Attualità

Lilli Gruber e il suo nuovo libro: Basta! Il potere delle donne

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Il nuovo libro di Lilli Gruber l’ho letto in una domenica di pioggia e, improvvisamente, quel grigio pomeriggio per me è diventato molto stimolante. Sono d’accordo praticamente con tutto quello che scrive in questo libro pamphlet in cui dichiara guerra agli uomini per combattere contro l’invisibilità delle donne che vengono escluse volontariamente dai ruoli decisionali e quindi contro il machismo al potere. Ho condiviso molte battaglie per i diritti delle donne soprattutto quando ero più giovane e mi sembrava che alcuni diritti fondamentali fossero ormai acquisiti, che la mentalità fosse cambiata e, comunque, fossimo ormai sulla via della parità. Ma negli ultimi anni c’è stata non solo una battuta d’arresto ma anche un ritorno al passato e questo è per me inaccettabile. Gruber ci ricorda l’effetto che ha fatto a tante donne vedere che nella foto del G20 che si è tenuto a Osaka in Giappone nel  giugno del 2019 le donne erano tre su trentotto: Angela Merkel, Christine Lagarde e Theresa May. Veramente sconsolante. Ma non basta, nell’agosto dello stesso anno nel G7 di Biarritz c’era un’unica donna: Angela Merkel. E cosa dire del linguaggio usato nei nostri confronti dai grandi della terra come Donald Trump, il sex offender per antonomasia, fino al nostrano Matteo Salvini? Qualche mattina fa a Radio 24 che io stimo e ascolto sempre, come augurio ad un noto calciatore, non ricordo se uno dei conduttori o un altro ospite, ha detto: “…e fai gol perché lo sai che chi non fa gol non tromba!” Ma si può?

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Welfare e non autosufficienza.

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Il welfare di cui tanto si parla sui giornali e in tv, altro non è che il benessere che la Commissione Salute dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute ha proposto di definire come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società". Una definizione ampia e incoraggiante che in Italia si scontra contro una realtà sanitaria e di assistenza che, soprattutto per i malati a lungo termine, risulta tristemente insufficiente. Sul Corriere della Sera di qualche giorno fa, Ferruccio De Bortoli ha analizzato in un articolo illuminante  la situazione italiana con estrema accuratezza, dovizia di dati e confronti tra la situazione italiana e quella di altri paesi europei. Il titolo dell’articolo era “Gli anziani non sono un peso” e già tutti gli over 65 hanno tirato un respiro di sollievo se non altro per la querelle che si è scatenata sulla stampa in questo ultimo anno sul peso che l’invecchiamento della popolazione riverserà sui giovani. De Bortoli  focalizza il suo articolo sui pesanti dati della non autosufficienza che è destinata a crescere in maniera preoccupante e a cui il Servizio sanitario nazionale non potrà far fronte. Ma qualche soluzione esiste come per esempio l’ausilio di altre forme di assistenza anche privata. E qui De Bortoli mette in evidenza il fatto che in Italia non esiste una forma di assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza come in altri paesi europei.

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Una donna eccezionale: Emma Carelli

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Come evento di pre inaugurazione della Festa del Cinema di Roma, è stato presentato al Teatro dell’Opera, un bel film sulla vita di Emma Carelli soprano e prima donna direttore di teatro nata a Napoli nel 1877. Il film intitolato “La Prima Donna” da un’idea di Carlo Fuortes e con la regia di Tony Saccucci ha celebrato questa diva del novecento che fiera del suo essere donna, ha incantato il pubblico di mezzo mondo e tenuto testa a uomini del calibro di Toscanini. A interpretarla Licia Maglietta che con la sua voce e il suo viso l’ha fatta rivivere con grande forza sullo schermo. Il film si avvale di interessantissimo materiale inedito tratto dagli archivi di Cinecittà e di Stato insieme a riprese originali; riviviamo così le atmosfere dei primi anni del ‘900 in un susseguirsi di immagini che, per gli amanti della storia, costituiscono un piacere straordinario.   La storia si dipana dagli esordi della Carelli fino ai successi come soprano prima in Italia e poi all’estero, soprattutto in Argentina e Brasile dove spesso tornò nell’arco della sua carriera. Poi, la scelta della direzione del Teatro Costanzi, quello che è attualmente il Teatro dell’Opera di Roma, che lei diresse dal 1912 al 1926. Un periodo molto lungo per un compito non certo facile che lei affronta con grande coraggio scontrandosi continuamente con un mondo tradizionalmente fatto da uomini. Anche con quello che fu suo marito, Walter Mocchi, di cui fu follemente innamorata, fu poi un rapporto difficile e molto contrastato sia nel privato che nel lavoro.

