Attualità

Due donne over 60 ai vertici dell’Europa

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È su tutti i giornali la notizia che due donne, Ursula von der Leyen, anni 60,  e Christine Lagarde, anni 63, sono state elette rispettivamente presidente della Commissione Europea e presidente della BCE. Per tutte le donne, questa è una grande soddisfazione ma per le over, lo è ancora di più. Oltretutto questi sono stati sempre, storicamente, posti riservati agli uomini.

Ma cominciamo dalla prima. Prima di tutto vorrei ricordare che la  Commissione  è l’organo esecutivo dell ‘Unione Europea che propone le leggi al Parlamento  ma che è anche responsabile dell’attuazione delle decisioni politiche. Prima di lei ha occupato quel posto Jean Claude Juncker nome a tutti noi noto in questi ultimi anni per la sua severità nei confronti dell’Italia. Ursula von der Leyen  laureata in economia, ha continuato a studiare ed è diventata medico con specializzazione in ginecologia; è madre di sette figli e da sempre ha  la passione per la politica. Diventata ministro, si è battuta per avere più asili nido, per il congedo di paternità, per le quote rosa nei consigli di amministrazione. Di lei dicono che è cauta, che non conosce l’ira e che è persona con grandi capacità di mediazione.

Christine Lagarde di cui abbiamo già parlato su questo sito, ha l’arduo compito di sostituire Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea. Lagarde dopo essersi laureata in diritto del lavoro e aver studiato anche in America, ha cominciato la sua carriera di avvocato in uno studio americano molto importante di cui alla fine è diventata socia. Poi la politica e la presidenza del Fondo Monetario Internazionale.

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Declino demografico. Attenti alle parole!

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Sono di pochi giorni fa una serie di articoli apparsi sulla stampa a seguito della pubblicazione dei dati diffusi dall’ISTAT sul declino demografico del paese. Mi ha molto stupito come e quanto i maggiori quotidiani abbiano usato la parola ‘vecchi’. Italia un paese per vecchi, o qualcosa di molto simile, è stato il titolo più diffuso. Io penso che la parola ‘vecchio’ in questo contesto abbia un’accezione negativa inaccettabile soprattutto in quanto collegata al declino italiano. Vecchio nel senso che non produce più ed è spesso colpevole di generare disoccupazione nei giovani e ancora di più di caricare su di loro un debito fuori misura.  Contesto l’uso della parola vecchio che ormai è stata da molti  cancellata a favore di anziano. Anche le età infatti hanno cambiato nome. I geriatri nel loro congresso nazionale dello scorso anno, hanno stabilito che si diventa anziani a 75 anni.

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I CANI ORA POSSONO ENTRARE IN OSPEDALE

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di pochi giorni fa la notizia che cani, gatti e conigli, i cosidetti animali di affezione,  posssono andare a trovare i loro padroni malati in ospedale. È accaduto in diverse regioni d’Italia come l’Emilia e Romagna, l’Umbria, la Toscana e ora anche nel Lazio.  Negli ospedali che hanno accolto il decreto delle regioni è stato predisposta una sala per gli incontri richiesti dal malato o dai suoi familiari con delle regole precise: cani al guinzaglio adeguatamente lavati e spazzolati, certificato di buona salute e orari di entrata e di uscita. I cani sono ammessi uno alla volta.

Io già vedo lunghe file di cani e familiari in attesa di entrare, ma ne varrà sicuramente la pena!

Ma cosa significa pet therapy? È l’unione di due termini pet che significa animale d'affezione e therapy che significa terapia o cura.  Si tratta di una una pratica di supporto ad altre forme di terapie che usa gli effetti positivi della vicinanza di un animale a una persona soprattutto con anziani, bambini e persone con disabilità. Ma in realtà tutti noi siamo ‘bisognosi’ di quell’affetto così generoso e profondo che ti sanno dare gli animali. Il gatto che si viene a strusciare alle tue gambe quando ti sente triste e pensieroso o il cane che ti ‘bacia’ il viso con la sua lingua ruvida e cerca le carezze e i grattini sulla pancia accoccolandosi contro il tuo corpo come un bambino.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI AUMENTANO

