Prevenzione contro l’invecchiamento del cervello
Roma, luglio 2022 - La Fondazione IGEA applica e diffonde il protocollo non farmacologico Train the Brain (Allena il cervello) per la prevenzione contro l’invecchiamento del cervello, la perdita di memoria e le patologie come le Demenze e l’Alzheimer, che sono in rapido aumento in tutti i paesi. Le stime indicano che nel mondo ci sono 47 milioni di malati (800 mila in Italia) e che si registra una nuova diagnosi ogni tre secondi. Per fronteggiare questa crescente patologia il Neurofisiologo Prof. Lamberto Maffei, Presidente Onorario dell’Accademia dei Lincei, che ha lavorato con la Prof.ssa Rita Levi Montalcini, ha realizzato e sperimentato il protocollo Train the Brain presso gli Istituti di Fisiologia Clinica e di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
La prima applicazione su gruppi di persone individuate a rischio di Demenza di Alzheimer è costata quattro milioni di euro ed ha dato importanti risultati rallentando la patologia e aiutando nella prevenzione e nel recupero.
“L’80% dei pazienti che hanno partecipato - spiega il Prof. Lamberto Maffei - mostra un significativo miglioramento cognitivo, del restante 20% la stragrande maggioranza è stabile e solo due sono peggiorati. I soggetti non sottoposti al trattamento, messi nel gruppo di controllo, presentano invece, nello stesso arco di tempo, un peggioramento rilevante. I trattamenti praticati hanno fatto registrare nei pazienti che hanno partecipato anche variazioni della funzionalità cerebrale e vascolare, tra cui un aumento del flusso di sangue nel cervello e una miglior risposta cerebrale a compiti impegnativi. I familiari riferiscono anche un importante aumento del coinvolgimento dei pazienti nella vita familiare e nelle attività quotidiane e i pazienti esprimono gradimento per l’intervento, al punto che molti di loro, al termine del ciclo di trattamenti chiedono di poter tornare per un ciclo successivo”.
Il protocollo ha mostrato importanti effetti nel contrastare l’invecchiamento del cervello anche nelle persone sane.
Dato che attualmente non esistono cure per le Demenze e per l’Alzheimer, il protocollo Train the Brain rappresenta una grande speranza sociale, potendo garantire: una riduzione della patologia; alcuni anni di vita autonoma e dignitosa per i soggetti a rischio ed anni di vita serena alle loro famiglie, con importanti effetti anche economici.
La Demenza di Alzheimer è silente, per anni non dà sintomi di sintomi, per questo motivo molte persone che sono malate ancora non lo sanno. La malattia lavora al buio per 15 - 20 anni distruggendo progressivamente e irreversibilmente i neuroni. Il cervello per anni corre ai ripari spontaneamente e compensa chiedendo ai neuroni superstiti di fare il doppio lavoro, per sé e per i neuroni che sono stati eliminati dalla malattia. Per questo non appaiono sintomi e chi è malato non se ne accorge, ma la malattia continua a distruggere i neuroni e solo alla fine appaiono i sintomi, quando il corredo neuronale è devastato e il cervello non riesce più a compensare. A quel punto non c’è più possibilità di difesa. Sono quindi molto importanti la prevenzione e la diagnosi precoce.
“La Fondazione IGEA - spiega il vicepresidente Giovanni Anzidei - prende il nome dalla divinità greca e latina della salute e della prevenzione (figlia di Esculapio, divinità della medicina) ed opera prevalentemente su alcune linee di azione che riguardano:
- far conoscere a tutti i cittadini e a tutti i medici le nuove possibilità di prevenzione per le patologie neurodegenerative;
- l’applicazione dell’innovativo protocollo Train the Brain per individuare le persone che possono essere a rischio;
- l’applicazione del protocollo anche alle persone sane per mantenere attive negli anni le capacità mentali e le potenzialità lavorative;
- l’applicazione del protocollo nelle aziende, dove i colloqui neuropsicologici di prevenzione tutelano la salute e l’efficienza dei lavoratori e sono utili per prevenire il declino cognitivo e il conseguente rischio di infortuni sul lavoro;
Nei test cognitivi effettuati presso le aziende oltre il 90 % dei lavoratori ha mostrato un elevato gradimento per il protocollo ed ha chiesto la prosecuzione dei colloqui per monitorare il proprio stato cognitivo negli anni”.
Il cervello è un organo come tutti gli altri, con il tempo invecchia e con lo stress può perdere vivacità. Per mantenerlo attivo si deve fare esercizio proprio come si fa andando in palestra a fare ginnastica. Con la ginnastica i nostri muscoli si mantengono tonici e funzionano meglio, non tornano ad essere quelli dei vent’anni ma si allontanano l’invecchiamento e il rischio di ammalarsi. La stessa cosa accade per il cervello che, come tutti gli altri organi, ha bisogno di controlli e prevenzione.
La gravità del problema a livello mondiale ha portato i Capi di Stato e di Governo ad organizzare a Londra il G8 delle Demenze, che ha preso atto della inefficacia dei farmaci finora sviluppati, che sono solo sintomatici, in grado di attenuare i sintomi ma solo per qualche mese e purtroppo spesso producono pesanti effetti collaterali, inoltre sono molto costosi. Il G8 di Londra ha raccomandato a tutti i paesi di intensificare le attività di prevenzione e di potenziare le nuove ricerche.
La diffusione della cultura della prevenzione è particolarmente importante per questo tipo di patologie, che fanno molta paura e spesso vengono nascoste anche dai familiari delle persone colpite. Invece con una campagna di informazione e prevenzione si potrebbero individuare molti casi di persone a rischio e aiutarli a contrastare e ritardare la malattia quando si è ancora in tempo.
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