eventi dislocati sul territorio. La rassegna fortemente voluta dal  direttore artistico del Museo del Saxofono, Attilio Berni, si articola in una grande manifestazione dedicata al jazz a cui parteciperanno grandi nomi del jazz nazionale ed internazionale, un'iniziativa  in grado di attirare un vasto pubblico con lo scopo di identificare ancora di più Fiumicino come la città del Saxofono e dare impeto alla crescita turistico-culturale del territorio. Fiumicino Jazz Festival è patrocinata dall'Amministrazione comunale di Fiumicino, organizzata in collaborazione con la Pro Loco di Fiumicino e sostenuta dal Podere 676 Birrificio Agricolo.

 

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