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Senza nemmeno bisogno di ricerche e statistiche, basta girare per le strade per accorgersi di  quante persone non solo passeggiano con il loro cane, ma svolgono qualunque attività insieme a loro: li portano al bar magari per regalargli un assaggio della loro colazione mattutina (cornetto compreso), in farmacia, nel negozio di alimentari e, perfino, in grandi magazzini come La Rinascente dove  bassotti a pelo raso, Jack Russel e bastardini anzi, meticci, come dice oggi chi è più politically correct, ormai salgono e scendono sulle scale mobili senza timori ed esitazioni. Sono presenti, silenziosi ed educati,  perfino in chiesa dove si sdraiano accanto ai padroni senza mai abbaiare. Miracolosamente non vola nemmeno un guaito e non accade nessuna rissa. Rispettano scrupolosamente il luogo dove sono ospitati. E’ come se si fossero “umanizzati.” I discorsi dei padroni quando ci si incrocia al parco o per le strade del quartiere sono incredibili: non si parla dei figli ma  i complimenti per il cane incontrato si sprecano: per il carattere, per il colore, per l’affettuosità  mentre i rispettivi animali si annusano riconoscendosi oppure prudentemente  si schivano.  Spesso mi è capitato di sentire la fatidica frase “gli animali sono meglio degli umani, ti vogliono bene senza chiederti mai niente in cambio…” E come si può dire che ciò non è vero?

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Prendiamoci del tempo per noi.

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Sono anni che tutti  siamo travolti dalla cultura del fare, del non fermarsi mai perché il tempo sembra sfuggirci. Le nostre giornate sono scandite da impegni di tutti i generi: lavoro, famiglia, figli e genitori. Questo vale soprattutto per  le donne. Ma è sbagliato, dovremmo  imparare a dedicare del tempo a noi stesse, a cose che ci piacerebbe fare e a cui spesso rinunciamo a favore del meccanismo senza scampo che scandisce le nostre giornate. Se riuscite a prendervi un po’ di tempo vi consiglio di fare un salto a Firenze dove sono cominciati i festeggiamenti del cinquecentenario della nascita di  Cosimo I de’ Medici, primo Granduca di Firenze, con ben tre mostre nelle Gallerie degli Uffizi a Palazzo Pitti  aperte fino al 29 settembre. Molto bella anche l’iniziativa del Touring Club italiano “Aperti per Voi sotto le stelle”.  Fino al 23 giugno, dopo il tramonto saranno visibili luoghi come la Basilica palatina a Mantova dove sarà possibile  fare, grazie all’ausilio di 65 volontari che assisteranno i visitatori dalle 20,00 alle 22,00 un percorso notturno scelto per esaltare passaggi sconosciuti o restaurati di recente. Quindi non soltanto potremo godere di una visita privilegiata della magnifica Cappella palatina ma scopriremo anche gli ultimi restauri appena finiti e punti di osservazione del tutto nuovi.

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I 20 ANNI DELLA COLLEZIONE FARNESINA AL MACRO ASILO

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Giovedì 16 maggio all’Auditorium del Macro Asilo di Roma, si è svolto l’incontro-dibattito “Vent’anni della Collezione Farnesina: una sfida, infinite opportunità”. Protagonista l’Ambasciatore Umberto Vattani che ne è stato l’ideatore e il creatore nel 1999 presso la prestigiosa sede del Ministero degli Affari Esteri il Palazzo Farnesina, edificio di grande pregio di cui quest’anno ricorrono i 60 anni dall’inaugurazione. Oltre alla ricchezza delle opere di cui parleremo, quello che colpisce è l’assoluta modernità dell’approccio con una formula che unisce opere di proprietà dello stato e opere in comodato in un rapporto pubblico- privato modernissimo che dovrebbe essere d’esempio per molti musei italiani. L’idea poi che tutto ciò avvenga in una sede istituzionale come la Farnesina dedicata alla diplomazia arricchendola così di un patrimonio culturale contemporaneo e tutto italiano che viene mostrato   alle delegazioni straniere che provengono da tutto il mondo, è veramente brillante. L’Ambasciatore Vattani ha raccontato con avvincente semplicità come, insieme ai suoi collaboratori del Ministero, sia riuscito a raccogliere una notevolissima quantità di opere convincendo autori come Kunellis e tanti altri a cederle in comodato d’uso con un grande risparmio per il Ministero.

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