Tendenze

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Dal 5 al 30 luglio 2021 il Teatro Brancaccio riapre con la prima edizione del  FUTURO FESTIVAL, Festival internazionale di danza e cultura contemporanea ideato da Alessandro Longobardi e diretto dalla coreografa Alessia Gatta. Il Brancaccio schiude così le sue porte dopo il lungo letargo in cui il Covid-19 ha costretto il mondo dello spettacolo dal vivo. La rassegna è proposta dall’associazione [MATRICE]N, in collaborazione con Viola Produzioni e l’associazione BrancaccioDanza.

FUTURO FESTIVAL accoglie danzatori, coreografi, docenti, studenti, artisti, operatori ed appassionati della danza da tutto il mondo per incontrarsi e potersi ispirare, attraverso lo scambio di idee e di ricerca, trasformando l’Estate Romana in un epicentro per il ballo contemporaneo. Un polo d'attrazione, un’agorà, dove respirare l’arte della danza per dialogare, apprendere e promuovere nuove iniziative. La danza contemporanea, quella urbana, insieme a forme di arte performativa dialogano con il pubblico per dare una fotografia delle nuove tendenze, di giovani danzatori e dei loro coreografi.

Un melting pot di culture, un crocevia di sguardi, un collettore di stili eterogenei. Un luogo di contaminazioni fra diversi linguaggi tra passato e presente con uno sguardo al futuro.

Si intende promuovere l’esperienza culturale sul territorio con l’organizzazione di attività che siano in grado di veicolare l’arte della danza come linguaggio universale, per l’espressione della narrazione mediante il movimento corporeo come liberazione dell’io, come immedesimazione in un viaggio tra le pieghe dell’animo umano che filtra, inevitabilmente in modo soggettivo, gli stati emozionali tradotti in movimento a ritmo di musica. Tutto comunque vissuto come passaggio di energia. Intende inoltre essere motore per l’incontro tra generazioni di giovani danzatori, mondo della produzione e pubblico.

Afferma Alessia Gatta, Direttore Artistico della rassegna: Futuro Festival vuole essere un contenitore di esperienze volte a generare una bellezza capace di vivificare gli spiriti, un dono che l’Arte è capace di regalarci se ci poniamo aperti al sostegno reciproco, lungimiranti e responsabili nei confronti dell’oggi, ma soprattutto del domani. Un festival, come la sua etimologia ci ricorda, che è pensato come una festa, dedicata a chi vive di danza, ma che per natura è inclusiva, con attività collaterali, come mostre, opere partecipate, dibattiti, conferenze, dj set, musica live oltre agli spettacoli, ai workshops e stages per educare le nuove generazioni di danzatori e per sensibilizzare l’intera cittadinanza alla riscoperta della cultura che può senza dubbio condurci al cambiamento verso una rinascita.

Leggi tutto: Con il Futuro Festival - Festival Internazionale di Danza e Cultura Contemporanea il Teatro...

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Da domani prende il via la diciottesima edizione di Asian Film Festival che presenterà 28 lungometraggi e 2 cortometraggi provenienti da 11 paesi dell’Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina, Filippine, Hong Kong, Taiwan, Indonesia, Malesia, Thailandia, Vietnam e Singapore ), con 2 anteprime internazionali, 5 anteprime europee e numerose anteprime italiane. Il festival si terrà da giovedì 17 a mercoledì 23 giugno 2021, a Roma, al Cinema Farnese (Piazza Campo De’ Fiori 56).Asian Film Festival, organizzato da Cineforum Robert Bresson e diretto da Antonio Termenini, presenta una selezione del meglio del cinema dell’Asia orientale, arthouse e di genere, con una grande attenzione per gli esordi e i giovani registi della ricca sezione Newcomers. 

Il film di apertura della diciottesima edizione sarà “Wife of a Spy” di Kiyoshi Kurosawa, già vincitore del Leone d’Argento all’ultimo festival di Venezia. Tra gli altri film dal Giappone, ci saranno gli stranianti, divertenti e pieni di contaminazioni “Dancing Mary” di Sabu e “Red Post on Escher Street” di Sion Sono e il più autoriale “Under the Stars” di Tatsushi Ohmori.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, sabato 19 giugno si terrà il secondo Korean Day – una giornata interamente dedicata al cinema sudcoreano in cui vengono presentati 4 lungometraggi e un cortometraggio, in collaborazione con l’Istituto di Cultura Coreano di Roma. Dallo sguardo impertinente e autoriale dell’Hong Sang-soo di “The Woman Who Ran” si passa alla commedia sentimentale amara “Our Joyful Summer Days”  e allo sguardo sulle tradizioni delle pescatrici dell’isola di Jeju in “Everglow”, fino al noir al femminile di “Go Back”, della regista indipendente Seo Eun-young. 

In collaborazione con l’Ambasciata del Vietnam in Italia sarà inoltre organizzato un Vietnam Day, che presenterà 4 lungometraggi in anteprima assoluta. Si passa dagli straordinari successi, ancora nelle sale in Vietnam, “Dad I’m Sorry”, commedia generazionale, e “Blood Moon Party”, nuovo inaspettato remake di “Perfetti sconosciuti”, per passare all’affascinante “Rom” e l’horror “Home Sweet Home”. L’iniziativa porta a compimento una fruttuosa collaborazione con il Vietnam, dopo la promozione di cinema italiano a Hanoi e Ho Chi Minh City tenutasi lo scorso anno in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Hanoi e il consolato a Ho Chi Minh City.

