GEORGE SAND “LO SCRITTORE” CHE HA AMATO CHOPIN”
“Esiste nella vita una sola felicità: amare e essere amati”
“L’intelligenza cerca, ma chi incontra è il cuore
“ George Sand, pseudonimo di Amantine, Aurore, Lucile Dupin è una donna colta, disinibita, famosa. Allevata dalla nonna nel castello di Nohant, ha avuto un’infanzia diversa, anarchica e sovversiva. Invece delle favole, leggeva Rousseau, invece dei giochi con le bambole e i girotondi con le bambine, preferiva montare a cavallo e cavalcare a grande velocità, come un ussaro. Donna non bellissima, ma dal fascino incredibile, si lasciò convincere a sposarsi, come tutte, e avere dei figli.
Ma poco dopo, abbandonò il marito noioso, s’inventò lo pseudonimo di George Sand e cominciò a scrivere furiosamente.
Ormai aveva abbandonato le crinoline, preferendo le giacche e i pantaloni da uomo. I suoi amanti non si contavano con grande scandalo di Parigi, tutti la criticavano, criticavano i suoi abiti, i suoi sigari, i suoi amori. Con il suo comportamento, George Sand voleva essere un esempio per le donne, dell’epoca, così sottomesse, mentre lei era diventata una donna libera e indipendente. Scriveva di continuo, era diventata lo “scrittore” che vendeva di più in Francia, conquistandosi l’invidia perfino di Victor Hugo, sotto la sua apparenza spregiudicata cercava l’amore. Amò alla follia Alfred de Musset, che definiva bello come un angelo crudele, uno che desiderava le donne e, una volta ottenute, le precipitava nella follia.
De Musset l’amò perdutamente, perché era diversa, non come le altre. Lo divertiva, con i suoi pantaloni di velluto e le sue giacche raffinate di tweed. Insieme facevano scandalo, entravano nei salotti di Parigi e tutti si voltavano e criticavano. Alla fine, come con tutte le altre, De Musset si stancò di lei e la lasciò. George Sand ne fu sconvolta e non voleva rassegnarsi. Cominciò a scrivergli biglietti d’amore: ”sei amato, quindi guardami sempre da un angolo del tuo cuore nei giorni di tristezza".
Tutto passa, e George Sand, una volta dimenticato De Musset s’innamorò perdutamente di Frederic Chopin.
Chopin è stato il suo grande amore anche se la loro relazione è stata alquanto burrascosa. Lei s’innamorò di Chopin appena lo vide, ascoltando la sua musica. Chopin, dapprima la detestò, non arrivava a capire che questa donna vestita con i pantaloni e in bocca sempre un sigaro, fosse una vera donna, e anche lo scrittore più venduto in Francia. George Sand, con una determinazione incredibile gli fece cambiare idea. Divenne la sua amante, il suo grande amore, la sua consolazione, il suo rifugio. Nell’inverno 1839, partirono per Majorca, Chopin era debolissimo, malato di tubercolosi, aveva bisogno di fuggire gli inverni rigidi di Parigi. Affittarono la Certosa di Valdemossa, un bellissimo edificio, romantico e isolato.
Chopin, malatissimo aveva 28 anni ,George Sand era più grande di lui di 6 anni. Anche a Majorca questa coppia suscitò scandalo, gli isolani non credevano che George Sand fosse una donna, avevano inoltre paura che la malattia di Chopin fosse contagiosa. Gli isolani guardavano con sospetto questa coppia, in cui un giovane visibilmente malato si faceva dire, a volte, cose detestabili senza reagire, da una donna che portava i pantaloni. L’inverno si rivelò freddissimo, le stanze della Certosa erano umide e Chopin, squassato dalla tosse non poteva dormire, e in quelle notti insonni compose i suoi Notturni più belli tutti dedicati a George Sand. George Sand, nell’isola, si sentiva un leone in gabbia, non aveva l’animo della crocerossina ,anche se amava perdutamente Chopin ,si spazientiva e lo trattava male.Non amava l’isola e i suoi abitanti che considerava gretti e insulsi.
Tutto le dava noia, scriveva con livore dell’isola e i suoi abitanti, mentre Chopin, nelle rare albe di sole le scriveva ancora biglietti d’amore appassionati: ”I tuoi occhi m’inondano l’anima e la mia anima finalmente ha trovato il suo posto” Dopo la morte di Chopin, pochi anni dopo, George Sand comincia una corrispondenza con il giovanissimo Flaubert, il quale a chi gli chiede, criticandola, di George Sand, risponde: “Io la conosco bene, nessuna donna, possiede la sua grande femminilità e la nasconde cosi bene dentro un grande uomo”.
Ascania Baldasseroni
27 ottobre 2015

