Finalmente si parla delle donne.

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Cominciamo dal papa. Domenica scorsa, alla fine dell’Angelus, queste sono state le sue parole: “"Preghiamo perché i fedeli laici, specialmente le donne, partecipino maggiormente nelle istituzioni di responsabilità della Chiesa".  Nessuno di noi è stato battezzato prete né vescovo, siamo stati tutti battezzati come laici, laici e laiche. Sono protagonisti della Chiesa. Oggi c'è ancora bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa e di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l'aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte". "Dobbiamo promuovere l'integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti". Non mi sarei mai aspettata un intervento così innovativo e deciso. E’un papa che continua a stupirmi.

Il presidente del Consiglio Conte  nel suo discorso alla Camera in vista del summit  a Bruxelles,  ha detto: "Proprio con riguardo all'occupazione femminile accolgo senz'altro l'impegno contenuto nella risoluzione di maggioranza approvata ieri in quest'aula e assicuro che una parte significativa delle risorse" del Recovery plan "sarà indirizzata con la massima determinazione al perseguimento di questo obiettivo".

E a Bruxelles è arrivata una petizione di un’eurodeputata tedesca  poi rilanciata dall’italiana Pina Picierno che è nella commissione diritti delle donne della UE, che chiede che metà dei recovery fund siano destinati alle donne:in Italia dopo la prima fase della pandemia, il 30% delle donne non ha ripreso a lavorare.

Quasi tutte le associazioni che sostengono la causa femminile si stanno muovendo per cercare di rimuovere questa eterna barriera che impedisce alle donne uguali diritti.

Tra le tante iniziative mi ha colpito quella #equal pannel promossa da Ewmd un’associazione europea di donne manager che si batte per laparità delle donne e in particolare perché siano rappresentate nei posti dove si prendono le decisioni.

Avete notato nelle immagini dei tg che vanno in onda come ai tavoli delle riunioni più importanti siedano praticamente solo uomini?Come se le donne non contassero nulla, se non esistessero economiste, scienziate, professoresse universitarie, presidenti di società o amministratori delegati donne. Sentiamo Fulvia Astolfi, presidente di Ewmd Italia e avvocata: “Iniziative come #equalpanel servono a dar voce alle diversità, arricchiscono il dibattito, fanno sì che si parli in pubblico non solo per cooptazione, ma per meriti e capacità. Sensibilizzare singoli ed aziende su questi temi, e poi chiamarli a rendicontare le loro attività, è la finalità del Manifesto predisposto da Ewmd.

Il lavoro delle donne fuori e dentro il Parlamento di questi giorni è emblematico della capacità di pensiero e della importanza delle richieste e rivendicazioni. Il Paese durante il lock down ha richiesto alle donne un grandissimo contributo, ed ora le donne rivendicano il "giusto mezzo" delle risorse del Next Generation EU. Le richieste sono precise: le donne chiedono, investimenti nelle infrastrutture sociali, congedi parentali, sostenibilità. Gli asili nidi sono una priorità per tutte: ridurranno la denatalità che sta soffocando l'Italia, agiranno sulla crescita del PIL E aiuteranno quella felicità pubblica indispensabile per le donne”.

 

 

 

 

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