Calda….mente
Caldamente, un facile gioco di parole in un periodo in cui le temperature sono molto alte e a soffrirne non è solo il corpo, ma anche la mente. Il caldo eccessivo prosciuga le energie, come se evaporassero insieme al sudore, rendendo faticosa qualsiasi attività fisica e mentale. L’organismo si difende dall’afa imponendo il riposo e la sospensione di qualunque movimento psicofisico. Naturalmente, non è sempre possibile fermarsi, in attesa che le temperature si abbassino, però, rallentare e rivedere la propria velocità, dettata dalla fretta, sarebbe utile per tutti. Ogni stagione, in fondo, ha i suoi ritmi e rispettarli aiuterebbe anche a trovarne il senso.
L’estate dovrebbe essere il momento del riposo, della contemplazione della Natura, della ricerca della vita in tutte le sue manifestazioni, potendo vivere negli spazi aperti e liberi, ma spesso non si riesce a cogliere l’essenza della stagione, perché non è possibile viverla adeguatamente decelerando, per accedere così a un’altra andatura.
Allora, l’insofferenza al caldo si amplifica, si diventa più impulsivi e meno tolleranti agli imprevisti o alle difficoltà, attribuendo al caldo la responsabilità, ma una riflessione forse s’impone. Il paradosso è che più il caldo richiama il fuoco e più si tende ad alimentarlo con la necessità di mantenere i ritmi veloci di sempre, alzando la temperatura anche corporea. L’antidoto al caldo eccessivo è iniziare a rallentare il pensiero, affinché non si sovrappongano tante incombenze da assolvere, per risparmiare energia. Tutto ciò che non è prioritario è procrastinabile, lasciando il tempo per fermarsi, senza sentirsene in colpa, perché la vita è anche riposo.
Sira Sebastianelli
psicologa-psicoterapeuta

