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Un libro da mettere in valigia. "La storia della Disco Music"

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Una lettura effervescente per l'estate che ci riporta indietro nel tempo. Possiamo sicuramente dire che il Covid non ha fermato la voglia di Disco, ma l'ha raddoppiata, specialmente nella lettura!  La storia della Disco Music di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano, edito da Hoepli, a pochi mesi dall’uscita è ora già alla sua prima ristampa.

Numerosissime, infatti, sono state le richieste per quello che è il primo volume italiano che narra in prospettiva socio-culturale la storia di un genere musicale - melting pot sonoro, sociale e culturale  - che da movimento underground si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, il saggio riserva uno spazio anche alla prima Italo Disco, in cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell'epoca d'oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna.

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I concerti estivi del Museo del Saxofono di Fiumicino - 26 giugno - 1 agosto 2020

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Quarta settimana di programmazione al Museo del Saxofono di Fiumicino della rassegna dei concerti FAI BEI SUONI, alla riconquista della bellezza delle arti vivendo in prima persona, dal vivo, le emozioni sprigionate dalla potenza della musica. Sabato 18 luglio, alle ore 21:30 è di scena il Red Pellini quartet con ROARING THE TWENTIES, un progetto improntato al jazz puramente tradizionale, quello che ammalia e restituisce l’incanto dei club newyorkesi come il Cotton Club o degli Speakeasy di Chicago, i più amati da Al Capone, ma anche il jazz di New Orleans, in cui la musica “primitiva” si mischiava con i balli sofisticati d’origine francese e spagnola. Un progetto musicale dedicato all’era del proibizionismo, in cui i baci rubati convivevano con le storie di gangster, alcuni di essi leggendariamente gentiluomini: un'atmosfera sonora che vuole ripercorrere le “Relazioni pericolose” e le sparatorie a tempo di swing dove i cattivi bevevano whisky al ritmo di jazz e ascoltavano i sax, splendidi ed antitetici, di Lester Young e Coleman Hawkins…

Una musica  raffinata ed impeccabile, tipicamente "evergreen", ripercorsa da Red Pellini al saxofono, Alessio Magliari al pianoforte, Giancarlo Colangelo al sax basso e Carlo Battisti alla batteria, in un'interpretazione dove: ogni frase è un tocco di classe, nessuna nota è lasciata al caso e ogni improvvisazione apre le porte a meravigliose sorprese.

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Ritorna, da venerdì 17 luglio 2020la 23esima edizione dei MAGNA GRECIA AWARDS, manifestazione ideata e diretta dallo scrittore Fabio Salvatore che avrà come sottotitolo “L’amore è un cerchio più forte della paura”, lanciando l’hashtag #lapauranonesiste,e declinata in un vero e proprio “Fest” con l’assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti a uomini e donne che si sono contraddistinte in ambito culturale, sociale, civile, artistico. Da quest’anno il Magna Grecia Awards avrà come Presidente Onorario Fiammetta Borsellino e tornerà in veste di madrina d’eccezione, Lorella Cuccarini, ormai da anni ambasciatrice straordinaria dell’evento. Il Magna Grecia Awards rinnova la sua partnership solidale con 30 Ore per la Vita, sostenendo il progetto HOME.


«Per il 2020, non è stato facile capire come e quando poter realizzare il nostro premio, ma pur vivendo un difficile momento sia dal punto di vista umano e sociale e non meno economico, abbiamo pensato di farne un punto di forza, unendo il Magna Grecia Awards al suo consueto segmento estivo che è il Magna Grecia Awards Fest. Da qui l’idea del “Magna Grecia Awards & Fest”, che dal 17 luglio al 02 agosto, animerà le Città di Gioia del Colle e Castellaneta, in un calendario fitto ed intenso, come forte e vera espressione di una società che rinasce”. In ventitrè edizioni sono innumerevoli le testimonianze raccolte dal MGA e «questa volta abbiamo fortemente voluto un’edizione che lanci il messaggio “che l’amore vince su ogni paura”, perché senza l’amore e il coraggio, non avremo potuto superare questo momento di grave e atroce pandemia che ha segnato fortemente il nostro cuore e la nostra anima».


