Attualità

2 Giugno: il discorso del Presidente Mattarella

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Il 2 giugno, come ogni anno, in Italia si festeggia l’anniversario della Repubblica Italiana per ricordare il 2 e il 3 giugno 1946 giorni in cui si tenne il referendum con cui gli italiani furono chiamati a decidere quale forma di stato dare al paese, monarchia o repubblica. Eravamo alla fine della Seconda guerra mondiale ed il fascismo era caduto da qualche anno.

Gli italiani scelsero la repubblica.

In questa occasione, il Capo dello Stato pronuncia uno dei suoi discorsi più importanti. E quello di quest’anno è stato particolarmente significativo per la fiducia che ci ha trasmesso dopo un periodo così difficile, fiducia in una rinascita che ha paragonato a quella che l’Italia ha compiuto dopo la seconda guerra mondiale, uno dei periodi più difficili vissuti dal paese. Ha detto il Presidente Mattarella: “Come lo fu allora, questo è tempo di costruire il futuro.” Tanti i temi affrontati dal Presidente, tra cui l’uguaglianza: “C’è un articolo, in particolare, della nostra Costituzione, quello sull’uguaglianza, che suggerisce una riflessione su quanto sia lungo, faticoso e contrastato il cammino per tradurre nella realtà un diritto pur solennemente sancito.Questo principio, vero pilastro della nostra Carta, ha rappresentato e continua a rappresentare una meta da conquistare. Con difficoltà, talvolta al prezzo di dure battaglie. Per molti aspetti un cammino ancora incompiuto. Penso alle differenze economiche, sociali, fra territori. Penso alla condizione femminile, all’impegno delle donne per una piena, concreta affermazione del diritto all’uguaglianza. Desidero ricordare la figura di una donna, Lina Merlin, pioniera della dignità femminile. Rammento la norma che precludeva alle donne l’accesso a molti importanti uffici pubblici, giudicata illegittima dalla Corte costituzionale nel 1960. Una storia che forse i giovani non conoscono e che oggi non può che sembrar loro inconcepibile. Così come è inconcepibile - non soltanto per i giovani - apprendere che il diritto di votare delle donne, nel 1946, è stato una conquista. Si comprende allora come l’elezione a Presidente della Camera, nel 1979, di un’altra donna della Repubblica, Nilde Iotti, sia stata un passo decisivo nell’affermazione del protagonismo delle donne nella vita delle istituzioni.”

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Longevity 2.0

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La scorsa settimana ho partecipato ad un incontro via web molto interessante dal titolo “L’invecchiamento è una grande opportunità, approfittiamone per tempo” organizzato da Aging 2.0 Roma. Pur essendo io sempre stata convinta che gli over 65 possano vivere una seconda vita anche lavorativa, il titolo mi ha fatto un po’sorridere perchè l’idea che l’età possa diventare un’occasione e magari un vantaggio è a dir poco inusuale. Poi, seguendo la conversazione, mi si è aperto un mondo di cui avevo avuto coscienza ma senza immaginare quanto i cambiamenti tecnologici in atto potessero impattare positivamente sugli over 65. Anna Benini che ha ideato e realizzato una start up di caregiving,aprendo l’incontro ha spiegato che Aging2.0 Roma ha individuato due ragioni principali per occuparsi di questi temi: il ritardo italiano nell’affrontare il problema della longevità crescente e la riproduttività sotto soglia. I paesi più longevi cioè dove più del 20% della popolazione ha più di 65 anni, rimangono Giappone, Germania e Italia.E l’Istat ci dice che in Italia gli over aumenteranno ancora arrivando al 30% nel 2030. Il cambiamento più importante auspicato da Anna Bernini è un vero e proprio capovolgimento di mindset in cui gli anziani non sono più visti sotto l’aspetto salutistico come un peso per le nuove generazioni ma come una opportunità in cui vengono date loro nuove occasioni e considerando l’invecchiamento come un mercato in cui aggregare aziende, istituzioni che, insieme al digitale e alle nuove tecnologie potranno  realizzare il cambiamento. Stiamo parlando della silver economy.

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La salute delle donne.

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Il 22 aprile in occasione della Giornata Nazionale della Salute delle Donne, Atena Onlus, l’Associazione di cui è presidente il prof. Giulio Maira, ha voluto lanciare un messaggio a tutte le donne, #CONCENTRATISULLATUA SALUTE per ricordarci di non trascurare la prevenzione della nostra salute anche in questo periodo così difficile. Costituita nell’aprile del 2001 dal prof. Maira, Atena Onlus ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere la ricerca nel campo delle Neuroscienze, migliorare la cura di alcune patologie neurologiche, favorire la prevenzione e la conoscenza delle malattie che riguardano il cervello. È impegnata inoltre ad avviare nuovi progetti di ricerca, costituire laboratori, finanziare giovani ricercatori ed elargire borse di studio. Carla Vittoria Cacace Maira ha creato, unitamente al Presidente Giulio Maira, uno spazio dedicato alla salute femminile e all’informazione e prevenzione su temi che riguardano la salute delle donne, dalla nascita alla senescenza: il Comitato Atena Donna. Il Comitato ha avviato un percorso di volontariato sanitario attraverso una serie di convegni aperti al pubblico, con medici e giornalisti. Obiettivo: avvicinarsi a quelle donne che più di tutte hanno bisogno di aiuto e che spesso non possono permettersi cure e visite specialistiche approfondite, per informarle sui temi che riguardano la loro salute. Sul sito dell’Associazione hanno registrato i loro messaggi, Maria Elisabetta Casellati, Mara Carfagna, Elisabetta Belloni, Beatrice Lorenzin,Ornella Barra, Patrizia Polliotto.

