Longevity 2.0

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La scorsa settimana ho partecipato ad un incontro via web molto interessante dal titolo “L’invecchiamento è una grande opportunità, approfittiamone per tempo” organizzato da Aging 2.0 Roma. Pur essendo io sempre stata convinta che gli over 65 possano vivere una seconda vita anche lavorativa, il titolo mi ha fatto un po’sorridere perchè l’idea che l’età possa diventare un’occasione e magari un vantaggio è a dir poco inusuale. Poi, seguendo la conversazione, mi si è aperto un mondo di cui avevo avuto coscienza ma senza immaginare quanto i cambiamenti tecnologici in atto potessero impattare positivamente sugli over 65. Anna Benini che ha ideato e realizzato una start up di caregiving,aprendo l’incontro ha spiegato che Aging2.0 Roma ha individuato due ragioni principali per occuparsi di questi temi: il ritardo italiano nell’affrontare il problema della longevità crescente e la riproduttività sotto soglia. I paesi più longevi cioè dove più del 20% della popolazione ha più di 65 anni, rimangono Giappone, Germania e Italia.E l’Istat ci dice che in Italia gli over aumenteranno ancora arrivando al 30% nel 2030. Il cambiamento più importante auspicato da Anna Bernini è un vero e proprio capovolgimento di mindset in cui gli anziani non sono più visti sotto l’aspetto salutistico come un peso per le nuove generazioni ma come una opportunità in cui vengono date loro nuove occasioni e considerando l’invecchiamento come un mercato in cui aggregare aziende, istituzioni che, insieme al digitale e alle nuove tecnologie potranno  realizzare il cambiamento. Stiamo parlando della silver economy.

Poi è intervenuto Stephen Johnston co fondatore di Aging2.0 che si è collegato dall’Australia dove è nata questa piattaforma di innovazione globale che si occupa di invecchiamento  e cura degli anziani. Ripensare l’ageing, rimuovere un mindset vecchio, creando nuove opportunità agli over 65 e iniziando il grande cambiamento partendo dall’innovazione. Attraverso la piattaforma, colmando il digital divide si potrà intervenire anzitutto sulla salute aiutando coloro che stanno male, ridurre l’isolamento di chi ha qualche disabilità e lavorare su problemi concreti come il caregiving, la mobilità. Ma non si tratta soltanto di salute, bisogna cominciare a considerare questo un vero e proprio mercato, una opportunità che apre anche a nuove possibilità di lavoro.

Nicoletta Boldrini l’ha chiamato un silver tsunami causato dall’industria tecnologica. Già oggi ci sono diverse tecnologie avanzate che portano giovamento alla qualità della vita degli anziani e, allo stesso tempo, creano un mercato. Un esempio sono i robot di casa, diffusi in Giappone paese dove il contatto fisico non è molto amato. Qui il trend della robotica di assistenza è molto diffuso, si chiama Pepper e riconosce i visi e le emozioni umane di base. Alcuni studi hanno dimostrato che gli anziani soli che sono entrati in contatto con Pepper sono rimasti molto contenti. Esistono poi tutti i dispositivi indossabili che, oltre allo sport, possono essere utilizzati per monitorare i parametri vitali delle persone e servire per la medicina a distanza. Il tema della telemedicina è molto importante perché fa raggiungere persone isolate. Lo dicono i dati. Prima del Covid valeva 60 miliardi nel mondo, oggi ne vale 600.

Forse è davvero il caso di cambiare il nostro mindset.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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