Oltre ai premiati, che saranno svelati, nelle prossime settimane, tanti gli ospiti d’eccezione della kermesse, molti dei quali Ambasciatori del Magna Grecia Awards, come la giornalista e icona della moda italiana nel mondo Anna Dello Russo, Giuseppe Antoci, ex Presidente del Parco di Nebrodi scampato ad un agguato di mafia nel 2016, il giornalista che vive sotto scorta Paolo Borrometi, il Procuratore Catello Maresca,  i cantautori Giovanni Caccamo e Renzo Rubino, Laura Valente e Matteo Maffucci, mattatore insieme a Fabio Salvatore di una serata “evento” dedicata a “Mango”.

 

Molti i volti e le eccellenze di un’edizione “speciale” che sarà dedicata a Nadia Toffa, la nota inviata delle “Iene”, scomparsa prematuramente lo scorso anno, lasciando un forte ricordo in tutti gli Italiani. E proprio in una Serata di gala, sarà sua mamma Margherita a ritirare il premio per lei.

 

A condurci nelle serate e nei racconti sarà, il fondatore del Magna Grecia Awards, lo scrittore Fabio Salvatore, che insieme a Millenials e Influencer come La Maino, Valeria Vedovatti, Cecilia Cantarano e Marta Losito con la partecipazione di Yuri Gordon e Giacomo Hauckman, faranno da trait – d’union fra il mondo dei giovani e le personalità e celebreties presenti fra il pubblico e non solo, grazie allo streaming e ai profili social degli stessi si creerà una connessione di contenuti ed emozioni.

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L’Oasi WWF dei Ghirardi  nell’appenino emiliano, è un luogo naturalistico di straordinaria bellezza, un’Italia nascosta sorprendente che  vale la pena di scoprire. Un area protetta di 600 ettari in cui si susseguono prati, vallate, torrenti, boschi secolari da ammirare in ogni stagione, estesa nei comuni di Borgo Val di Taro e Albareto.

L’Oasi è caratterizzata da una flora naturalistica varia dove accanto ad una vegetazione tipica  dei climi freddi come il faggio, le genziane, la beccaccia e il prispolone coesistono piante mediterranee come l’erica arborea, il gruccione e l’istrice. L’Oasi WWF dei Ghirardi è famosa per le sue incredibili orchidee selvatiche di cui  ne sono state catalogate ben 33 qualità diverse. All’interno di questo territorio protetto nidificano oltre 70 specie di uccelli tra cui 7 rapaci diurni e vivono daini, cervi, caprioli e volpi. Da martedì 2 giugno sono riprese le visite guidate della Riserva, nel rispetto delle norme di sicurezza  anti-Covid-19, distanziamento, massimo 10 persone a visita e mascherine indossate qualora non si possa rispettare la distanza di 2 metri tra le persone. Segnaliamo sabato 6 giugno 2020, la visita guidata naturalistica gratuita, a cura di Parchi del Ducato e WWF Parma, per scoprire e imparare a riconoscere  alcune specie delle orchidee selvatiche della Riserva. Sono fiorite in questo periodo, nelle praterie sassose e assolate in mezzo a ginestre, rose selvatiche e altri fiori spontanei dell’Appennino, al margine dei boschi di cerro.

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Il libro “Ne uccide più la lingua che il Covid, La guerra delle parole” della giornalista Romina Gobbo parla della comunicazione e del linguaggio giornalistico  e istituzionale al tempo della pandemia da Coronavirus.

Dice Romina Gobbo:“All’inizio, si tendeva molto a minimizzare, si parlava poco più di un’influenza, da parte anche di persone autorevoli, poi siamo passati all’estremo, andando avanti, sembrava quasi che fossimo al tempo della peste.

