TELEVISIONE
In questi giorni i media si sono occupati dell’offerta di programmi televisivi rivolti agli over 65, specialmente da parte della rete 1 della Rai. Negli anni cinquanta, quando il primo canale televisivo della Rai entrò nelle case degli italiani le proposte erano dedicate alle famiglie che si riunivano per vedere le prime trasmissioni tutti insieme, sognando mondi nuovi e incredibili. Oggi è tutto cambiato le trasmissioni televisive sono studiate per diversi target di spettatori tra cui gli over 65. Il primo canale Rai degli anni cinquanta così come la rete uno rai del terzo millennio rimane fedele alla sua offerta di trasmissioni per famiglie, anche se gli spettatori più assidui sono gli over.
In effetti chi cerca di far entrare salotti virtuali nella propria casa preferisce trasmissioni non urlate e rasserenanti per lenire la sofferenza della mancanza di compagnie reali. Se i divani degli anni cinquanta erano affollati di persone, oggi sono vuoti e poterli riempire anche solo mediaticamente è una tentazione molto forte. La solitudine delle persone anziane non è mai abbastanza percepita, ma è molto diffusa, specialmente quando si perdono delle autonomie che aiuterebbero ad uscire fuori dalle mura di casa. Sarebbe utile riflettere su una porzione di vita che spesso si trascorre in solitudine, anche per separazioni che la vita impone e che assottigliano la rete sociale di riferimento, per poter comprendere meglio lo stato d’animo di chi non chiede aiuto, ma ne avrebbe bisogno. Il televisore ha sostituito il camino acceso dove le famiglie si riunivano per scaldarsi e per raccontare storie, oggi le storie arrivano da lì e offrono un po’ di compagnia a chi è solo a casa.
Sira Sebastianelli psicologa-psicoterapeuta 2 novembre 2016

