Cara Luna, ti scrivo….
Gli Over e le Over 65 sicuramente ricordano il 20 luglio 1969, quando il primo uomo ha poggiato il piede sul suolo lunare, lasciandone un’impronta indelebile. L’impronta lunare è rimasta scolpita anche nel cuore di ogni essere umano, che ha virtualmente toccato l’inimmaginabile, proiettandosi su quella sfera luminosa che ha sempre accompagnato la vita terrestre con discrezione e silenzio. Oggi, a mezzo secolo di distanza, si ripercorre nella memoria quel ricordo lontano, ma ancora dirompente e strabiliante per chi, bambino o adolescente, cercava e scrutava le stelle in cerca di extraterrestri. Generazione over che ha potuto assistere a un evento che non ha eguali, considerando il limite mentale e geografico che caratterizzava il pensiero fino a quel momento. Da quel giorno in poi qualcosa è cambiato, nulla sembrava più impossibile, producendo anche una trasformazione della fantasia che si vedeva sottrarre un luogo ignoto, su cui ipotizzare storie immaginarie.
Per fortuna, però, la Luna rimane sempre una compagna di vita che non ha perso il suo fascino, con i suoi cromatismi stupefacenti che accompagnano la sua parabola notturna. Tanti poeti, scrittori e musicisti si sono rivolti alla Luna, identificandola con una figura femminile che accoglie, consola, osserva senza chiedere nulla e illumina la strada da percorrere, quasi alla ricerca di un abbraccio materno generatore di fiducia e di serenità. La Luna, spazio libero, aperto e luminoso, che nasce, cresce e decresce, in un continuum che dovrebbe ricordare agli abitanti della Terra uguale capacità di costante rinnovamento.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

