Errore
  • Il template per questa pagina non è disponibile. Contatta l'amministratore del sito.

ATTUALITA'

IL PREMIO ATENA DONNA 2023

0
0
0
s2sdefault

Anche quest’anno Carla Vittoria Maira, filantropa e designer, ci ha stupito con questa straordinaria decima edizione del Premio Atena Donna di cui è presidente. Atena Donna è da sempre impegnata a promuovere la salute femminile attraverso la prevenzione. Nata da un’idea di Carla Vittoria Maira, Atena Donna ha ottenuto dal Ministero della Salute l’istituzione della Giornata Nazionale della Salute della Donna che, dal 2016, si celebra il 22 aprile.

La serata è stata condotta da Milly Carlucci. In apertura è stato ricordato l’impegno della Presidente a favore delle donne svantaggiate attraverso varie iniziative in diverse città italiane ma soprattutto a Roma per la prevenzione e lo screening nelle carceri e nelle zone di periferia dove è stato accertato un tasso di decessi più alto a causa della cattiva alimentazione. I diversi municipi della città hanno possibilità disuguali e, forse, sarebbe necessaria una ridistribuzione delle risorse per permettere ad ogni municipio di avere un campo sportivo e una biblioteca. Inoltre bisogna aiutare non soltanto le donne quando sono in carcere, come ci insegna il Ministro Severino, presente in prima fila, ma anche quando escono per reinserirsi nel mondo del lavoro. Per il Premio Atena 2023, è salita sul palco il Ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna eletta alla Presidenza del Senato e oggi Ministro per le Riforme che ha detto, tra l’altro, che la vera parità di genere ancora non esiste e che lo sarà soltanto il giorno in cui una donna che raggiungerà una posizione di vertice. non sarà più una notizia. Il Premio speciale 10 anni Atena Donna al Premio Oscar è stato consegnato a Francesca Lo Schiavo, tre volte premio Oscar per la scenografia, "esempio per tutte le donne per aver saputo raggiungere incredibili traguardi anche a livello internazionale"; il Premio Roma 2023 per la ricerca a Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri" per le sue ricerche scientifiche e l’attenzione a favore della salute delle donne. Il prof. Garattini ha ricordato che nella ricerca i protocolli devono essere diversi tra maschi e femmine e che il 40% delle medicine ritirate dal commercio,  lo sono state  per gli effetti collaterali sulle donne. Il Premio Atena Innova nel campo delle neuroscienze è stato conferito dal prof. Colosimo alla giovane oncoematologa e ricercatrice Francesca del Bufalo per il suo lavoro di ricerca al Policlinico Gemelli.

Leggi tutto: IL PREMIO ATENA DONNA 2023

IL TELAIO MAGICO, di Giulio Maira

0
0
0
s2sdefault

Questo il titolo del libro del prof. Giulio Maira che è uno dei massimi chirurghi italiani del cervello a livello internazionale. Il prof Maira ha insegnato all’Università Cattolica del Sacro Cuore del Policlinico Gemelli di Roma e adesso all’Istituto Humanitas di Milano. Moltissime le sue pubblicazioni scientifiche, i suoi libri, i premi e i riconoscimenti. La mia stima per lui è tale che mi ci è voluto un po’ di tempo prima di trovare il coraggio di scrivere su “Il Telaio Magico” come ha chiamato questo incredibile organo che è il cervello. Per raccontarcelo il prof. Maira parte da una citazione di un famoso neurofisico inglese del secolo scorso, Sir Charles Sherrington, Premio Nobel della Medicina  che“paragonava il cervello a un telaio incantato, capace di creare per noi una realtà straordinaria, una realtà permeata di bellezza, in cui arte e cultura hanno un ruolo fondamentale.”

E Maira parte da una delle manifestazioni del cervello più elevate, l’arte e ricorda gli affreschi della Cappella Sistina, capolavoro di Michelangelo invitandoci a vedere come la Creazione di Adamo sembra riprodurre l’immagine delcervello umano rappresentato come una nuvola che avvolge Dio, come se Dio avesse voluto trasferire all’uomo il cervello e quindi le sue capacità cognitive. Cercate su Google e vedrete che è vero: quella nuvola sembra proprio il nostro cervello. Confesso che io l’ho fatto.

