ESTATE IN FUMO?

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Durante l’estate è più facile vedere persone che fumano sigarette o sigari, perché si vive di più all’aria aperta e i fili di fumo che ne derivano se non si vedono, si sentono! Nei periodi di vacanza ci sono, da una parte, persone che affermano di fumare poco perché meno stressate e, quindi, meno bisognose della gratificazione orale derivante dalla sigaretta e, dall’altra, persone che, non avendo tanti impegni, dichiarano di fumare di più.

Il punto su cui riflettere, ovviamente, non è che si fumi di più o di meno d’estate, ma che si fumi. I medici sono impegnati a prescrivere ai loro pazienti, oltre ai farmaci e alle diete, anche la riduzione drastica delle sigarette, specialmente agli over 60, affinché evitino patologie invalidanti, ma i risultati sono, spesso, deludenti. Oggi, probabilmente, nessuna persona può affermare di ignorare i danni derivanti dal fumo, ma nonostante ciò persiste la dipendenza dal tabacco.
Tra piacere e senso di colpa, ci sono fumatori e fumatrici che non desiderano smettere e i rimedi di vario tipo a cui ricorrono sono destinati all’insuccesso. Per smettere di fumare è essenziale la disposizione mentale, che consente di avviare un progetto finalizzato al miglioramento di sé e della propria salute. Diversamente, qualunque tentativo risulta vano e si affievolisce la fiducia di poter riuscire nell’intento. La paura, durante una malattia, a volte, induce una riduzione del fumo che non dura nel tempo, perché la dipendenza dalla sigaretta travalica il pericolo di peggiorare la prognosi.
Il soddisfacimento del bisogno di fumare, infatti, risponde ad un principio di piacere che impone l’immediatezza della gratificazione, avviando un circolo vizioso, in tutti i sensi, difficile da interrompere. Per tornare all’estate, che nell’immaginario collettivo rappresenta la stagione delle trasgressioni, perché non provare a rompere qualche regola e liberarsi dal fumo? Per esempio, può essere utile, anche per testare la propria disposizione a cambiare, differire il soddisfacimento del bisogno di fumare anche di soli cinque minuti. Il tentativo porterebbe a percepirsi capaci di un dominio sulla dipendenza, anche se per appena cinque minuti, disubbidendo all’imposizione interna di accendere subito una sigaretta. Nell’arco della giornata il numero delle sigarette fumate potrebbe diminuire e nel tempo, allungando il differimento, sempre di più.
Si può essere scettici, increduli o dubbiosi, perché del tabagismo non ci si libera facilmente, ma iniziare a focalizzare l’attenzione sulla strada da seguire più adatta a sé, eviterebbe di rischiare che l’estate possa andarsene in fumo e nella combustione bruciare una possibilità.

Sira Sebastianelli  psicologa - psicoterapeuta
27 luglio 2016

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