SCEGLIAMO I PRODOTTI INTEGRALI

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Avena, riso integrale, farro, kamut, miglio, orzo, quinoa, segale, soia… la varietà di cereali è davvero vasta. E’ stato dimostrato che esercitano funzione benefiche sull’organismo e sono indicati anche per i diabetici. La segale è il cereale più proteico e quella integrale ha anche il più alto tenore di fosforo, spiega la nutrizionista Virginia Gattai che aggiunge “l’orzo mondo e l’orzo perlato, grazie ai loro betauglani, possono contribuire al controllo della glicemia post prandiale e della conseguente secrezione di insulina”. Sono consigliati, superati i 50/6, almeno due volte alla settimana, in particolar a cena, per aiutare a mantenere sotto controllo il livello della glicemia e del valore del colesterolo.

“L’avena contiene invece una generosa dose di acidi grassi della classe Omega 3, è un ottimo integratore naturale di vitamine che controlla l’assorbimento intestinale del glucosio, evitando bruschi rialzi di glicemia e insulina” spiega sempre la Dott.ssa Gattai. Ricca di sali minerali, soprattutto di calcio, magnesio, potassio, ferro, è un ottimo remineralizzante. Il miglio, è un cereale ricco di amminoacidi, zinco, silicio e soprattutto contiene dosi importanti di zolfo considerato “ il minerale della bellezza”. La quinoa, anch’esso molto digeribile, ricco di proteine e minerali e con pochissime calorie, è adatto per qualsiasi tipo di zuppa. Il riso integrale è comunque riso “brillato”, si differenzia però per il tipo di lavorazione più semplice, ovvero salta un passaggio e quindi non viene privato della pellicina di colore scuro che lo ricopre, il riso bianco contiene circa meno il 70 % in meno di sali minerali. Gli esperti ormai di tutto il mondo raccomandano l’assunzione di cereali integrali, poiché la maggior parte dei componenti salutari si trovano nella crusca e nel germe. Riconoscere un prodotto integrale, potrebbe sembrare semplice, basta notare che abbia un colore scuro, ma ho scoperto che questa caratteristica non è una garanzia. Per poter essere definiti “integrali” - spiega la nutrizionista -gli alimenti non devono necessariamente essere costituiti al 100% da cereali integrali, ma devono contenere almeno il 51% di tutte e tre le componenti: endosperma, germe e crusca. La Dott.ssa consiglia di assumere alcune porzioni di cereali integrali da consumare come piatto unico al posto del pane o della pasta o abbinati a un piatto proteico ma sempre dopo un’abbondante porzione di verdure. Al contrario i prodotti a base di farine raffinate provocano un brusco aumento del glucosio, seguito da un veloce calo, un cambiamento rapido che può causare spossatezza e stanchezza. E’ paradossale, ma ormai da tempo i prodotti meno lavorati, costano di più. Quindi non solo si deve accettare che gli alimenti meno costosi siano quasi sempre quelli meno salutari e più raffinati, ma, se si ha la possibilità, vale sicuramente spendere qualche centesimo in più!

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