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Roma celebra il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte con la mostra “ Napoleone e il mito di Roma” che inaugura la riapertura dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali.  Lo scopo della mostra è di ripercorrere il rapporto tra l’imperatore francese, il mondo antico e Roma. I visitatori avranno la possibilità di visitarla dal 4 febbraio al 30 maggio 2021.

Annessa all’Impero dal 1809 al 1814 e città imperiale seconda solo a Parigi per volontà di Napoleone stesso, Roma, e più precisamente l’area archeologica dei Fori Imperiali, fu oggetto di scavi promossi dal Governo Napoleonico di Roma tra il 1811 e il 1814 per liberare l’area a sud della Colonna di Traiano, che Napoleone aveva già preso a modello per la realizzazione tra il 1806 e il 1810 della Colonna Vendôme a Parigi. I Francesi volevano applicare a Roma quei criteri di ordine urbanistico che, nei loro intenti, l’avrebbero trasformata realmente in una seconda Parigi. Ispirarsi alla Roma Imperiale in ogni suo aspetto per celebrare la magnificenza di Napoleone e della sua famiglia divenne ben presto una consuetudine e portò inevitabilmente con sé l’uso di un linguaggio di propaganda ispirato all’Antico, caratterizzato dalla rappresentazione dell’Imperatore come erede dei grandi condottieri del passato, degli Imperatori romani, se non addirittura come eroe e divinità dell’antica Grecia, in un rimando costante a Roma Imperiale, alla sua arte e alla sua cultura.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 3 macro-sezioni e comprende oltre 100 opere –tra cui sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e oggetti di arte cosiddetta minoreprovenienti dalle Collezioni Capitoline nonché da importanti musei italiani ed esteri.

La prima macro-sezione evidenzia il rapporto tra Napoleone e il mondo classico, seguendo la formazione del giovane Bonaparte, anche attraverso l’adozione di diversi modelli tratti dall’Antico, utilizzati di volta in volta per trasmettere messaggi di potere, buon governo e conquiste militari, fino alla divinizzazione della sua figura. In questa sezione  saranno presenti opere antiche e moderne di eccezionale valore storico, che illustrano il percorso biografico di Napoleone e, allo stesso tempo, i suoi modelli e riferimenti culturali.

Tra le opere esposte, ad esempio, il gesso di Louis Rochet per la statua di Napoleone cadetto a Brienne (inizialmente visibile attraverso una riproduzione fotografica) dal Musée  d’Yverdon et Région (Yverdon-les-Bains), il bronzo raffigurante Alessandro Magno a cavallo dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il grande bronzo di Lorenzo Bartolini raffigurante Napoleone I Imperatore, dal Louvre, in cui Bonaparte è ritratto all’antica, con la corona d’alloro e le fattezze di un imperatore romano. Grandezza militare e visione di un impero sconfinato legano infatti Alessandro Magno a Napoleone il quale, come già molti condottieri prima di lui, tra cui Giulio Cesare, fece propria l’imitatio Alexandri. Napoleone si confrontò idealmente con altri imperatori come Augusto, presente con un ritratto in marmo proveniente dai Musei Capitolini. Nota era anche la sua ammirazione per Annibale, qui evocata dalla copia moderna del cosiddetto Annibale del Quirinale. La macro-sezione si chiude con la morte e l’apoteosi di Napoleone, considerato un eroe antico ma anche un santo e un taumaturgo, in continuità con i re del medioevo francese, come raffigurato nel celebre dipinto di A.J. Gros, Il generale Bonaparte visita gli appestati di Jaffa, presente in mostra attraverso l’incisione di A.C. Masson, proveniente dal Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts di Ajaccio.

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Parigi. L’imperdibile mostra su Coco Chanel “Gabrielle Chanel. Manifeste de Mode”

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Il Palais Galliera, il museo della moda della città di Parigi, presenta la prima retrospettiva parigina di una stilista fuori comune: Gabrielle Chanel (1883 – 1971).

Negli anni in cui Paul Poiret domina il mondo della moda femminile, Gabrielle Chanel, prima nel 1912 a Deauville, poi a Biarritz e a Parigi, rivoluziona il mondo della couture, realizzando un vero e proprio “manifesto della moda”.

