L'AUDITORIUM DI MECENATE

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Lungo la via Merulana, all'interno del giardino pubblico di Largo Leopardi, è ancora ben visibile un monumento di eccezionale interesse la cui architettura singolare ha tratto in inganno gli studiosi che al momento del suo ritrovamento ne hanno interpretato la funzione. Sto parlando dell'Auditorium di Mecenate, celebre statista e collaboratore del grande Ottaviano Augusto. Gaio Mecenate raccolse intorno a sé tutti gli intellettuali più influenti del suo tempo, fino a creare un vero e proprio circolo letterario che sostenesse il regime di Augusto.

Tra i grandi nomi primeggia Virgilio che con la sua Eneide attribuisce a Roma e all'imperatore una genealogia mitica. Anche le sue Georgiche, un poema didascalico diviso in quattro libri che trattano rispettivamente la coltura dei campi, la coltivazione delle piante e l'allevamento di bestiame e api, sostengono il ritorno all'agricoltura propagandato dal nuovo potere imperiale.
Il cosiddetto Auditorium è l'unico ambiente ancora visibile di un vasto complesso residenziale che Mecenate fece costruire sull'Esquilino. L’edificio, che un tempo era coperto a volta, è costituito da un’ampia sala di 24 x 13 metri, con un’abside semicircolare sul fondo. L'abside presenta sette gradini concentrici che inizialmente erano stati interpretati come una cavea – la parte del teatro (o anfiteatro) riservata agli spettatori che vi prendevano posto secondo una precisa gerarchia – da cui il nome di Auditorium.
In questo caso però, i gradini sarebbero stati troppo stretti per accogliere il pubblico di una rappresentazione teatrale. Si trattava piuttosto di un monumentale ninfeo, come dimostrano la conduttura di piombo e i fori nel gradino superiore dell'esedra, dai quali defluiva l'acqua poi convogliata in un canale sotto al pavimento della sala. Questo triclinio estivo era infatti animato da giochi d'acqua che accompagnavano le riunioni conviviali del circolo. Il ritrovamento di alcuni versi di un epigramma del poeta greco Callimaco avvalora ulteriormente questa ipotesi.
La sala era riccamente decorata con un pavimento in opus sectile (un mosaico di lastre di marmo, in questo caso di piccole dimensioni) e da rivestimenti in marmo sui gradini dell'abside e sui davanzali delle numerose nicchie che movimentano i muri perimetrali. Ancora più interessante è la decorazione pittorica che risale al I sec d.C. Sopra a un alto zoccolo di marmo, su uno sfondo rosso cinabro, con candelabri e pavoni, fu dipinto un lungo fregio nero con scene dionisiache e giardini miniaturistici. Anche le nicchie erano affrescate con un raffinato trompe l'oeil, come se fossero delle finestre, affacciate su giardini lussureggianti con fontane e uccellini in volo.
L'Auditorium di Mecenate è una testimonianza straordinaria della cultura del tempo, per la sua architettura e la sua decorazione, ma soprattutto per la sua funzione come luogo d'incontro dei grandi autori classici e delle autorità che hanno dato inizio alla grande stagione imperiale dell'antica Roma.

Giovanna Fazzuoli
16 giugno 2015

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