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ATTUALITA'

Rancore, un giallo di Gianrico Carofiglio

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Mi piace molto la scrittura di Gianrico Carofiglio, ma questo romanzo l’ho veramente divorato durante un giorno di riposo, unico lascito positivo del  Covid. Scrittura asciutta, stile impeccabile e colto ma mai saccente, ecco che Carofiglio inventa Penelope Spada, ex magistrato, etica ferrea, ora investigatrice privata senza licenza la cui storia personale viene svelata contemporaneamente al dipanarsi di una indagine che le viene chiesta dalla figlia di un noto chirurgo morto all’improvviso, apparentemente per infarto, il prof. Vittorio Leonardi. Il professore ha lasciato la maggior parte dei suoi averi alla seconda, giovanissima moglie provocando la reazione della figlia Marina che vuole impugnare il testamento pensando più ad un assassinio, magari per interesse ,visto che il padre aveva manifestato la volontà di cambiarlo. E Penelope Spada si mette a studiare il caso con pazienza e determinazione senza tralasciare nulla anche il più piccolo e insignificante particolare. Nelle indagini vengono raccolte moltissime informazioni, si fanno tanti colloqui, domande apparentemente poco importanti ma alla fine quella massa indistinta prende forma e ci porta a individuare la verità.

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Galleria MUCCIACCIA, Urban Rhythms di Angel Ortiz, street art newyorkese

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Fino al 14 gennaio 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma Mucciaccia Gallery Project, in via Laurina 31, Urban Rhythms, una mostra personale dedicata allo streetartist newyorkese, Angel Ortiz (conosciuto come LA II), a cura di Daria Borisova.

In mostra 17 nuove opere dello streetartist newyorkese, che ha sviluppato uno stile inconfondibile: una fusione accattivante di influenze diverse che vanno dalla scrittura egizia alle antiche pitture rupestri, una combinazione di colori vintage per evocare un senso di nostalgia. Ogni opera cattura l'essenza della vita urbana, pulsante, con ritmi vibranti e movimenti dinamici, invitando gli spettatori a immergersi nell'accattivante sinfonia della visione dell’artista.

Nato nel 1967 da una famiglia portoricana residente nei BaruchHousingProjects del Lower East Side di New York, Ortiz ha scoperto la sua passione per l'espressione artistica in tenera età. A soli 10 anni inizia a lasciare le sue impronte colorate sui muri del quartiere, segnando l'inizio di un percorso artistico straordinario, adottando lo pseudonimo di LA II, che simboleggia un "Piccolo angelo”. Nel 1980, all’età di 13 anni, le strade di Ortiz e di Keith Haring si incontrano, essendo entrambi attratti dal fascino e dall’energia grezza dei graffiti. La loro passione condivisa per l’arte crea una profonda amicizia e una collaborazione creativa unica che avrebbe plasmato le loro vite per sempre.

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Peter Blake alla Mucciaccia Gallery. Roma, Largo delle Fontanella di Borghese 89

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Dal 19 ottobre 2023 al 18 gennaio 2024 Mucciaccia Gallery presenta nella sua sede di Roma With Love, la mostra più ampia e approfondita finora realizzata in Italia dell'acclamato artista britannico Peter Blake, pittore, scultore, disegnatore e stampatore, spesso definito “il Padre della Pop-Art Britannica”, a più di quindici anni dalla sua partecipazione alla mostra Pop Art 1956–1968 che si è tenuta nel 2007 alle Scuderie del Quirinale. 

La mostra, a cura di Jonathan Watkins – curatore, ex direttore della Ikon Gallery (Birmingham, UK), per la quale ha curato anche progetti al Castello di Rivoli di Torino, alla Biennale di Venezia e alla Tate di Londra – vuole ripercorrere la lunga carriera di Peter Blake, oggi novantunenne, con più di 160 opere esposte, tecniche miste, collage su carta e su legno, tele e sculture, datate dal 1956 al 2023.

Il titolo dell’esposizione, With Love. Peter Blake, pone l’accento sul profondo affetto dell’artista verso i soggetti umani, sia che appartengano al mondo del jet set che agli strati sociali più poveri, ai quali è legato per la propria storia familiare.

Peter Blake (1932) è nato a Dartford, nel Kent; nelle sue opere inizia presto ad utilizzare immagini tratte dalla pubblicità, dall'intrattenimento, dalle music hall, per trarne dei collage.  Tra i più noti lavori sono le copertine di album musicali, come ad esempio quella di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967) dei Beatles, ideata con la moglie Jann Haworth, in occasione della quale l’artista ha allestito un vero e proprio set fotografico con sagome di persone a grandezza naturale da cui è stata poi tratta una fotografia.

Ad accogliere il visitatore in Galleria è proprio un’opera nella quale campeggia una grande foto dei Beatles, lo schermo pieghevole LOVE (2010-15), un collage scultoreo che evoca con forza il pop e il glamour del dopoguerra. 

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“LE NUOVE SFIDE DEI SENIOR”, una ricerca importante per tutti noi.