Gabrielle Chanel consacrò la sua lunga vita a creare, perfezionare e promuovere una nuova forma di eleganza fondata sulla libertà di movimento, un’ attitudine naturale e disinvolta, uno chic raffinato e lontano dalle stravaganze, uno stile senza tempo per una donna  moderna. Questo è il suo “manifesto della moda”, un’eredità di attualità la cui identità si potrà vedere al Palais Galliera.

La prima sezione della mostra, evoca, gli inizi di Gabrielle Chanel, con alcuni capi emblematici, tra cui la famosa blusa alla marinara in jersey creata nel 1916. La mostra invita il visitatore a seguire l’evoluzione dello stile Chanel, l’inconfondibile stile chic, che si identifica nelle petites robes noires e nei modelli sportivi dei ruggenti anni “20, fino ad arrivare ai vestiti sofisticati degli anni “30. Un’intera sala è consacrata al profumo N°5 creato nel 1921 che racchiude nel suo aroma la quintessenza dello spirito di “Coco” Chanel.

La mostra si sviluppa in dieci capitoli, dieci ritratti fotografici di Gabrielle Chanel che punteggiano la scenografia della mostra e dimostrano come la stilista è stata l’incarnazione del suo marchio. L’avvento della guerra porta alla chiusura della maison Chanel, rimane aperto solo il famoso negozio ubicato al numero 31 di rue Cambon  con la vendita dei profumi e degli accessori. Dopo la guerra, Gabrielle Chanel contesta Christian Dior e il  New Look, caratterizzato da abiti con bustino e risponde a questo stile, nel 1954, con il suo ritorno alla couture,  riaffermando così il suo ideale di moda. La seconda parte della mostra è tematica ed è un invito  a decriptare i suoi codici sartoriali:  il tailleur in tweed, la scarpa decolleté bicolore, la borsa trapuntata 2.55, i colori nero,  beige, rosso, bianco ed oro… senza dimenticare la bigiotteria e i gioielli indispensabili per interpretare lo stile Chanel.

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La guida “Zero Waste” di Marevivo.

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Ho trovato molto interessante la guida contro gli sprechi di Marevivo che potete trovare sul sito www.marevivo.it

Ormai la questione è all’ordine del giorno ma tutti pensiamo quasi sempre agli sprechi pubblici anche se, in realtà, ciascuno di noi può contribuire ogni giorno verso un cambiamento che porti ad uno stile di vita più sostenibile.

“Riconsideriamo quello che ci serve, riutilizziamo gli oggetti il più possibile, ricicliamo correttamente ciò che buttiamo via.” Questo ci suggerisce la guida di Marevivo che poi spiega che “viviamo in una economia lineare, dove sfruttiamo le risorse della Terra per trarne profitto, i prodotti di breve durata sono preferiti perché sono più a buon mercato e la lunga durata e la riparazione sono evitati perché è più redditizio vendere nuovi prodotti che mantenere e riparare quelli vecchi.

L’obiettivo zero waste è quello di passare ad una economia circolare in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro”. Ma noi cosa possiamo fare? “Dal cibo ai vestiti, dai mobili ai libri: tutto può avere una seconda vita ed essere donato o redistribuito tramite iniziative solidari”. Chi di noi durante le lunghe giornate a casa della pandemia non ha dedicato almeno un giorno a mettere a posto gli armadi trovando vestiti mai più messi da anni, ormai diventati magari troppo stretti o corti e che da tempo avremmo potuto donare a chi non possiede nulla? Adesso con i raccoglitori gialli di abiti usati che si trovano in ogni quartiere, ci è stato anche facilitato lo smaltimento.

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Il desiderio di essere come tutti.

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Questo libro di Francesco Piccolo, edito da Einaudi, ha vinto il premio Strega nel 2014, ma io l’avevo perduto e solo ora l’ho comprato dopo averne letto qualche pagina a casa di amici.E’ come rivedere gli ultimi quaranta anni della politica italiana intrecciati alla vita del protagonista. L’autore è estremamente sincero con se stesso ma ci strappa  anchemolti sorrisi nelle descrizioni ironiche di alcuni momenti cruciali della sua vita. A cominciare da una data “ il 24 giugno 1974 al settantottesimo minuto di una partita di calcio , quando sono diventato comunista…” quando Germania est e Germania ovest si affrontavano ai mondiali . E lui che aveva dieci anni, si trova schierato dalla parte  della prima con quella che suo padre e i giornali trattavano come “la squadra delle riserve” , quasi una squadra di serie B. “Pian piano cominciai a sentire un’incontrollabile simpatia per quegli sconosciuti, più deboli, più fragili, più lontani, più poveri e con le tute più tristi…” Rimane affascinato da Berlinguer e la politica italiana si snoda nelle pagine del libro intervallatada due storie d’amore importanti raccontate con grande ironia, la prima con  Elena, compagna di banco al liceo scientifico che faceva parte del Movimento all’epoca del rapimento Moro, e l’altra Chesaramaiche poi diventerà sua moglie….