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Uno sgarbo istituzionale grave.

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Tutti i giornali, le tv e il web hanno mostrato  quanto è accaduto in occasione della visita ufficiale della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Charles Michel a Erdogan presidente della Turchia. Sì, perché le sedie preparate per l’incontro erano soltanto due e ci si sono seduti Erdogan e Michel, lasciando la Von der Leyen relegata ad un divano laterale. Se Erdogan e il suo cerimoniale non hanno scuse, ancora più grave a me sembra la posizione del presidente Michel perché formalmente la carica di presidente della Commissione è superiore rispetto a quella del presidente del Consiglio. Senza dubbio non si sarebbe dovuto nemmeno sedere, lasciando il posto alla destra di Erdogan alla Von der Leyen. Incredibilmente non l’ha fatto! Chi crede nei valori europei in tema di parità di genere non si è sentito più rappresentato da chi li tradisce.  Da qui da più parti la richiesta di dimissioni.

Per quanto riguarda la Turchia di Erdogan, Il 22 marzo scorso il paese si è ritirato, sotto la pressione della parte più conservatrice del paese, dalla convenzione di Istambul il cui scopo è prevenire e combattere la violenza contro le donne sostenendo che danneggia i valori della famiglia tradizionale.Certo dal presidente della Turchia ci si può aspettare poco nei confronti della parità di genere. Ma dal presidente del Consiglio europeo un comportamento così profondamente maschilista è inaccettabile e ci fa capire quando sia difficile sradicare una mentalità che non riesce ad accettare la parità.

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Contagi, continuiamo a stare attenti!

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Da sempre attenta lettrice del Corriere della Sera, oggi 10 maggio, in prima pagina leggo con grande stupore un articolo di Carlo Verdelli in cui vengono citate le parole di una giovane che intervistata nella trasmissione televisiva “ Dritto e rovescio”  andata in onda su Retequattro, ha detto: “Comunque i giovani della mia età non muoiono di Covid. Neanche mio padre che ha 50 anni muore di Covid. No, dai, muoiono solo le persone anziane…Anche i miei nonni. Tengo molto ai miei nonni, ma se devono morire, morissero, cioè.”

Condivido pienamente lo sdegno di Verdelli e ho provato anche una infinita tristezza nel leggere le parole della ragazza. Tristezza che già avevo sentito vedendo ieri, in tv, le immagini dei Navigli a Milano strapiene di giovani all’ora dell’aperitivo senza alcun distanziamento e senza mascherina. Stesse scene viste anche a Torino, a Napoli, a Roma, in Sicilia. La voglia di libertà prevale su tutto e non solo tra i giovani che dovrebbero stare particolarmente attenti perché sono loro che, se contagiati e magari asintomatici, tornando a casa trasmetteranno il virus ai loro nonni. Quella mascherina che salva la vita a tanti, i giovani non la mettono chissà perché. Forse credono di essere “fighi”e pensano così di sfidare il virus, quando invece loro sono protetti dagli altri che quella mascherina se la mettono.

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Riaprono i musei italiani.

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Ecco una bella notizia: dal 26 aprile riaprono i musei e i luoghi della cultura, naturalmente nel rispetto delle regole anti Covid. È stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi a comunicarlo qualche giorno fa in una conferenza stampa insieme alle molte riaperture che riguardano diversi settori, dallo sport ai cinema, ai teatri e alla ristorazione. Tutto soltanto nelle regioni di colore giallo. Ogni museo ha pubblicato le regole che vanno seguite per la visita. Così per esempio sul sito dei Musei Vaticani troviamo l’obbligo della mascherina, la misurazione della temperatura all’ingresso, la distanza minima di un metro, la prenotazione obbligatoria con ingressi contingentati, gruppi composti massimo da 20 persone e l’esclusione delle visite la domenica. Ma in realtà tutte queste regole che sono un valido contributo contro la diffusione del Covid e una garanzia per chi effettua la visita, ci permetteranno anche di vedere i capolavori contenuti nei musei con più tranquillità senza fare la gincana in mezzo a sale sovraffollate come purtroppo è avvenuto negli ultimi anni soprattutto durante il week end.

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