DATTERI CHE PASSIONE
In questo periodo natalizio sulle tavole delle tombolate troviamo noci, mandarini e alle volte anche i datteri. La palma da datteri, Phoenix Dactyliferam, è tipica dell'Africa mediterranea, Israele e dei paesi dell'Asia occidentale, si tratta di un albero che può vivere anche fino a trecento anni e che, oggi, può essere anche coltivato nelle aree più calde della zona mediterranea. Il nome del frutto deriva dal greco daktilos che significa dito, a ricordare appunto la sua forma tipicamente ovale, lunga e stretta, a seconda delle varietà, a polpa dura o morbida.
I frutti del dattero possono essere più o meno succosi e tra i più rinomati ci sono quelli d’Israele, dalla polpa particolarmente ricca, di colore marrone scuro, sono riuniti in spighe, grappoli che possono contenere da duecento a mille datteri. La particolarità dei datteri è che sono privi di colesterolo, sono poveri di grassi e ricchi di vitamine, ideali per combattere le irritazioni che possono colpire ad esempio le vie respiratorie.
Possono essere gustati al naturale oppure in cucina si abbinano perfettamente a formaggi e frutta secca come noci, mandorle o nocciole. Altro prodotto tipico è il cosiddetto miele, che si ricava dal frutto stesso, ma esistono anche la farina di dattero, ottenuta dai datteri duri essiccati, con cui si fa un pane tipico, e un surrogato del caffè, che si ottiene dai semi.
L’unica raccomandazione è dato l'elevato potere energetico, il consumo è sconsigliato per chi cerca di stare a dieta o di seguire un regime ipocalorico mentre è consigliato quando vogliamo avere un po’ di energia.
Beatrice Viola
15 dicembre 2015

