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Fino al 10 marzo 2024 è possibile visitare aMuseo Casa di Goethe di Roma la mostra Max PeifferWatenphul. Dal Bauhaus all’Italia

Martedì 5 marzo 2024, alle ore 18.00 il curatore Gregor H. Lersch, direttore del Museo, accompagnerà il pubblico in una visita guidata alla mostra dedicata a uno dei più straordinari artisti del modernismo: Max PeifferWatenphul (Weferlingen 1896 - Roma 1976).

Tra i primi studenti del Bauhaus di Weimar, sviluppò uno stile pittorico del tutto individuale, ricco di colori e dall'aspetto quasi naif, in costante confronto con i circoli dell'avanguardia degli anni Venti. I suoi soggetti, le vedute di Venezia e di Roma e soprattutto le numerose rappresentazioni dei paesaggi italiani, appaiono spesso come attraverso un sottile velo atmosferico. Inoltre negli anni Trenta, PeifferWatenphul sperimentò la fotografia, ritraendo straordinari panorami architettonici e ritratti.

Leggi tutto: Max PeifferWatenphul. Dal Bauhaus all’Italia. Casa di Goethe , Via del Corso 18 Roma

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Da Ferdinando de’ Medici a Manet:
il limone, oggetto di ogni passione

Le Citron di Édouard Manet, prestito eccezionale del Musée d’Orsay in mostra a Villa Medici. Agrume iconico del paesaggio mediterraneo, il limone è al centro del programma primaverile di Villa Medici grazie al prestito eccezionale dal Musée d’Orsaydell’operaLe Citron (Il limone) dipinta da Édouard Manet nel 1880, che sarà esposta per tre mesi nelle camere storiche del cardinale de’ Medici, come momento clou della visita guidata a Villa Medici.

La presenza silenziosa del Limone, che sembra fare appello a tutti i sensi, sarà l’occasione per una residenza letteraria della scrittrice e filosofa francese Vinciane Despret, che ad aprile sarà chiamata a lasciarsi ispirare da questo frutto.

Nel 2024, il Ministero della Cultura francese e il Musée d’Orsay celebrano i 150 anni dell’impressionismo.Parallelamente alla mostra Paris 1874.Inventer l’impressionnisme (Parigi 1874. Inventare l’impressionismo) che si terrà a Parigi, in oltre 30 musei francesi sarà possibile scoprire circa 180 opere eccezionalmente concesse in prestito dal Musée d’Orsay.
Le Citron di Manet sarà così protagonista a Villa Medici, ricucendo un legame con la passione per gli agrumi della famiglia de’ Medici.

 

EPOPEE CELESTI. ART BRUT NELLA COLLEZIONE DECHARME

Dal 1° marzo al 19 maggio 2024, l’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici presenta la mostra EPOPEE CELESTI. Art Brut nella collezione Decharme, che riunisce una selezione di 180 opere della collezione di Bruno Decharme, una vera e propria panoramica sull’art brut.Il concetto di art brut è attribuito al pittore francese Jean Dubuffet (Le Havre, 1901 - Parigi, 1985) che a partire dal 1945 diede vita a una collezione di oggetti e opere realizzati da pazienti di ospedali psichiatrici, detenuti, emarginati, solitari, persone “fuori dal sistema”. Questi creatori autodidatti producono senza preoccuparsi dello sguardo degli altri e partecipano alla nascita di nuovi linguaggi, invenzioni o tecniche.

Leggi tutto: Da domani fino al 19 maggio 2024 tre mostre da non perdere all'Accademia di Francia - Villa Medici

Rancore, un giallo di Gianrico Carofiglio

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Mi piace molto la scrittura di Gianrico Carofiglio, ma questo romanzo l’ho veramente divorato durante un giorno di riposo, unico lascito positivo del  Covid. Scrittura asciutta, stile impeccabile e colto ma mai saccente, ecco che Carofiglio inventa Penelope Spada, ex magistrato, etica ferrea, ora investigatrice privata senza licenza la cui storia personale viene svelata contemporaneamente al dipanarsi di una indagine che le viene chiesta dalla figlia di un noto chirurgo morto all’improvviso, apparentemente per infarto, il prof. Vittorio Leonardi. Il professore ha lasciato la maggior parte dei suoi averi alla seconda, giovanissima moglie provocando la reazione della figlia Marina che vuole impugnare il testamento pensando più ad un assassinio, magari per interesse ,visto che il padre aveva manifestato la volontà di cambiarlo. E Penelope Spada si mette a studiare il caso con pazienza e determinazione senza tralasciare nulla anche il più piccolo e insignificante particolare. Nelle indagini vengono raccolte moltissime informazioni, si fanno tanti colloqui, domande apparentemente poco importanti ma alla fine quella massa indistinta prende forma e ci porta a individuare la verità.

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Alla Casa di Goethe la mostra di Max Peiffer Watenphul

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Abbiamo spesso parlato del benessere che si prova dopo aver visto quella che consideriamo una bella mostra: oggi vi consigliamo quella che apre al pubblico al Museo Casa di Goethe, in Via del Corso 18, Roma la mostra “Max Peiffer Watenphul. Dal Bauhaus all’Italia” a cura di Gregor H. Lersch, direttore del Museo e dedicata a questo singolare artista del modernismo.