Leggi tutto: IL TELAIO MAGICO, di Giulio Maira

Pillole di genere

0
0
0
s2sdefault

Si è svolto il 4 maggio, a The Space Cinema Moderno di Roma,nell’ambito  di "Tulipani di Seta Nera” il  Festival Internazionale della Cinematografia Sociale, l’evento  di presentazione  della nuova serie di  “La prima donna che” di  Alessandra di Michele Bragadin, 25  pillole di 2- 3 minuti contro gli stereotipi di genere,  prodotte da Rai intrattenimento Day Time con la collaborazione della  Commissione Pari Opportunità della Rai. L’ evento è stato organizzato in collaborazione con EWMD Roma.

Questa seconda serie di pillole in onda su Rai 3, Rai1 e Rai Play   dal lunedì al venerdì alle 16.05   è state presentata da Simona  Sala,  Direttrice Rai Intrattenimento Day Time  che ha espresso la sua stima nei confronti dell’autrice e regista  che, usando il materiale Rai Teche, ha raccontato storie di donne straordinarie che con coraggio e determinazione  hanno vissuto una  ‘prima volta’ in Italia e nel mondo.

Fulvia Astolfi, presidente di Ewmd Roma, associazione europea che si batte per la parità di genere, rispondendo ad una domanda diPablo Rojas giornalista e moderatore, ha chiarito cosa si intende per empowerment femminile: “Un processo attraverso cui una donna acquisisce competenze, autonomia e potere che le permettono di compiere scelte strategiche in ambito sociale, politico ed economico….”  Pubblico numeroso e attentissimo, a volte anche commosso quando è stata raccontata la storia della prima guidatrice di autobus o quella di  RosaOliva,92 anni, che appena laureata fece domanda per fare il questore; domanda rifiutata in quanto nel bando era specificato che si accettavano soltanto uomini. Ma lei non si rassegnò e con l’aiuto del suo mentore che era figura di primissimo piano in campo giuridico, fece ricorso e… vinse aprendo così a tutte le donne italiane la carriera di questore.

Leggi tutto: Pillole di genere

Sneg, una mostra da vedere alla Galleria dl Cembalo.

0
0
0
s2sdefault

Nella splendide sale della Galleria del Cembalo, all’interno di Palazzo  Borghese , Largo Fontanella Borghese 19a Roma, è stata appena inaugurata Sneg, una mostra fotografica con scatti di Klavdij Sluban, artista francese di origine slovena dedicatosi fin da giovane alla fotografia studiando a Parigi, instancabile viaggiatore che si muove in gran parte lungo gli itinerari tracciati dalle linee ferroviarie che dall’Europa portano a Est – come la Transiberiana – alla ricerca delle sue origini e del senso della Storia. La mostra sarà visitabile fino al 13 maggio 2023.

Le fotografie esposte sono una selezione tratta da due serie dell’autore: Autres rivages. La mer Baltique e Japan.  Tutto rigorosamente in bianco e nero, più precisamente in nero, grigio e bianco, come scrive il poeta sloveno ŽeljkoKozinc, con un esposimetro manuale in fondo a una tasca, usato raramente. Ad accomunare i due progetti fotografici è una presenza costante e consistente: la neve (sneg in sloveno, lingua materna dell’autore), soggetto silenzioso dei suoi scatti.

Le immagini di Autres rivages sono il frutto di un viaggio lungo la penisola Balcanica e i Paesi bagnati dal Mar Baltico: mai completamente a fuoco, mostrano quelli che sembrano essere scorci ripresi casualmente in Polonia, Finlandia, Russia, Svezia e altre località dell’Europa dell’Est. Di contro il Giappone che Sluban restituisce con le sue fotografie è diverso da quello che siamo abituati a vedere: non giardini curati con alberi in fiore né grattacieli, ma vaste aree ricoperte di neve che ricordano piuttosto remote zone dell’Europa dell’Est, luoghi apparentemente inospitali, inaccessibili, solitari e isolati. In questa desolazione di fondo, a tratti fanno la loro comparsa dei volti, immobili quanto la neve ma pieni di compostezza ed espressività.