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Concerto "Vivaldi dirige Vivaldi" al Wood Natural Bar di Roma

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Domenica 20 giugno il secondo appuntamento con i concerti nel bosco al nuovissimo Wood Natural bar, ore 20.
In programma VIVALDI DIRIGE VIVALDI, con Alberto Mina (violino solista), Paolo Vivaldi (direttore) e la prestigiosa orchestra d'archi I solisti dell'Augusteo.
Posto incantevole, ottima acustica, drink originali e possibilità di cenare ("cold menu") dopo il concerto.
Prenotazioni e prevendite su https://www.i-ticket.it/eventi/vivaldi-dirige-vivaldi-wood-natural-bar
 

Roma.Caffé letterario nel parco Vigiliano con il libro di Roberta Palopoli "Tre per una"

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All'interno del parco Vigiliano di Roma, mercoledì 26 maggio alle ore 19:00 presso il Caffé Nemorense, Enrica Bonaccorsi e Paolo Petroni presenteranno il libro di Roberta Palopoli "Tre per una" un avvincente fashion thriller.

Ingresso libero è gradita la prenotazione ai numeri  +39 328 4112014 - +39 335 709 0762

Due favole in streaming da guardare con i nipotini il 19 e 20 giugno 2021

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Non perdetevi l'occasione di guardare con i nipotini gli ultimi due spettacoli della rassegna digitale “Le Fiabe della nostra infanzia”,che ha tenuto compagnia durante l’inverno e la primavera scorsa al pubblico dei più piccoli. Sabato 19 e domenica 20 giugno alle ore 11 e 30 in programma un nuovo evento per salutare virtualmente i bambini e dar loro appuntamento alla prossima stagioneI n calendario la favola C’era una volta Karlsson, ispirata al testo della scrittrice svedese Astrid Lindgren, la nota autrice di Pippi Calzelunghe. Quest’ultima ha regalato ai bambini di molte generazioni e di molti paesi un'infanzia piena di avventure fantastiche e di personaggi capaci di scaldare il cuore con la propria gentilezza ed inventiva. 

L’allestimento e la regia sono curate da Valeria Freiberg, sulla scena virtuale l’attrice della Compagnia Teatro A, Maddalena Serratore. L’allestimento sarà visibile in diretta streaming sulla piattaforma Zoom.

Karlsson abita in una casetta sul tetto. Ha un’elica sulla schiena e può volare in alto. Avere Karlsson per amico è una fortuna. È un giovane particolare. Ha un'anima vivace e birichina. È capace di unire la timidezza e la vanità, i capricci e l'affetto, l'avidità e il risentimento, l'infinita fiducia in se stesso e la tristezza - tutto ciò che paradossalmente riempie il mondo interiore di un bambino. 

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Il 4, 5 e 6 giugno per la prima volta verrà proiettato all’interno della volta della Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo “The Last Supper: the Living Tableau” lo straordinario corto metraggio sull’ultima cena di Leonardo realizzato da Armondo Linus Acosta, con la collaborazione di Vittorio Storaro, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

“L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci prende vita e diventa un cortometraggio della durata di 9 minuti. Succede grazie a “The Last Supper: the Living Tableau” del Maestro Armondo Linus Acosta, regista e creatore, che per realizzarlo ha riunito tre maestri della cinematografia mondiale, ciascuno vincitore di tre premi Oscar: Vittorio Storaro, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Potrà essere ammirato in una cornice speciale, in occasione del Corpus Domini: venerdì 4 (dalle 17 alle 22), sabato 5 e domenica 6 giugno (dalle ore 12 alle 22 sia il sabato che la domenica) verrà infatti proiettato all’interno della volta della basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo, che verrà oscurata in modo da mostrare al meglio l’installazione. L’iniziativa ha il patrocinio del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, dell’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune di Roma e della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio. 

«Quest’anno – spiega il rettore della basilica monsignor Walter Insero – per il Corpus Domini non si sono potute organizzare le tradizionali processioni per il centro di Roma, così si è pensato a un momento meditativo e un invito alla preghiera. Partendo dal capolavoro di Leonardo, reinterpretato in chiave cinematografica, saremo aiutati a contemplare il mistero dell’Eucarestia nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo».

 Le note dello Stabat Mater di Rossini accoglieranno il visitatore che si troverà immerso in un paesaggio debolmente illuminato. Pian piano entrando vedrà gli apostoli, da soli, già seduti a tavola; quindi Gesù, al centro, che benedice il pane e il vino e annuncia il tradimento da parte di uno di loro. Il tutto è ripreso molto lentamente, con grande attenzioni alle luci e ai dettagli. «Ho filmato “The Living Tableau” intenzionalmente al rallentatore estremo poiché non considero questo lavoro un film in sé, ma appunto un “tableau”. Un pezzo minuziosamente accurato in cui hai l’opportunità di meditare sui dettagli divini di questo straordinario capolavoro mistico di Leonardo da Vinci», spiega Acosta. 

«Leonardo mette Gesù al centro della scena perché in questo modo vuole dire: Gesù è Dio che diventa uomo, e quest’uomo è comunque il centro del mondo, il centro dell’universo», aggiunge Vittorio Storaro. Tutti i particolari del dipinto – datato 1494-1498 e realizzato nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano – sono stati ricostruiti fedelmente. Per i costumi, sono stati realizzati calchi di gesso di supporto, in modo che gli attori che interpretano gli apostoli potessero mantenere con più facilità le posizioni immaginate da Leonardo. Nessuno di loro è un professionista: si tratta di persone che lavoravano sul set e che sono stati notati da Acosta per la somiglianza con i personaggi dipinti da Leonardo. Un apostolo, Taddeo, è impersonato dallo stesso regista: «Ho fatto come Alfred Hitchcock!», scherza il cineasta americano.

Leggi tutto: Celebrazioni per il Corpus Domini. L'imperdibile cortometraggio di Armondo Linus Costa " The Last...

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