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RURAL FESTIVAL: LA BIODIVERSITÀ AGRICOLA

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A Lesignano de’ Bagni, Rivalta poco lontano da Parma si è svolto il Rural Festival, un evento che raduna agricoltori e allevatori custodi di Emilia, Toscana e Liguria che con grande fatica e passione, ogni giorno lavorano per per tutelare e salvare dalla generalizzazione antiche varietà vegetali e antiche razze animali che erano diffuse su queste terre e che da decenni erano abbandonate e quasi estinte. Qui si incontra la biodiversità non solo nei prodotti presentati ma sui volti e nelle parole di di questi agricoltori e allevatori che ci fanno gustare profumi e sapori scomparsi. È Mauro Ziveri l’autore di questa iniziativa. Scrive Ziveri nella prefazione del libro appena pubblicato Rural, Biodiversità Agricola.   “…voglio dire grazie a tanti custodi agricoltori e allevatori per l’impegno che mettono, giorno dopo giorno, con il loro lavoro. Ammiro profondamente questa loro idea fissa di qualità antica senza mai scendere a compromessi, con incrollabile tenacia, senza variare le tecniche di una volta…” Ed è lui l’allevatore custode di antiche razze di maiali neri. Nella sua azienda agricola questi animali vivono liberi di pascolare  in ampi spazi collinari crescendo all’aperto e nutrendosi di erba fresca, tuberi, bacche e ghiande che trovano in natura a cui si aggiungono mais, orzo, frumento e favino. Niente ogm, niente antibiotici. Ogni maiale ha a disposizione circa mille metri quadrati dove correre libero di fare ciò che vuole.L’idea di questo allevamento gli è venuta perché voleva produrre un prosciutto migliore rispetto agli standard , tornando indietro per riscoprire profumi e sapori di una volta. Ma non solo. Questo prosciutto contiene una maggiore percentuale di omega 3 e, inoltre, il rapporto omega 3 e omega 6  è più equilibrato a beneficio di una alimentazione più salutare.

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L’importanza di avere vicino un animale.

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Come avete sicuramente letto sui giornali, qualche settimana fa è uscito uno studio che in cui si dimostrava, cifre alla mano, che in Italia il numero degli animali ha superato quello degli umani: 60,4 milioni contro 59,,2. Quando si parla di pet e cioè di animali da compagnia si includono non solo cani e e gatti ma uccellini, pesci, pappagalli, furetti, conigli, criceti etc.

Devo dire che mi è sembrato un dato incredibile, come se gli esseri umani rivolgessero in qualche modo il loro affetto agli animali domestici perchè  sono migliori, ti stanno accanto, ti aspettano, ti danno affetto senza chiedere nulla se non un po’ di pappa.

A Milano si è conclusa da poco “Pet in the city “una  manifestazione per gli animali da compagnia organizzata senza gabbie come normalmente si usa fare in questo settore. Sempre a Milano la “Pet week” ha invaso la città e informato i cittadini su tutto ciò che riguarda i cani dal carattere al comportamento alla Pet economy con informazioni sia per chi ha già un pet sia per chi vorrebbe averlo.

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Il nuovo libro del prof. Giulio Maira: “Il Cervello è più grande del cielo”

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Bellissimo il nuovo libro di Giulio Maira, “Il Cervello è più grande del cielo” edito da Solferino.  Questo non soltanto perché è una miniera di informazioni molto interessanti sul funzionamento del cervello che vengono spiegate ai non addetti ai lavori in modo semplice e chiaro ma è anche ricco di esperienze di operazioni di neurochirurgia che vengono raccontate con una umanità straordinaria. Questa umanità direi che è il filo conduttore del libro anche quando le spiegazioni diventano più difficili. Dice il professore all’inizio del suo libro: ”La neurochirurgia è stata la passione che mi ha accompagnato per tutta la vita. Penso sia tra i lavori più affascinanti che si possano immaginare, ma allo stesso tempo è un lavoro impegnativo per l’enorme responsabilità che ogni operazione comporta; da come si muoveranno le mani del chirurgo dipenderà se la psiche o l’integrità fisica di quella persona, in pratica ciò che la caratterizza come persona, verranno preservate, se sarà come prima o no.” Poi, quasi prendendoci per mano, ci introduce in un viaggio nel mondo delle neuroscienze. Le cifre per darci un’idea del cervello sono quasi incredibili: “…consta di quasi cento miliardi di neuroni, la cosiddetta sostanza grigia, capaci di realizzare milioni di miliardi di connessioni.

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