Leggi tutto: Sneg, una mostra da vedere alla Galleria dl Cembalo.

Gino Galli, la riscoperta di un pittore.

0
0
0
s2sdefault

Al MLAC, Museo  Laboratorio di Arte Contemporanea all’Università della Sapienza di Roma, Palazzo del Rettorato, Piazzale Aldo Moro 5, si apre dal 10 marzo la Mostra “Gino Galli (1893-1944). La riscoperta di un Pittore tra Futurismo e Ritorno all’Ordine” curata da Edoardo Sassi e Giulia Tulino e realizzata con il coordinamento scientifico di Ilaria Schiaffini, docente di Storia dell’arte contemporanea e direttrice del MLAC.

Allievo prediletto di Giacomo Balla, tra gli esponenti storici del Futurismo già dal 1914, autore e firmatario di importanti testi teorici, condirettore della rivista «Roma Futurista» (con Balla, Giuseppe Bottai e Enrico Rocca) e protagonista, nel 1919 e nel 1921, di due mostre personali presso la Casa d’arte Bragaglia di Roma, una delle più importanti gallerie dell’epoca. 

Nonostante tutto questo, Galli è stato fino a oggi un artista quasi del tutto ignoto anche alla storiografia sul Futurismo, salvo rare citazioni e non di rado errate, a partire dalla data di morte (quasi ovunque posticipata di dieci anni). 

L’esposizione, promossa da Sapienza Università di Roma, la prima in assoluto dedicata a Galli a più di cento anni di distanza dalle due personali alla Casa d’Arte Bragaglia di Roma (1919 e 1921) e a quasi ottanta anni dalla morte, prova a ricostruirne il cammino: pittore solitario, tormentato, omosessuale, appassionato di occultismo, probabilmente morfinomane, membro della polizia segreta di Mussolini (Ovra),sub-confidente nella rete di Bice Pupeschi, affascinante spia e amante del capo della polizia fascista Arturo Bocchini, ritratta dall’artista in un dipinto degli anni Trenta, l’unico esistente.

Leggi tutto: Gino Galli, la riscoperta di un pittore.

Un lavoro importante: lo specialista in anestesia e rianimazione.

0
0
0
s2sdefault

Ho incontrato la dott.sa Patrizia Andreoni, specialista in anestesia e rianimazione e Senior Consultant e Head of Department del Sultan Qaboos Comprehensive Cancer and Research Center di Muscat in Oman.

Parlando con la dott.sa Andreoni mi si è aperto un mondo.  Non avendo mai avuto operazioni importanti, non avevo idea del lavoro di un anestesista rianimatore. Per me era soltanto un medico che prima dell’operazione mi chiedeva dati, malattie e allergie e che appena compariva quando venivo portata in sala operatoria.  La realtà non è questa. Mi spiega la dott.sa: “Sicuramente il nostro lavoro consiste nell’addormentare il paziente, tenerlo addormentato e svegliarlo senza fargli avere dolore monitorando la respirazione, la pressione, il battito del cuore e altri parametri fondamentali.

Quando però c’è un intervento più grave e il processo chirurgico è pesante, il chirurgo è concentrato soltanto sull’operazione ed è responsabilità dell’anestesista rianimatore occuparsi di tutto quello che non è operazione.   È lui che deve aiutare l’organismo a sopportare un intervento impegnativo lavorando attivamente per tenere il paziente in buone condizioni.

La maggior parte degli interventi e seguiti oggi in anestesia generale portano ad una riduzione della capacità di respiro del paziente e, normalmente, ci si avvale di una macchina che aiuta il paziente a respirare. È l’anestesista che attacca il paziente al ventilatore, così come, se c’è perdita di sangue, interviene con una trasfusione. Inoltre i farmaci per l’anestesia oggi sono potenti ma molto brevi ed è l’anestesista a somministrarli per tutto il tempo che serve dall’inizio alla fine dell’operazione. L’anestesista è quindi sempre presente in sala operatoria, così come lo è in terapia intensiva.”

Leggi tutto: Un lavoro importante: lo specialista in anestesia e rianimazione.