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Cronache dal Paradiso di Serena Dandini

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In questi giorni di pieno inverno quale cosa più piacevole che leggere un bel libro che ci fa evadere dal tran tran quotidiano. Serena Dandini con "Cronache dal Paradiso" (Einaudi) ci regala un libro pieno di fascino, romantico, ironico, avventuroso in cui la storia personale dell’autrice si intreccia con quella di donne e uomini che hanno inseguito un sogno, un luogo perfetto, un istante irripetibile, o anche una nostalgia, fino all’ossessione.

La memoria dell’infanzia, trascorsa in una villa del viterbese, è il filo rosso con cui Serena Dandini ci conduce nelle vite di personaggi famosi e misconosciuti che sono partiti per viaggi straordinari, a volte fisici, a volte mentali, guidati dall’aspirazione all’assoluto. Visiteremo giardini fantastici. Ci addentreremo nelle utopie di architetti, profumieri, amanti della musica. Ci stupiremo per il coraggio di Jeanne Baret, che nel Settecento, travestita da uomo, compie il giro del mondo con la spedizione di De Bougainville.

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Fino al 30 aprile 2023 il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo si potrà visitare la mostra BOB DYLAN. Retrospectrum, a cura di Shai Baitel, prima retrospettiva in Europa dedicata alle opere di arte visiva di una delle più importanti icone della cultura contemporanea mondiale. Dopo essere stata al MAM di Shanghai e al Patricia & Phillip Frost Art Museum di Miami, la mostra approda a Roma in una versione completamente ripensata per interagire con gli spazi dinamici e avveniristici del MAXXI di Zaha Hadid. Sponsor Ferrovie dello Stato e UniCredit. Esposte oltre 100 opere tra dipinti, acquerelli, disegni a inchiostro e grafite, sculture in metallo, materiale video, che esplorano oltre 50 anni di attività creativa di Bob Dylan. Dice lo stesso Bob Dylan: “È molto gratificante sapere che le mie opere visive siano esposte al MAXXI, a Roma: un museo davvero speciale in una delle città più belle e stimolanti del mondo. Questa mostra vuole offrire punti di vista diversi, che esaminano la condizione umana ed esplorano quei misteri della vita che continuano a lasciarci perplessi. È molto diversa dalla mia musica, naturalmente, ma ha lo stesso intento". I lavori esposti mettono in luce quei motivi che da sempre fanno parte dell’immaginario di musicista di Dylan e che tornano, sotto forma di disegno e di colore, anche nei suoi dipinti. Come scrive lui stesso nel catalogo della mostra (a cura di Shai Baitel e pubblicato da Skira), le sue opere d’arte visiva raccontano “il paesaggio americano come lo si vede attraversando il paese, osservandolo per quello che è. Restando fuori dalle grandi arterie e percorrendo solo strade secondarie, in totale libertà”. Grandi metropoli, paesaggi brulli e sterminati, binari ferroviari, strade aperte, automobili, camion, pompe di benzina, motel, baracche, bar, negozi, cortili, cartelloni pubblicitari, insegne al neon: come nelle sue canzoni e nelle sue poesie, anche nei suoi dipinti Dylan rende poetica l’America più profonda. “Scelgo le immagini per ciò che significano per me – scrive - .

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Non è Natale senza il balletto dello Schiaccianoci!

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Dall'8 dicembre al Teatro Olimpico di Roma in scena Lo Schiaccianoci (The Nutcracker) musica di P.I.Tchiajkovskij con la regia e coreografia di Luciano Cannito, una grande produzione basata sulla versione originale di Petipa del celebre balletto di repertorio classico, nella nuova produzione di Fabrizio di Fiore Entertainment per Roma City Ballet Company, può vantare fino ad oggi quasi tutti sold out nei teatri dove è stato rappresentato (Teatro Massimo di Palermo, Teatro San Carlo di Napoli, Auditorium della Conciliazione di Roma, Teatro Atlantico di Roma).

Lo Schiaccianoci fu rappresentato la prima volta al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo il 5dicembre 1892. Il soggetto si basa sulla famosissima favola “Lo Schiaccianoci e il Re deiTopi”di Eta Hoffmann, sogno-incubo della piccola Clara nella notte di Natale.

Nella versione coreografica di Luciano Cannito, ha un ruolo determinante il misterioso Drosselmeyer, qui interpretato dal grande danzatore caratterista, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma, Manuel Paruccini. Drosselmeyer colpito dalla generosità della piccola Clara, decide di regalarle nella notte di Natale un sogno meraviglioso nel mondo delle favole, facendola guidare dal Principe Schiaccianoci e dalla Fata Confetto in un regno fatato di giocattoli che diventano figure animate, principi e principesse di tutte le nazioni. Schiaccianoci è il titolo di balletto del repertorio classico più rappresentato al mondo.