Irrequieto, indipendente, eclettico, avvocato prima, artista dopo, studente al Bauhaus di Weimar, Peiffer Watenphul si muove nei circoli d'avanguardia degli anni Venti. Fu un appassionato fotografo di soggetti con identità queer, un pittore di città e paesaggi e un viaggiatore incessante, soprattutto dopo che uno dei suoi quadri fu esposto alla mostra “Arte Degenerata” nel 1937. 

Numerosi infatti i suoi viaggi in Europa, Africa e Messico, decine di traslochi in molte città tedesche, una residenza a Roma, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo nel 1931-1932, poi periodi vissuti a Venezia, Salisburgo e, dopo il 1945 con il passaggio a piedi del confine fra Austria e Italia attraverso le montagne, il suo trasferimento in Italia presso la sorella, che aveva sposato un italiano, e ancora viaggi e soggiorni fra Venezia, la Toscana e Roma dove morì nel 1976 e dove riposa, sepolto nel Cimitero acattolico.

Realizzata in collaborazione con le Kunstsammlungen di Chemnitz, Museum Gunzenhauser, la mostra alla Casa di Goethe ripercorre con 33 dipinti e 14 fotografie la persistenza delle idee del Bauhaus nel suo lavoro di pittura e fotografia, seguendo il percorso di Max Peiffer Watenphul dalla Germania all'Italia e contestualizzando il suo lavoro nella tradizione degli artisti tedeschi in Italia e della Sehnsucht dei tedeschi per il Bel Paese. 

"L'ultima esposizione di opere di Max Peiffer Watenphul in Italia risale al 2000, presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma, ed è quindi giunto il momento di dare un nuovo sguardo alla sua opera in Italia. Con la retrospettiva al Museo Casa di Goethe, e ci poniamo l'obiettivo di mostrare il panorama artistico del Ventesimo secolo tra Germania e Italia e di rintracciare gli sviluppi modernisti più insoliti che sono caduti nell'oblio. Max Peiffer Watenphul, il cui studio si trovava in via dei Greci, a pochi metri dalla Casa di Goethe, è quindi di particolare interesse nella Città Eterna", commenta Gregor H. Lersch. 

Durante gli studi al Bauhaus di Weimar dal 1919 al 1922, periodo che ha profondamente plasmato la sua sensibilità e creatività, Max Peiffer Watenphul entra in contatto con artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Otto Dix, Alexej von Jawlensky e Oskar Schlemmer che influenzano il suo lavoro, dalla pittura di figura al lirismo paesaggistico, mantenendo comunque un percorso divergente rispetto ai canoni del Modernismo. 

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Antonio Donghi. La magia del silenzio.

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Da venerdì 9 febbraio a domenica 26 maggio 2024 aPalazzo Merulana, Roma, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi,sono raccolte in mostra oltre trenta opere prevalentemente acquistate direttamente alle maggiori mostre del tempo (Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, ecc.), o reperite sul mercato rendendole di pubblica fruizione.

La mostra si pone come approfondimento di uno dei principali nuclei pittorici rappresentati nella Fondazione Elena e Claudio Cerasi, che possiede ed espone in permanenza tre fondamentali capolavori donghiani: Lavandaie (1922-23), primo vertice in assoluto del maestro; Gita in barca (1934); Piccoli saltimbanchi (1938). Sulla trama delle opere di Donghi in queste collezioni è possibile ricostruire interamente il suo percorso artistico, attraverso una serie di autentici capolavori. Rimeditare il ruolo, il metodo, le aspirazioni di questo artista chiuso e difficile, ma al tempo stesso creatore di opere uniche e impressionanti per il loro clima sospeso, per la densità di interrogativi che pone allo spettatore pur nell’apparentemente nuda realtà in cui sono presentati gli anonimi protagonisti dei quadri, appare oggi un doveroso passo in avanti per la sua conoscenza.

Antonio Donghi fu uno dei maggiori interpreti del realismo magico in Italia; il suo immaginario astrattivo e al tempo stesso realista ha impressionato, dopo un silenzio critico di molti decenni, gli studiosi e il pubblico a partire dagli anni ottanta del secolo scorso, al punto che le sue opere sono ormai incluse nella maggior parte delle rassegne internazionali sugli anni venti e trenta, fino a comparire sulle copertine dei relativi cataloghi come immagine iconica di quel contesto.

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“LE NUOVE SFIDE DEI SENIOR”, una ricerca importante per tutti noi.

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È stata appena presentata a Milano una ricerca di Osservatorio Senior in collaborazione con Astra Ricerche sulle Nuove sfide dei Senior: Invecchiamento Attivo, Rapporti tra Generazioni, Silver Ecology: tra Silver Economy e Sostenibilità.

Enrico Oggioni presidente e fondatore di Osservatorio Senior, ha introdotto e raccontato la ricerca fornendone i parametri base: 1000  interviste su un campione tra i 60 e i 75 anni per capire cosa pensano gli over e come stanno affrontando queste sfide. Dice Oggioni che l’importanza di essere e rimanere attivi in età matura è ormai riconosciuta quasi da tutti (97%) includendo in questo essere attivi oltre al lavoro anche l’impegno sociale, l’attività fisica, gli aiuti familiari, ecc.

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