I Marchini tra impegno e passione

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Una passeggiata fino all’’Accademia Nazionale di San Luca in pieno centro di Roma proprio dietro la Fontana di Trevi è già una bella idea ma se poi ci aggiungiamo la mostra “Una storia nell’arte. I Marchini tra impegno e passione”, diventa una full immersion nell’arte.

La mostra è a cura di Fabio Benzi, Arnaldo Colasanti, Flavia Matitti e Italo Tomassoni, con il coordinamento di Gianni Dessì e l’allestimento di Francesco Cellini e Gianni Dessì.

Un gruppo di studiosi autorevole, un progetto ambizioso che raccoglie più di centotrenta opere selezionate fra quelle che hanno accompagnato la vicenda storica e umana di Alvaro Marchini e della sua famiglia. Una storia scandita dall’impegno imprenditoriale e politico (Marchini è stato comandante partigiano, medaglia d’argento della Resistenza, cofondatore della società che editò “l’Unità”, organo del Partito Comunista) e dalla passione per l’arte, che lo porta a collezionare e ad aprire nel 1959 una galleria: La Nuova Pesa, con sede prima in via Frattina e dall’autunno 1961 in via del Vantaggio.

La prima stagione della galleria La Nuova Pesa, tra il 1959 e il 1976, vede coinvolto un gruppo di artisti e intellettuali, da Antonello Trombadori a Renato Guttuso, da Corrado Cagli a Pier Paolo Pasolini, da Alberto Moravia a Carlo Levi, legati ad Alvaro Marchini da amicizia, oltre che da una familiarità culturale e ideologica. Anche Simona e Carla, le due giovani figlie di Alvaro, partecipano attivamente alla gestione della galleria.

Chiusa La Nuova Pesa nel 1976, Alvaro Marchini continua l’attività imprenditoriale e collezionistica sino alla morte, avvenuta il 24 settembre 1985. Un mese dopo la figlia Simona, quasi a lenirne la perdita, apre una nuova galleria, stessa città, stesso nome ma nuovo indirizzo, via del Corso, che, in un’ideale continuità sentimentale, si avvia a farsi testimone del proprio tempo sino a giungere ai nostri giorni.

L’esposizione si snoda lungo tutti gli spazi di Palazzo Carpegna, a partire dalla Galleria Accademica al terzo piano, lungo la rampa borrominiana, attraverso il Salone d’Onore fino al giardino, al portico e alle sale espositive del piano terra e presenta i lavori di 77 artisti, tra i massimi nazionali e internazionali, a ricoprire tutto l’arco del Novecento fino ai giorni nostri. Punto di partenza del percorso espositivo sono le sale della Galleria Accademica al terzo piano  che accolgono il visitatore con opere di Giacomo Balla, Georges Braque, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Juan Gris, Fernand Léger, Albert Marquet, René Magritte, Pablo Picasso e Ardengo Soffici, continuando poi con i lavori di Edita Broglio, Corrado Cagli, Antonio Donghi, Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Osvaldo Licini, Mario Mafai, Giacomo Manzù, Mirko, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Antonietta Raphaël, Alberto Savinio, Carlo Socrate e Francesco Trombadori. 

La mostra prosegue giungendo nel Salone d’Onore al primo piano dove sono esposti disegni di Scipione, un importante studio preparatorio per la Crocifissione di Guttuso (1940-41) e una significativa raccolta di disegni di Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix e George Grosz, tra espressionismo e Nuova Oggettività e a chiudere una selezione di opere rappresentative dell’attività della galleria, con opere di Renato Guttuso, Carlo Levi, Alberto Ziveri, Renzo Vespignani, Titina Maselli, Alberto Gianquinto, Piero Guccione, Gianluigi Mattia e Franco Mulas.

Nella seconda metà della rampa, quella dedicata alla nuova Nuova Pesa di Simona Marchini, si incontrano opere degli artisti Marco Lodola, Luca Patella, Giuseppe Salvatori, Salvo e Cesare Tacchi, insieme a fotografie e filmati, a raccontare questa seconda stagione scandita da esperienze oramai lontane da posizioni ideologiche se non quelle legate più propriamente all’arte.

Nelle sale espositive al piano terreno,  trovano spazio i lavori di Carla Accardi, Andrea Aquilanti, Nobuyoshi Araki, Bizhan Bassiri, Sigfrido Martin Begué, Enrico Castellani, Fabrizio Corneli, Gino De Dominicis, Daniela De Lorenzo, Stefano Di Stasio, Marilù Eustachio, Pietro Fortuna, Alberto Garutti, Giuliano Giuliani, Rebecca Horn, Paolo Icaro, Jannis Kounellis, Mimmo Jodice, Felice Levini, H.H. Lim, Fabio Mauri, Gerhard Merz, Flavio Micheli, Hidetoshi Nagasawa, Shirin Neshat, Roberto Pietrosanti, Vettor Pisani, Alfredo Pirri, Annie Ratti, Mariano Rossano, Andrea Santarlasci, Toti Scialoja e Michele Zaza.

Ha dichiarato Simona Marchini: …” al di là della bellezza oggettiva della mostra in una sede così prestigiosa, c’è la storia di una famiglia appassionata e presente, a sostegno dell’Arte in tutte le sue forme. Posso dire con un certo orgoglio, a posteriori, che insieme a mia sorella abbiamo continuato a mantenere viva quella “luce interiore” che i nostri genitori hanno acceso dentro di noi fin dall’infanzia. E noi l’abbiamo coltivata e protetta, naturalmente, come elemento della nostra coscienza e visione della vita. “

 

 

 

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