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L’8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno e dedicata all’artista
più famoso e amato del mondo: VAN GOGH.
Un percorso espositivo ed emozionale che attraverso un prestito del tutto eccezionale di ben 50
opere, tutte provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo, ne racconta la vicenda umana e
artistica.

Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, dall’8 ottobre 2022 Palazzo Bonaparte ospita la grande e
più attesa mostra dell’anno dedicata al genio di Van Gogh.
Attraverso le sue opere più celebri - tra le quali il suo famosissimo Autoritratto (1887) - sarà raccontata la
storia dell’artista più conosciuto al mondo.
Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita
tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint
Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29
luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.
Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori,
accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo van Gogh), inventando uno stile
unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.
La mostra di Roma, attraverso ben 50 opere provenienti dal prestigioso Museo Kröller-Müller di
Otterlo - che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh - e tante testimonianze
biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale.
Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il
pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-
Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.
Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della
terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di
patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di
carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa
come ineluttabile destino.
Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van
Gogh.
Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata
ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la
conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante.

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Insieme alla Rome Parade, la parata musicale di Capodanno che il 1° gennaio 2023 vedrà sfilare nel centro storico della Capitale centinaia di musicisti internazionali, tornano, dopo due anni di assenza causa pandemia, anche i concerti che Destination Events, ente organizzatore degli eventi targati "Rome New Year", organizza in alcune delle più belle basiliche di Roma. Dal 29 dicembre al 2 gennaio, con ingresso libero a tutti, sarà possibile ascoltare dal vivo alcune formazioni giovanili statunitensi provenienti da differenti high school americane, che proporranno vari repertori di musica classica, sinfonica e corale, in storiche e suggestive cornici di culto religioso.

Si comincia giovedì 29 dicembre con la St. Paul’s Episcopal School Chorale di Mobile (Alabama) che alle 17:00, sotto la direzione musicale del Dr. Harold J. Powell Sr. vedrà un gruppo di sole voci esibirsi nientemeno che alla Basilica di San Pietro in Vaticano. Contemporaneamente (stesso giorno, stessa ora), presso la Basilica di Sant'Andrea della Valle, il coro e la Concert Band della Newark Charter High School del Delaware, rispettivamente diretti da Mrs. Kelly Kline e da Mrs. Samantha De Luca, daranno vita ad una doppia performance. Venerdì 30 dicembre, alle ore 19:00 presso la chiesa Santa Maria in Portico Campitelli, tornerà il coro della St. Paul’s Episcopal School, anticipato, nella prima parte del concerto, dalla formazione orchestrale della scuola, diretta da Mr. Tim Huber. Queste ultime due formazioni si esibiranno ancora il primo giorno dell'anno rispettivamente nelle chiese i di Santa Maria dei Miracoli, alle ore 11:15, e Santa Maria in Montesanto, alle ore 12:15.

Gran finale al Pantheon il 2 gennaio alle ore 16:00 con la St. Paul’s Episcopal School Chorale.

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La Fondazione Nicola Del Roscio ospita mercoledì 16 novembre 2022, dalle ore 18.00, la presentazione del libro “Topazia Alliata. Una galleria con vista sul mondo”offrendo così una visione inedita sulla mostra “Paul Thek. Italian Hours” a cura di Peter Benson Miller e in corso sino al 28 gennaio 2023, e sul rapporto tra l’artista e Topazia.
 
“Topazia Alliata. Una galleria con vista sul mondo (De Luca Editori) delinea la figura di Topazia Alliata e il suo percorso di grande impegno artistico e culturale, iniziato negli anni Trenta in Sicilia e, dopo la drammatica esperienza di prigionia nel periodo bellico, proseguito a Roma con l’apertura, nel 1959, della Galleria Trastevere. Il volume ne ripercorre le attività, documentando gli artisti, le mostre e le varie collaborazioni, con critici, musei e gallerie in Italia e all’estero, mettendo in luce il ruolo che ebbe nel mondo dell’arte tra gli anni Sessanta e Ottanta.
 
Nel suo lungo e laborioso percorso, Topazia Alliata ha collaborato con diverse realtà culturali, gruppi di artisti e alcuni amici critici - tra cui in primis Emilio Villa e Mario Diacono - incoraggiando, sostenendo ed esponendo per prima numerosi giovani artisti italiani e stranieri. Uno dei quali, come annota il libro, era proprio Paul Thek, cui oggi la Fondazione Nicola Del Roscio rende omaggio con una mostra curata da Peter B. Miller. 
 

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