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È stata appena presentata a Milano una ricerca di Osservatorio Senior in collaborazione con Astra Ricerche sulle Nuove sfide dei Senior: Invecchiamento Attivo, Rapporti tra Generazioni, Silver Ecology: tra Silver Economy e Sostenibilità.

Enrico Oggioni presidente e fondatore di Osservatorio Senior, ha introdotto e raccontato la ricerca fornendone i parametri base: 1000  interviste su un campione tra i 60 e i 75 anni per capire cosa pensano gli over e come stanno affrontando queste sfide. Dice Oggioni che l’importanza di essere e rimanere attivi in età matura è ormai riconosciuta quasi da tutti (97%) includendo in questo essere attivi oltre al lavoro anche l’impegno sociale, l’attività fisica, gli aiuti familiari, ecc.

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Alla Casa di Goethe la mostra di Max Peiffer Watenphul

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Abbiamo spesso parlato del benessere che si prova dopo aver visto quella che consideriamo una bella mostra: oggi vi consigliamo quella che apre al pubblico al Museo Casa di Goethe, in Via del Corso 18, Roma la mostra “Max Peiffer Watenphul. Dal Bauhaus all’Italia” a cura di Gregor H. Lersch, direttore del Museo e dedicata a questo singolare artista del modernismo.

Irrequieto, indipendente, eclettico, avvocato prima, artista dopo, studente al Bauhaus di Weimar, Peiffer Watenphul si muove nei circoli d'avanguardia degli anni Venti. Fu un appassionato fotografo di soggetti con identità queer, un pittore di città e paesaggi e un viaggiatore incessante, soprattutto dopo che uno dei suoi quadri fu esposto alla mostra “Arte Degenerata” nel 1937. 

Numerosi infatti i suoi viaggi in Europa, Africa e Messico, decine di traslochi in molte città tedesche, una residenza a Roma, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo nel 1931-1932, poi periodi vissuti a Venezia, Salisburgo e, dopo il 1945 con il passaggio a piedi del confine fra Austria e Italia attraverso le montagne, il suo trasferimento in Italia presso la sorella, che aveva sposato un italiano, e ancora viaggi e soggiorni fra Venezia, la Toscana e Roma dove morì nel 1976 e dove riposa, sepolto nel Cimitero acattolico.

Realizzata in collaborazione con le Kunstsammlungen di Chemnitz, Museum Gunzenhauser, la mostra alla Casa di Goethe ripercorre con 33 dipinti e 14 fotografie la persistenza delle idee del Bauhaus nel suo lavoro di pittura e fotografia, seguendo il percorso di Max Peiffer Watenphul dalla Germania all'Italia e contestualizzando il suo lavoro nella tradizione degli artisti tedeschi in Italia e della Sehnsucht dei tedeschi per il Bel Paese. 

"L'ultima esposizione di opere di Max Peiffer Watenphul in Italia risale al 2000, presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma, ed è quindi giunto il momento di dare un nuovo sguardo alla sua opera in Italia. Con la retrospettiva al Museo Casa di Goethe, e ci poniamo l'obiettivo di mostrare il panorama artistico del Ventesimo secolo tra Germania e Italia e di rintracciare gli sviluppi modernisti più insoliti che sono caduti nell'oblio. Max Peiffer Watenphul, il cui studio si trovava in via dei Greci, a pochi metri dalla Casa di Goethe, è quindi di particolare interesse nella Città Eterna", commenta Gregor H. Lersch. 

Durante gli studi al Bauhaus di Weimar dal 1919 al 1922, periodo che ha profondamente plasmato la sua sensibilità e creatività, Max Peiffer Watenphul entra in contatto con artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Otto Dix, Alexej von Jawlensky e Oskar Schlemmer che influenzano il suo lavoro, dalla pittura di figura al lirismo paesaggistico, mantenendo comunque un percorso divergente rispetto ai canoni del Modernismo. 

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Alla riscoperta di Loro Ciuffenna.

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Dopo qualche anno di assenza tornare a Loro Ciuffenna nel Valdarno è sempre per me una emozione nuova. Questo piccolo borgo medievale che si fa risalire al 1059, è rimasto intatto come se il tempo non si fosse mai fermato. Arrivando dall’autostrada A1, un viale alberato ci porta attraverso un ponte sul fiume Ciuffenna, quasi al centro del paese. Quasi d’obbligo fermarsi sul ponte per ammirare l’antico mulino ad acqua del 1100 ancora intatto, con la ruota di legno che girava per macinare il grano e fare la farina. Sul ponte poi c’è il bar della signora Cristina, famoso per un ottimo caffè e per il gelato squisito. Si arriva così alla grande piazza dove domina il Palazzo Comunale con il museo dedicato a Venturino Venturi, uno dei più rappresentativi artisti del 900’ italiano, che regalò parte della sua collezione di opere al Comune dove era nato. Quando poi l’edificio fu restaurato si aggiunse anche una parte dedicata all’arte contemporanea. Ma ecco che davanti a noi si staglia un arco antico sotto una torre rosso scuro con un grande orologio.

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