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Categoria: TENDENZE
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Pubblicato: Lunedì, 06 Luglio 2020 14:17
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Scritto da Raffaella Tesori
Il libro “Ne uccide più la lingua che il Covid, La guerra delle parole” della giornalista Romina Gobbo parla della comunicazione e del linguaggio giornalistico e istituzionale al tempo della pandemia da Coronavirus.
Dice Romina Gobbo:“All’inizio, si tendeva molto a minimizzare, si parlava poco più di un’influenza, da parte anche di persone autorevoli, poi siamo passati all’estremo, andando avanti, sembrava quasi che fossimo al tempo della peste.
Sono state utilizzate tantissime metafore tra cui quella che ha avuto maggior influenza è stata la metafora bellica ed è per questo che il sottotitolo del mio libro è: “La guerra delle parole”. La domanda era ma perché utilizziamo un linguaggio tratto dal mondo militare? Il lessico italiano è talmente povero che non sappiamo come definire un evento nuovo come lo era questo virus? Oppure in realtà c’era in qualche modo una volontà di creare una tensione? Io non do risposte nel libro, ognuno farà le sue riflessioni. Certo che un linguaggio che continuamente parla di guerra sicuramente crea una paura, questo ha fatto sì che la gente accettasse le restrizioni che sono state poste per evitare la diffusione del contagio. C’è un momento molto particolare, il 17 marzo, in cui il premier Giuseppe Conte dice proprio:”Siamo in guerra”. Una settimana prima l’aveva detto Macron e poi via via altri leader. Da quel momento i giornali cominciano ad utilizzare questo “siamo in guerra” in continuazione ed altri termini presi appunto dal linguaggio bellico, per cui abbiamo “killer”, “assedi”, “dobbiamo sfoderare l’artiglieria pesante”, “dobbiamo spuntare le armi”, “dobbiamo stare in trincea”, “avanzamento del contagio”. Ci sono certamente delle motivazioni storiche, da sempre le epidemie sono il nemico da combattere, intanto perché vengono da fuori, il nemico è sempre qualcosa che è altro da noi, per esempio l’influenza di Hong Kong oppure la Spagnola, che poi non veniva dalla Spagna ma dall’America e c’è anche il fatto che molto spesso le epidemie sono scoppiate all’interno degli eserciti. Il problema di una pandemia mediatica o infodemia è che dall’altra parte è veramente difficile capire quali sono le fonti autorevoli e quindi effettivamente farsi una corretta percezione del fenomeno”.
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Pubblicato: Lunedì, 06 Luglio 2020 10:22
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Scritto da Raffaella Tesori
Ritorna, da venerdì 17 luglio 2020la 23esima edizione dei MAGNA GRECIA AWARDS, manifestazione ideata e diretta dallo scrittore Fabio Salvatore che avrà come sottotitolo “L’amore è un cerchio più forte della paura”, lanciando l’hashtag #lapauranonesiste,e declinata in un vero e proprio “Fest” con l’assegnazione dei prestigiosi riconoscimenti a uomini e donne che si sono contraddistinte in ambito culturale, sociale, civile, artistico. Da quest’anno il Magna Grecia Awards avrà come Presidente Onorario Fiammetta Borsellino e tornerà in veste di madrina d’eccezione, Lorella Cuccarini, ormai da anni ambasciatrice straordinaria dell’evento. Il Magna Grecia Awards rinnova la sua partnership solidale con 30 Ore per la Vita, sostenendo il progetto HOME.
«Per il 2020, non è stato facile capire come e quando poter realizzare il nostro premio, ma pur vivendo un difficile momento sia dal punto di vista umano e sociale e non meno economico, abbiamo pensato di farne un punto di forza, unendo il Magna Grecia Awards al suo consueto segmento estivo che è il Magna Grecia Awards Fest. Da qui l’idea del “Magna Grecia Awards & Fest”, che dal 17 luglio al 02 agosto, animerà le Città di Gioia del Colle e Castellaneta, in un calendario fitto ed intenso, come forte e vera espressione di una società che rinasce”. In ventitrè edizioni sono innumerevoli le testimonianze raccolte dal MGA e «questa volta abbiamo fortemente voluto un’edizione che lanci il messaggio “che l’amore vince su ogni paura”, perché senza l’amore e il coraggio, non avremo potuto superare questo momento di grave e atroce pandemia che ha segnato fortemente il nostro cuore e la nostra anima».
Oltre ai premiati, che saranno svelati, nelle prossime settimane, tanti gli ospiti d’eccezione della kermesse, molti dei quali Ambasciatori del Magna Grecia Awards, come la giornalista e icona della moda italiana nel mondo Anna Dello Russo, Giuseppe Antoci, ex Presidente del Parco di Nebrodi scampato ad un agguato di mafia nel 2016, il giornalista che vive sotto scorta Paolo Borrometi, il Procuratore Catello Maresca, i cantautori Giovanni Caccamo e Renzo Rubino, Laura Valente e Matteo Maffucci, mattatore insieme a Fabio Salvatore di una serata “evento” dedicata a “Mango”.
Molti i volti e le eccellenze di un’edizione “speciale” che sarà dedicata a Nadia Toffa, la nota inviata delle “Iene”, scomparsa prematuramente lo scorso anno, lasciando un forte ricordo in tutti gli Italiani. E proprio in una Serata di gala, sarà sua mamma Margherita a ritirare il premio per lei.
A condurci nelle serate e nei racconti sarà, il fondatore del Magna Grecia Awards, lo scrittore Fabio Salvatore, che insieme a Millenials e Influencer come La Maino, Valeria Vedovatti, Cecilia Cantarano e Marta Losito con la partecipazione di Yuri Gordon e Giacomo Hauckman, faranno da trait – d’union fra il mondo dei giovani e le personalità e celebreties presenti fra il pubblico e non solo, grazie allo streaming e ai profili social degli stessi si creerà una connessione di contenuti ed emozioni.
Leggi tutto: Con l'hashtag #lapauranonesiste al via la 23esima edizione del MAGNA GRECIA AWARDS dal 17 luglio...