Sono state utilizzate tantissime metafore  tra cui quella che ha avuto maggior influenza è stata la metafora bellica ed è per questo che il sottotitolo del mio libro è: “La guerra delle parole”.  La domanda era ma perché utilizziamo un linguaggio tratto dal mondo militare? Il lessico italiano è talmente povero che non sappiamo come definire un evento nuovo come lo era questo virus? Oppure in realtà c’era in qualche modo una volontà di creare una tensione? Io non do risposte nel libro, ognuno farà le sue riflessioni. Certo che un linguaggio che continuamente  parla di guerra sicuramente crea una paura, questo ha fatto sì che la gente accettasse le restrizioni che sono state poste per evitare la diffusione del contagio. C’è un momento molto particolare, il 17 marzo, in cui il premier Giuseppe Conte dice proprio:”Siamo in guerra”. Una settimana prima l’aveva detto Macron e poi via via altri leader. Da quel momento i giornali cominciano ad  utilizzare questo “siamo in guerra” in continuazione ed altri termini presi appunto dal linguaggio bellico, per cui abbiamo “killer”, “assedi”, “dobbiamo sfoderare l’artiglieria pesante”, “dobbiamo spuntare le armi”,  “dobbiamo stare in trincea”, “avanzamento del contagio”. Ci sono certamente delle motivazioni storiche, da sempre le epidemie sono il nemico da combattere, intanto perché vengono da fuori, il nemico è sempre qualcosa che è altro da noi, per esempio l’influenza di Hong Kong oppure la Spagnola, che poi non veniva dalla Spagna ma dall’America e c’è anche il fatto che molto spesso le epidemie sono scoppiate all’interno degli eserciti. Il problema di una pandemia mediatica o infodemia è che dall’altra parte è veramente difficile capire quali sono le fonti autorevoli e quindi effettivamente farsi una corretta percezione del fenomeno”.

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Finalmente si ritorna a teatro con la 13 esima edizione del Napoli Teatro Festival Italia. 130 eventi per un mese di programmazione in luoghi all’aperto 10 sezioni e 28 prime di spettacoli italiani
A partire dall’autunno spazio agli internazionali con Dimitris Papaioannou, Jan Fabre, Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam

Il teatro rinasce con te. È un invito a rivivere le emozioni del teatro lo slogan della tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, la quarta diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata - nonostante l’emergenza sanitaria - con il forte sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano.

Inizialmente fissata per giugno e poi rinviata a causa della pandemia, la manifestazione torna con una ricca programmazione quasi interamente a cielo aperto che si declina tra teatro, danza, letteratura, cinema, video/performance, musica e mostre: 130 eventi, per un calendario di un mese, distribuiti in 19 luoghi tutti all’aperto con una sola eccezione: il Teatro di San Carlo. Platee allestite nel rispetto delle distanze di sicurezza,divisetra Napoli e altre città della Campania (Salerno, Solofra, Pietrelcina e Santa Maria Capua Vetere), dove andranno in scena creazioni italiane e coproduzioni a conferma dell’attività produttiva della Fondazione.

L’edizione 2020 presenta 34 spettacoli di prosa nazionale, di cui 28 prime assolute, consolidando la struttura in sezioni, ormai tratto distintivo della direzione artistica firmata Cappuccio.
Italiana, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali: il Festival rinnova la sua grande attenzione alla multidisciplinarità in un dialogo che mira a una visione organica e interdisciplinare dell’arte. La sezione Internazionale, che negli anni passati ha portato a Napoli grandi nomi della scena contemporanea, è stata invece riprogrammata a partire dall’autunno e vedrà in scena, tra gli altri, il coreografo greco Dimistris Papaioannu, l’artista belga Jan Fabre, e Ramzi Choukair e Sulayman Al-Bassam.

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