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Parigi celebra il bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte con una grande mostra.

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In occasione del bicentenario  della morte di Napoleone Bonaparte, i musei nazionali francesi Grand Palais, La Villette e Re Re/Adonis hanno organizzato una spettacolare mostra a Parigi dal 14 aprile al 19 settembre 2021. Hanno partecipato all’allestimento dello spazio espositivo, contribuendo in maniera molto generosa, il musée de l’Armée, il musée National du château de Fontainebleau, il Louvre, il musée national des châteaux de Malmaison et Bois-Préau, il Mobilier National e la Fondation Napoléon.

La mostra “ Napoléon” celebra l’inverosimile destino di un personaggio complesso, che fu ammirato e discusso, vittorioso e sconfitto, eroico e tragico, un personaggio romanzesco che tutt’oggi affascina ancora i nostri contemporanei. La mostra metterà in evidenza l’eredità politica e culturale lasciata da Napoleone Bonaparte, che ha segnato profondamente alcuni paesi, tra cui la Francia, ma anche gli errori da lui commessi.

La mostra si sviluppa su alcuni grandi temi che raccontano i primi anni di apprendimento presso il collegio militare di Brienne; le campagne d’Italia (1796) e d’Egitto (1799); il colpo di Stato del 18 brumaio e il Consolato; l’avvento dell’Impero, documentato da due sconfitte militari, la campagna di Spagna (1808) e la campagna di Russia (1812); i Cento giorni e il suo declino definitivo dopo la battaglia di Waterloo.

All’interno del percorso espositivo saranno realizzate  delle ricostruzioni scenografiche di grande impatto visivo, che raffigureranno le opere artistiche e la vita di corte, un periodo seppur breve, parliamo di 15 anni, ma che influenzò in modo perenne le arti decorative;  com’è dimostrato dalla produzione di mobili e  oggetti artistici, in stile egizio, realizzati dopo la campagna d’Egitto. Una parte della mostra illustrerà l’evoluzione dello stile, al culmine dell’Impero, si potrà vedere la rievocazione della sala del trono ed anche di una tavola apparecchiata con le più ricche produzioni  decorative dell’epoca, ma non solo, saranno esposti  magnifici abiti portati a corte, armi di lusso, porcellane di Sèvres,  pezzi unici d’argenteria, la monumentale carrozza realizzata in occasione del matrimonio di Napoleone con Maria – Luisa  ed anche il più modesto carro funebre utilizzato per  le esequie di Napoleone a Sant’Elena.

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Torniamo a vedere le mostre online.

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Purtroppo il Covid sta raggiungendo picchi di contagio rilevanti e tutti raccomandano maggiore prudenza e pochi contatti. Per gli amanti dell’arte si ritorna a guardare le mostre sul computer che sarà una occupazione piacevole soprattutto ora che con il cambiamento dell’ora legale, farà buio presto e i pomeriggi a casa saranno più lunghi. Cominciamo a vedere cosa c’è.

Il Museo del Louvre dedica alla cultura del ‘900 una serie di mostre on line di opere visive contenute negli archivi che si possono anche comprare.  E’ un vero Amarcord dei tanti eventi di quel secolo. C’è anche una sezione di fotografie “La fotografia al femminile”. Il sito è www.ilmuseodellouvre.com

Le Gallerie degli Uffizi presentano un tour virtuale della imponente  collezione di pittura veneziana del cinquecento nelle nuove sale inaugurate nel 2019  www.uffizi.it

A Venezia, alla Fondazione Cini, Le Stanze del Vetro sono visitabili on line con un nuovo

virtual tour 3D. La mostra, Venezia e Studio Glass Americano, è in corso all’Isola di San Giorgio Maggiore.www.lestanzedelvetro.org

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